direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Giornate liete

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana” del 18.5.2016 l’editoriale del direttore Marco Basti

 

BUENOS AIRES – 39 anni fa, proprio un mercoledì 18 maggio, nel 1977, uscì il numero 1 della nostra TRIBUNA ITALIANA. Un compleanno è abitualmente occasione per fare un bilancio, per ricordare e per ringraziare. Noi sentiamo l’obbligo della riconoscenza verso coloro che iniziarono questa avventura, che la sostennero con amicizia, con passione, con professionalità e intelligenza e anche con tanta illusione e speranza. Ricordiamo con gratitudine in primo luogo quelli che non ci sono più, come il fondatore e direttore Mario Basti, e i suoi più stretti amici e collaboratori, Baldo Toscano e Domenico Gatto. E poi i soci fondatori e i tanti amici abbonati, inserzionisti, collaboratori, agenti corrispondenti, ecc. Di una volta e di oggi.

Ma non vogliamo andare molto al di là con i ricordi, perché preferiamo invece concentrarci sul futuro di questo giornale e della nostra comunità.

Quest’anno ci sono varie ragioni per celebrare, nonostante le gravi difficoltà che non mancano mai e che quasi sembrano essere nel Dna della nostra attività come, tra l’altro lo dimostrano tanti articoli scritti al riguardo dai nostri due prestigiosi predecessori, Ettore Rossi e Mario Basti.

Ma, scrivevamo, varie circostanze rendono liete queste giornate. A cominciare dal riconoscimento che abbiamo avuto sabato scorso, insieme ad altri colleghi di altre testate e programmi radiofonici, da parte del Comites di Lomas di Zamora. Prendiamo da alcuni di loro che hanno utilizzato la stessa espressione – una carezza – per descrivere ciò che il riconoscimento ha significato per tanti di noi.

Infatti, come scrivevamo sopra, questa è una attività che comporta molti sacrifici, tante amarezze e poche soddisfazioni. Tra queste ultime ci sono le lettere che a volte ci scrivono i lettori, congratulandosi per qualcosa che hanno letto sul giornale o ringraziandoci per il servizio che esso rende alla comunità. Purtroppo, poche volte lettere o ringraziamenti sono di dirigenti della nostra comunità. Il Comites di Lomas de Zamora presieduto da Emilio Bianco invece, ha pensato bene di riconoscere l’attività che i media della comunità svolgono in favore degli italiani e dei loro discendenti residenti nella sua circoscrizione consolare. Un servizio che è necessario e utile e che andrebbe rilanciato con decisione. Perché negli ultimi dieci anni hanno sospeso le pubblicazioni quasi tutte le testate cartacee che venivano stampate in Argentina e anche tanti programmi radiofonici hanno cessato di far arrivare i loro messaggi di informazione e intrattenimento. Vero è che sono nati altri e che anche nel web si sono sviluppate alcune valide iniziative, ma in genere è innegabile che i media della comunità hanno accompagnato i processi vissuti da essa, l’invecchiamento prima e un passaggio di consegne ancora in atto, e fondamentalmente la mancanza di un progetto di comunità.

Dunque, nonostante tutte le ragioni per farci stare in pensiero, la “carezza” del Comites di Lomas de Zamora, proprio alla vigilia del nostro anniversario, è stata un gradito regalo.

Un’altra circostanza ci aiuta a guardare il futuro con maggiore ottimismo. E’ il rilancio dei rapporti tra l’Argentina e l’Italia che i presidenti Macri e Renzi hanno voluto fortemente e che, evidentemente, non è rimasta lettera morta. Si vive una stagione nuova, le attività e le visite si succedono. Per il mese di luglio è atteso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella probabilmente nei giorni delle celebrazioni del Bicentenario dell’Indipendenza argentina. Sarà la più prestigiosa ma non l’unica e l’ambasciatore Teresa Castaldo e i suoi collaboratori continueranno ad avere tanto da fare. Per loro sarà un grande sforzo, ma – ne siamo certi – anche una grossa soddisfazione.

Riguardo a questa intensa attività, a questo rilancio, manca ancora un maggiore coinvolgimento della nostra comunità nell’accompagnare questo processo, per essere quel ponte tra le due sponde dell’oceano che abbiamo sempre proclamato.

Ieri il viceministro Ivan Scalfarotto sottolineava la storica importanza della nostra presenza e delle imprese italiane. “Le imprese italiane sono state sempre in Argentina anche nei momenti più difficili e più duri – ha evidenziato Scalfarotto – il nostro compito ora è avviare una partnership a 360 gradi e instaurare una relazione strategica, di lungo termine con il Paese”. L’Argentina, ha aggiunto, può rappresentare per l’Italia “una piattaforma produttiva strategica” nel Sudamerica. “Non siamo venuti qui per vendere – ha aggiunto Scalfarotto – ma per investire e creare una partnership che possa davvero dare valore a entrambi, in un ottica win-win, e che lo faccia nel tempo. Abbiamo aspettato 18 anni dall’ultima visita: non è ammissibile che due paesi così vicini e complementari non si parlino per così tanto tempo”. E aggiungeva: “Siamo particolarmente contenti per questa missione che viene pochi mesi dopo la visita di Renzi, – ha detto ancora – i rapporti tra i nostri due popoli sono viscerali, antichissimi e istintivi. Il ritorno dell’Argentina sulla scena mondiale e la sua uscita dall’isolamento è una grande occasione non solo per il Sudamerica ma per tutto il mondo”. Parole che fanno piacere e che dovrebbero contribuire a muoverci ad un maggiore impegno di presenza e di proposte, di idee e di dibattito.

E se si tratta di dibattito, le pagine della TRIBUNA ITALIANA sono sempre aperte. ma non solo le pagine (e il suo sito web). Come scrivevamo due numeri fa, stiamo pensando ad una serie di iniziative da tenere durante i dodici mesi in cui cammineremo verso il nostro 40º anniversario. Una di esse sarà l’organizzazione di tavole rotonde su argomenti che interessano la nostra comunità, come abbiamo fatto qualche anno fa. Primo argomento del primo incontro, che annunceremo fra poco, il referendum sulla importante riforma costituzionale che si terrà nel mese di ottobre. Sarà il primo, ma non l’unico e non solo a Buenos Aires, perché vogliamo rilanciare anche il rapporto con le comunità italiane dell’interno.

Tante grazie ancora, a quanti hanno sostenuto e sostengono la nostra TRIBUNA ITALIANA. (IL DIRETTORE direttore@tribunaitaliana.com.ar  /Inform

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