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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Giornata Internazionale contro la Corruzione, al Maeci il convegno  “Diplomazia Giuridica come direttrice di politica estera”

FARNESINA

 

ROMA – “Diplomazia Giuridica come direttrice di politica estera”, questo è il titolo del convegno che si è svolto alla Farnesina sull’impegno dell’Italia nel contrasto alla corruzione ed al crimine organizzato transnazionale. L’evento è stato organizzato dal Ministero degli Esteri insieme al Ministero dell’Interno e al Ministero della Giustizia, in occasione della Giornata Internazionale contro la Corruzione. L’incontro è stato aperto dall’intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha definito la corruzione come “un male non sempre visibile ma che provoca danni al sistema del nostro Paese” oltre al fatto che “quando emerge è un problema anche per l’immagine dell’Italia”. Tajani ha poi segnalato come questo fenomeno sia sempre più transnazionale ed è per questa ragione che occorre collaborazione anche da parte delle sedi estere. Tajani ha anche rilevato come diversi Paesi richiedano rappresentanti delle forze dell’ordine italiane per contribuire alla formazione dei loro operatori impegnati nel contrasto alla criminalità e alla corruzione. Serve però un’armonizzazione dei sistemi giuridici, ha spiegato Tajani aggiungendo che questa tematica è stata affrontata dal G7 a presidenza italiana. “Abbiamo avviato un programma sull’anti-corruzione a beneficio dei nostri Paesi partner”, ha evidenziato Tajani ricordando le figure dei giudici Rosario Livatino, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino quali simboli della lotta alle mafie.  Tajani ha preso ad esempio quanto fatto di recente dal Parlamento argentino che ha adottato disposizioni giuridiche anti-mafia ispirate proprio al modello italiano. Brasile, Argentina, Cile, Ecuador e Messico hanno avviato progetti di collaborazione con l’Italia. Il Ministro ha anche segnalato la decisione di cambiare le modalità di ispezione nelle sedi diplomatico-consolari italiane, sia per quanto riguarda la concessione della cittadinanza che per i visti: praticamente tali ispezioni non verranno svolte solo dal personale del Ministero degli Esteri ma in collaborazione con i Carabinieri.  “La diplomazia giuridica offre un’immagine positiva del nostro Paese che si riverbera favorevolmente anche sulle nostre imprese”, ha spiegato Tajani ricordando che questo potrà influire positivamente anche sulla competitività dell’Italia, soprattutto nel campo dell’export. “Nella lotta alla corruzione l’esempio ha un ruolo cruciale”, ha aggiunto infine il Ministro. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo da remoto,  ha definito la corruzione come “un fenomeno che esiste da sempre e a tutte le latitudini”. Nordio ha detto che questo non significa doversi rassegnare: “bisogna cercare di ridurre questo fenomeno e comprenderne le cause”. Per Nordio oggi la corruzione sta cambiando pelle: “la corruzione interna, quella che avviene nell’ambito dello Stato, è spesso finalizzata a un vantaggio personale”, ha spiegato Nordio aggiungendo che invece quella transnazionale può essere più complessa nel senso che a volte può celare una falsa interpretazione di ciò che può sembrare un interesse economico di un Paese. Il Ministro ha quindi visto nella semplificazione normativa e nella corretta individuazione delle competenze due chiavi di lettura centrali nella lotta alla corruzione. “La madre della corruzione interna è l’avidità umana ma anche la proliferazione delle normative nella loro complessità”, ha concluso Nordio sottolineando che “la corruzione è un reato che si consuma nell’ombra”. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato che sono trascorsi già 21 anni dall’adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione: un lasso di tempo nel quale “il sistema normativo e investigativo italiano ha registrato progressi nella prevenzione e nel contrasto di questo fenomeno”. Piantedosi ha sottolineato come la lotta alla corruzione è la base per lo sviluppo del Paese, anche per attrarre investimenti ossia per guadagnare credibilità all’estero. Un problema legato alla corruzione è quello del riciclaggio del denaro: una fattispecie che compromette il sistema imprenditoriale onesto così come il tessuto dei funzionari onesti della pubblica amministrazione, il tutto a vantaggio di soggetti che invece preferiscono operare nell’ombra e nella disonestà. Il Ministro dell’Interno ha anche parlato di un complesso di misure che sono la precondizione di un contesto sociale sano per isolare la patologia della corruzione sia a livello interno che transnazionale.  E’ stata poi la volta del Segretario Generale dell’OCSE, Mathias Cormann, che ha definito la lotta alla corruzione come uno strumento fondamentale per preservare i valori condivisi di libertà e principi economici basati sul mercato. L’OCSE dispone di elevati standard di prevenzione in questo campo, con ben 46 Paesi firmatari di una convenzione che ha compiuto un quarto di secolo. Cormann ha messo in guardia dai reati fiscali ma anche dal riciclaggio del denaro: crimini che a loro volta possono contribuire ad altri reati.  “L’OCSE è desideroso di proseguire la sua collaborazione con l’Italia per garantire integrità ed equità nelle nostre economie e società”, ha concluso il rappresentante OCSE.  Fra gli altri interventi segnaliamo quello del Segretario Generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, che ha parlato di una Farnesina sempre aperta verso quelle istituzioni che concorrono a promuovere l’interesse dell’Italia nel mondo. “La diplomazia la fanno tutti quegli attori del sistema Paese che interagiscono all’estero e anche tutti i nostri connazionali che vivono all’estero che sono portatori della nostra bandiera”, ha rilevato Guariglia. “La diplomazia giuridica e della sicurezza è divenuta una componente della proiezione esterna del nostro Paese”, ha aggiunto Guariglia sottolineando anche le ricadute positive delle attività italiane all’estero e dell’attrazione degli investimenti esteri in Italia. Il Segretario Generale ha anche ricordato che l’ispettorato generale della Farnesina ha intensificato i controlli presso le sedi all’estero soprattutto nei settori dove potrebbero annidarsi gli interessi delle organizzazioni criminali: su tutti quello dei flussi migratori. Il Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta della Camera sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, Chiara Colosimo, ha parlato anche di narcotraffico internazionale che rappresenta ad oggi la prima fonte di proventi per la malavita , essendo la relazione tra droga e corruzione strettissimo. Colosimo ha infatti evidenziato che proprio il traffico di droga garantisce una ricchezza illecita sostanziosa da poter essere reinvestita. “La corruzione è ancora più pericolosa dell’intimidazione”, ha aggiunto Colosimo parlando di modalità d’azione che non necessariamente ricorrono alla violenza preferendo invece arrivare al risultato attraverso connivenza e corruzione. “L’Europa sembra ammettere che la disponibilità di ingenti introiti della criminalità organizzata – ha spiegato Colosimo menzionando la cifra di 139 miliardi annui che è in grado di far girare tale criminalità transnazionale – è una minaccia significativa per l’integrità dell’economia e per l’erosione dello stato di diritto”. Colosimo ha quindi evidenziato come una direttiva europea abbia accolto strumenti atti a contrastare le criminalità organizzate. Il Direttore Generale per la Mondializzazione della Farnesina, Nicoletta Bombardiere, ha concluso il tavolo di lavoro esprimendo soddisfazione per la convergenza sull’analisi sostanziale di un fenomeno che l’Italia conosce ma che pone sfide in continua evoluzione. Bombardiere ha anche parlato di risorse pericolose che ruotano attorno alla criminalità organizzata e che possono mettere a rischio per la tenuta del sistema. In materia di anticorruzione, Bombardiere ha sottolineato l’importanza di avere un tessuto coeso e collaborativo tra le istituzioni. “Il modello italiano si basa sulla condivisione”, ha concluso il Direttore Generale parlando di un modello di scambio di informazioni che sa prendere spunti dai Paesi partner. (Inform)

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