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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gianni Farina (Pd): “Iscrivetevi e votate per i nuovi Comites”

INTERVENTI

Fase decisiva nella preparazione delle elezioni per i Comitati degli Italiani all’Estero

 

ROMA – Tra qualche settimana si voterà per il rinnovo dei COMITES (Comitati degli italiani all’estero). La legge istitutiva dei Comites, riformata nel 2003, affida compiti molto importanti di rappresentanza della comunità italiana nei confronti delle autorità italiane e locali e un ruolo di primo piano nell’organizzazione di eventi e di assistenza dei connazionali.

Riduzione del numero dei Comites

La chiusura di tante istituzioni consolari nel mondo ha provocato una drastica riduzione dei Comites. Partendo dall’interpretazione della legge istitutiva, che permette l’istituzione di più Comites in una singola istituzione consolare, avevo chiesto, unitamente ad altri colleghi del partito democratico, la salvaguardia dei comitati esistenti, in considerazione della loro straordinaria utilità, anche e soprattutto, in mancanza di una rappresentanza istituzionale. Non è stato possibile, anche se, grazie ad una dura trattativa con il dipartimento del MAE (Ministero degli Affari Esteri), importanti comitati, sia in Svizzera che in Germania, in Francia e in Gran Bretagna, ben nove Comites esistenti potranno rinnovare i loro organismi. La scelta è stata fatta in base alla consistenza del numero di elettori (oltre i ventimila) e della minor durata intercorsa dalla chiusura dell’agenzia o della sede consolare. Una soluzione non ottimale, certo, ma di cui non abbiamo potuto che prendere atto.

Il nuovo elenco degli elettori come espressione della volontà di partecipazione

Il Governo ha investito 7 milioni aggiuntivi per votare entro l’anno portando le risorse a 9 milioni,  abbandonando il disegno temerario di una consultazione via elettronica. Il fatto è importante e va dato merito al Governo, unitamente ai gruppi  parlamentari del Partito democratico, di aver operato una svolta e accettato una pur rischiosa sfida. Per rendere più certo il voto è stata introdotta la pre-iscrizione nello speciale elenco delle elettrici e degli elettori. Una modalità per rendere il voto più sicuro, evitando di fare circolare carrate di schede elettorali del cui utilizzo non è mai stata certa l’onestà e l’autonoma espressione  democratica. In questo modo si assicura l’esercizio a tutti coloro che sono interessati all’appuntamento democratico. È una forte richiesta del Partito democratico, tenendo in considerazione atti di malaffare avvenuti in precedenti consultazioni politiche.

I tempi ristrettissimi impongono uno sforzo eccezionale

La criticità sta nei tempi, per cui non sarebbe stato sufficiente un breve spostamento della consultazione di due tre mesi, oltretutto, nel contesto di una situazione politica complessa e di difficile interpretazione per il futuro prossimo tale da mettere in discussione l’appuntamento elettorale per il rinnovo dei Comites. Occorrerà perseguire, da oggi in avanti, l’obiettivo di un impegno, sul piano politico, informativo e finanziario, perché, nell’ambito di almeno due anni, possa essere costituito un compiuto nuovo elenco delle elettrici e degli elettori, utile e necessario per le future consultazioni elettorali, e per superare, definitivamente, l’attuale, antiquato, sistema dell’AIRE. Con gli altri parlamentari eletti all’estero, ho rilevato che i tempi previsti per le diverse operazioni erano strettissimi anche se stabiliti, per onore di onestà, nel totale rispetto della legge istitutiva del 23 ottobre 2003.

L’azione informativa delle istituzioni

Per questo, in Parlamento abbiamo condizionato la nostra disponibilità ad uno sforzo serio sul piano della comunicazione e ci è stato assicurato che, oltre all’attivazione dei canali istituzionali, fra i quali, importanti, l’insieme dei canali televisivi, sarebbero stati inviati 2,8 milioni di lettere ai nuclei famigliari per informare dell’obbligo di pre-iscrizione. La cosa è avvenuta e ci si attende un ritorno di iscrizioni  che speriamo significativo. Il lavoro preparatorio è stato fatto. Nelle scorse settimane in circa 100 Circoscrizioni consolari le forze associative, organizzazioni, comitati territoriali e singoli cittadini e cittadine italiane hanno formato le liste, raccolto le firme e presentate in Consolato. Tutti i Comitati elettorali circoscrizionali istituiti presso i consolati hanno esaminato le liste presentate per verificare il rispetto delle norme prescritte dalla legge: ogni lista doveva essere sottoscritta da almeno 200 elettori nelle Circoscrizioni consolari di oltre 50 mila residenti italiani e di 100 elettori in quelle con una presenza inferiore.

Amarezza per una limitata presentazione delle liste dei Comites

In  alcune Circoscrizioni consolari non si terranno le elezioni perché le liste non sono state ammesse:   Atene, Detroit, Chicago, Nizza, Barcellona, Stoccolma, Vienna, tra le altre. In molte altre è stata presentata una sola lista, anche se di 15 candidati per dodici o 22 per diciotto da eleggere, sono tali da imporre una scelta preferenziale (si possono esprimere al massimo 4 o 6 preferenze, cioè massimo 1/3 dei candidati da eleggere) e assicurare, nel contempo, una vera partecipazione democratica. Mi dispiace molto che la ristrettezza dei tempi e la complessa raccolta delle firme hanno impedito a diverse liste di essere in campo per le elezioni. Ora siamo a poco più di due settimane dal termine per l’iscrizione negli elenchi degli elettori. La cosa più chiara e seria da fare è uno sforzo straordinario e univoco per favorire la partecipazione al voto dei cittadini. Le lettere dei consolati sono arrivate quasi ovunque. Leggetele attentamente, fate delle copie del modulo allegato, procuratene altri presso le istituzioni e le associazioni e rispediteli con la foto-copia di un documento di identità al rispettivo consolato. Riceverete pertanto, e solo in tal modo, tra la fine di novembre e la prima settimana di dicembre la scheda per esercitare il voto democratico per il rinnovo dei comitati consolari.

La macchina democratica è partita

Tutti noi conosciamo i difetti, le manchevolezze, i ritardi – politici e organizzativi – con i quali si è proceduto. Non è più tempo di polemiche né di precostituire le condizioni per future operazioni disgregatrici, tipo “avevo ragione e altro”. Troppo facile e persino irresponsabile, poiché semina sfiducia, disimpegno e lotta intestina. Chi crede al rinnovo degli organismi democratici è impegnato all’estremo perché si realizzi, nonostante le difficoltà, una buona partecipazione.

Care democratiche e cari democratici, grazie per l’impegno e buon lavoro. (Gianni Farina* -Inform)

* Deputato del Pd eletto all’estero nella ripartizione Europa

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