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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Giovani Italiani in Rete, ad un anno dal seminario di Palermo la rete dei giovani connazionali celebra con un video la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo

ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA – A un anno dal Seminario dei Giovani Italiani nel Mondo tenutosi a Palermo, il gruppo dei Giovani Italiani in Rete (GIR) ha voluto ricordare quell’esperienza unitamente alla celebrazione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, coincidente con l’anniversario della nascita di Leonardo Da Vinci, ossia il 15 aprile. Il GIR ha celebrato tutto questo attraverso un video diffuso sulla pagina ufficiale Facebook del gruppo: nel video si raccontano le esperienze di Giulia, Eva e Pedro che rispettivamente da Ginevra, Zurigo e Mar del Plata portano avanti i loro progetti di ricerca.

Giulia, specializzata in fisica delle particelle, ha cominciato nel 2015 la sua avventura di ricercatrice all’estero, dapprima specializzandosi a Friburgo in Germania, ed è tuttora attiva presso il famoso Cern per conto di un’università statunitense; al Cern infatti vige un regime di collaborazione internazionale che vede impegnati ricercatori provenienti da tutto il mondo. La ricerca di Giulia, in particolare, si concentra sull’acceleratore circolare lungo 27 km all’interno del quale i protoni, che viaggiano a una velocità vicina a quella della luce, vengono fatti scontrare producendo così una quantità di energia quanto più vicina possibile a quella che si presume abbia dato origine all’universo. “Cosa mi accompagna dell’Italia ogni giorno? Un trolley”, dice Giulia mostrandolo come simbolo di quella mobilità che ha contraddistinto la vita di tanti giovani brillanti connazionali che hanno lasciato l’Italia per poter riuscire a svolgere altrove la propria professione. A causa dell’emergenza Coronavirus, Giulia lavora in videoconferenza da casa con i propri colleghi del Cern.

Eva vive e lavora in Svizzera da diversi anni, impegnata presso una start-up che si occupa di fibre ottiche e flussi di dati informatici, frutto di un progetto portato avanti dal Politecnico di Zurigo. Eva lavora in particolare sui modulatori elettro-ottici, di dimensioni nanoscopiche inferiori a quelle di un granello di polvere, che trasformano il segnale da elettrico a ottico ossia in luce che poi viaggia attraverso le fibre: in pratica è lo strumento che ad oggi consente a tutti noi di usufruire di connessioni internet ad alta velocità e dei più moderni dispositivi di telefonia cellulare. “Qual è l’immagine che mi lega all’Italia? Da calabrese i grandi spazi aperti e il mare con i loro suoni e odori”, racconta Eva che a causa dell’emergenza sanitaria in corso ha visto cambiare molto la sua modalità lavorativa, andando molto di meno fisicamente in laboratorio dove, proprio per il contenimento del virus,  il numero di persone ammesse contemporaneamente è assai ridotto.

Pedro, italiano di terza generazione e figlio quindi della nostra emigrazione in Argentina cominciata dai primi anni del ‘900, è ricercatore e insegnante di storia presso l’Università Nazionale di Mar del Plata per il Consiglio Interuniversitario Nazionale. E’ esperto di storia medievale della Russia e parla russo dall’età di 16 anni, aiutato dal fatto che nella storiografia italiana c’è un vasto repertorio sulla materia. In particolare ha studiato il processo di cristianizzazione e il suo legame con quei fattori risultati determinanti per la nascita di questo primo Stato slavo dell’Est europeo. Quello di Pedro è un progetto di ricerca nell’ambito delle scienze sociali, le quali aiutano a comprendere meglio il funzionamento delle moderne società, partendo proprio dallo studio della storia più antica. Viene da domandarsi cosa possa mai legare la nostra Italia a questa Russia medievale che sembra così distante da noi. “Anche l’Italia di quell’epoca, proprio come la Russia,  era già un territorio multietnico per poi diventare un Paese di diaspora; tuttora ci sono tanti discendenti italiani nel mondo”, conclude Pedro. (Inform)

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