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Giorgio Napolitano è tornato a casa da senatore a vita

QUIRINALE

Le funzioni di presidente della Repubblica sono state assunte dal presidente del Senato, Piero Grasso, fino al giuramento del nuovo capo dello Stato

 

ROMA – Questa mattina Giorgio Napolitano ha firmato l’atto di dimissioni dalla carica di capo dello Stato, alla quale era stato eletto per la seconda volta il 20 aprile 2013 dal Parlamento in seduta comune, alla presenza del segretario generale del Quirinale che ha provveduto a darne comunicazione ai presidenti del Senato e della Camera e al presidente del Consiglio dei ministri. Le sue ultime ore da capo dello Stato Napolitano, che compirà 90 anni il 29 giugno prossimo, le ha spese per salutare corazzieri e dipendenti dopo nove anni trascorsi assieme.

Napolitano si è quindi recato nel cortile d’onore dove ha ricevuto gli onori militari e accompagnato dalla moglie Clio ha lasciato in auto il Palazzo del Quirinale spostandosi nella sua casa al rione Monti, accolto dagli applausi di una piccola folla di residenti.

Da oggi Giorgio Napolitano, presidente emerito e senatore a vita, ha a disposizione uno studio, lo stesso che fu di Oscar Luigi Scalfaro, accanto a quello di Carlo Azeglio Ciampi, al quarto piano di Palazzo Giustiniani, alle spalle di palazzo Madama. In tale veste, come già da lui affermato nel recente messaggio di fine anno, continuerà a fare la sua parte al meglio, nei limiti delle sue forze e dei suoi nuovi doveri.

Frattanto, le funzioni di presidente della Repubblica sono state assunte dal presidente del Senato Piero Grasso che, da Palazzo Madama, ha raggiunto a piedi Palazzo Giustiniani dove eserciterà le proprie funzioni fino all’elezione e al giuramento del nuovo capo dello Stato. Le funzioni di presidente del Senato saranno ricoperte dalla vice presidente Valeria Fedeli.

Da fonti parlamentari si apprende intanto che la prima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai rappresentanti delle Regioni per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica dovrebbe essere convocata dalla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, per le ore 15 del prossimo 29 gennaio. (Inform)

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