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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Giornata della Memoria, presentato alla Camera dei Deputati il libro “Contro le leggi razziali” di Mirko Grasso

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Si è tenuta alla Camera dei Deputati la presentazione del libro “Contro le leggi razziali” di Mirko Grasso in una conferenza stampa promossa dal parlamentare del Pd Nicola Carè, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide. Nel 1938 Benedetto Croce pubblica un’epistola di Antonio de Ferrariis detto il Galateo (1444-1517) sul tema della tolleranza e delle incomprensibili chiusure che allora si verificavano verso gli ebrei. Il filosofo, intransigente difensore della libertà, compie questa operazione perché contrario al clima dell’epoca che poi sfociò nelle leggi razziali volute da Mussolini e per questa iniziativa fu aspramente criticato dalla stampa fascista. La lettera dell’umanista fu scritta in occasione del matrimonio del figlio del conte Belisario Acquaviva con una donna discendente da una famiglia di ebrei convertiti. Il fatto aveva suscitato scalpore negli ambienti della corte napoletana. Galateo nel suo scritto sradica con efficacia ogni pregiudizio antisemita e con particolare perizia e profondo acume Croce riporta nell’attualità il pensiero del grande umanista leccese, in una fase storica che di lì a poco avrebbe condotto all’inverno della guerra e delle persecuzioni in Europa. L’evento è stato introdotto da Gianni Lattanzio ricordando come questa presentazione si ponga in un giorno simbolico come quello della Giornata della Memoria. “Bisogna essere vigili perché i totalitarismi si annidano ovunque, a volte mascherati. Per questo bisogna attualizzare quello che la storia ci fa capire e aggiornare le situazioni ai tempi di oggi per prevenire il virus del totalitarismo”, ha rilevato Lattanzio. La deputata Irene Manzi (Pd) ha parlato di come il regime fascista promulgando norme razziali , sia andato contro allo stesso Statuto Albertino, creando di fatto una divisione e una discriminazione tra cittadini. Manzi ha parlato del libro ‘La parola ebreo’ che rievoca il momento preciso nel quale le leggi razziali cominciarono a normare la quotidianità, citando anche l’esempio di Liliana Segre quale testimone oculare di quell’epoca. “A questa memoria si deve dare la forza della testimonianza e anche queste iniziative editoriali ci consentono di rendere più viva la memoria”, ha aggiunto Manzi evidenziando come il Parlamento stia lavorando per promuovere ulteriormente le iniziative come i viaggi della memoria. “Andare in quei luoghi è un antidoto potente per rendere più viva quella memoria”, ha sottolineato Manzi. Giampaolo D’Andrea (storico e Presidente ANIMI) ha parlato di un testo, quello di Croce, che va rimeditato e riletto. “Quando si toccano i diritti fondamentali di tutti i cittadini bisogna fare attenzione perché è come se si superasse un ostacolo e non si possa tornare indietro”, ha commentato D’Andrea citando anche quanto evocato dal film di Benigni ‘La vita è bella’ che racconta gli anni della persecuzione. “Croce compie un’operazione finissima: recuperare dal periodo dell’umanesimo i fondamenti di una convivenza libera”, ha spiegato D’Andrea sottolineando come nella società italiana dell’epoca si fece troppo poco per contrastare la deriva del regime fascista Franco Danieli (analista geopolitico e autore della postfazione al libro) ha ricordato il contributo fondamentale dato dal Forum sull’Olocausto di Stoccolma nel 2000. Danieli ha fatto delle ricerche sulle migrazioni forzate degli ebrei nel corso della storia per inquadrare anche il contesto al quale si riferisce il testo di Croce. “La Giornata della Memoria non deve essere mera celebrazione ma deve essere uno stimolo forte per attualizzare gli insegnamenti del passato”, ha commentato Danieli.  L’autore Mirko Grasso ha ricordato come Croce conoscesse bene l’opera di Galateo e sia tornato su questo scrittore agli inizi del ’37 per pubblicarlo poi nell’anno successivo. “Croce la definisce un’epistola in difesa degli ebrei e per la stampa del regime egli diventa un sostenitore della causa ebraica. Croce compie un’operazione dalla quale si innesca un meccanismo di riappropriazione culturale”, ha spiegato Grasso evidenziando come Croce sia stato uno dei pochi fari di opposizione al regime fascista, quale esponente di una cultura liberale. (Inform)

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