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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gianni Farina (Pd, ripartizione Europa) sugli esiti del referendum costituzionale

INTERVENTI

“L’attacco al voto all’estero, pagina nera della nostra storia”

ROMA – “Il popolo ha deciso. Punto e a capo. Inutile, ora, recriminare sugli errori commessi dal presidente del consiglio, Matteo Renzi, sull’eccesiva personalizzazione della campagna referendaria”: così Gianni Farina, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, commendo il risultato del voto del 4 dicembre scorso.

In riferimento ai risultati della consultazione all’estero – un 65% di consensi alla riforma che per Farina sono un lodevole risultato, – viene sottolineata tuttavia “l’amarezza per come si è guardato al mondo dell’emigrazione: al suo diritto a partecipare alle vicende politiche della repubblica, alla sua storia, alla ricchezza di una comunità, al contributo che essa ha dato al riscatto della nazione nel corso di tutta la storia repubblicana”. “Noi non intendiamo, né possiamo dimenticare – scrive Farina, ritenendo “ingiuste e ingenerose” le critiche sulla consultazione referendaria nel mondo, spintesi “sino a mettere in dubbio la validità della consultazione nel caso di un sì decisivo, per l’approvazione della riforma, da parte degli elettori italiani all’estero”. Egli ricorda inoltre come l’organizzazione della consultazione all’estero sia “una operazione elettorale che ha coinvolto oltre quattro milioni di elettrici e di elettori”, in cui “eventuali disguidi sono sempre possibili”.

“Per una volta, eravamo noi, i veri nemici. Noi, con i nostri sogni di cittadini italiani, portatori di straordinarie esperienze democratiche e di vita vissuta nelle terre d’Europa e del mondo, accantonate, per l’occasione e per spirito di parte, anche in settori politici progressisti – scrive l’esponente democratico rilevando come sia “la politica romana” ad essere “maggioritariamente contraria al voto all’estero”, politica cui imputa di non aver fatto “nulla, dal 2006 e sino ai nostri giorni, per valorizzare la presenza dei 18 rappresentanti dell’estero nel parlamento repubblicano”. “La sua contrarietà all’istituzione di una commissione bicamerale permanente per affrontare concretamente i problemi della nostra collettività, ne è una prova. Si chiude una triste pagina. Rimane una certezza – aggiunge Farina: “la partecipazione protagonista dei connazionali. Vediamo di esserne degni”.

“Al di là della retorica politica e dei falsi proclami, andare al voto non era e non è possibile con due leggi elettorali difformi per Camera e Senato. Il Paese – afferma il parlamentare Pd – non poteva restare senza governo in attesa del verdetto della Consulta previsto per il 24 gennaio. Va fatta la nuova legge elettorale, come ha richiamato il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Sono rimasti aperti i dossier che vanno chiusi e in agenda abbiamo importanti appuntamenti internazionali che devono trovare l’Italia con un governo nella pienezza delle sue funzioni. Il Partito democratico si è assunto la responsabilità e si è caricato sulle proprie spalle il peso della governabilità del Paese. Lo abbiamo fatto altre volte. Nel rispetto della Costituzione, per il bene dell’Italia e per il bene dell’Europa. In questo nuovo passaggio di legislatura, vi assicuro – conclude Farina – che gli italiani all’estero non saranno spettatori, ma partecipi e destinatari delle soluzioni che si adotteranno”. (Inform)

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