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Germania, il “Caffè Letterario” dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo: il 28 ottobre incontro  in italiano e in tedesco dedicato al nuovo romanzo di Nadia Terranova “Quello che so di te”

CULTURA

 

AMBURGO – Martedì 28 ottobre alle ore 19:00 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo si terrà l’incontro della rubrica “Caffè Letterario”, dedicato agli appassionati di letteratura italiana. Gli incontri del “Caffè Letterario” si tengono in italiano e tedesco – generalmente una volta al mese – e danno la possibilità a chi legge volentieri libri italiani di incontrarsi per discutere su un libro letto a casa e scelto durante il precedente incontro, scambiarsi opinioni, cercare nuove ispirazioni, decidendo insieme i prossimi libri da leggere e discutere. La partecipazione agli incontri del Caffè Letterario è sempre gratuita, ma è richiesta la registrazione sul portale Eventbrite.  Il tema di questo incontro letterario è il libro “Quello che so di te” di Nadia Terranova (edito per i tipi di Guanda). Il romanzo ha fatto parte della cinquina finalista dell’edizione 2025 del “Premio Strega”. Nadia Terranova è nata a Messina nel 1978 ed è una scrittrice e docente di narrativa italiana contemporanea. È conosciuta per il suo stile intenso e autobiografico, che intreccia memoria personale e storia familiare. Ha pubblicato diversi romanzi acclamati dalla critica, tra cui la trilogia iniziata con Gli anni al contrario e conclusa con Trema la notte, che le ha valso il Premio Elio Vittorini nel 2022. In Quello che so di te, Nadia Terranova racconta la trasformazione di una donna dopo il parto, esplorando come il corpo e l’identità cambino profondamente tra maternità, ruoli familiari e fantasmi emotivi. Il romanzo non segue una trama lineare: il centro è l’esperienza autobiografica della protagonista, che intreccia il presente con la storia della bisnonna Venera, figura quasi mitica e misteriosa, la cui vita segnata dalla sofferenza e dai lutti attraversa generazioni. Terranova indaga la cosiddetta “mitologia familiare”, riflettendo su come le donne della famiglia trasmettano non solo la vita, ma anche paure, scelte mancate e identità incompiute. La scrittura diventa così uno strumento di autoanalisi: attraverso il gesto di scrivere, la protagonista tenta di dare ordine al caos interiore, di comprendere sé stessa e di preservare la memoria delle antenate. Venera rappresenta la memoria che non abbiamo vissuto ma che ci plasma, un’ombra costante che guida la protagonista nella scoperta di sé e dei legami familiari. Ricercandola negli archivi e nei ricordi, la narratrice interrompe la rimozione del passato e restituisce voce a una storia sepolta, facendo emergere il cuore del romanzo: il rapporto tra generazioni femminili, la maternità come eredità emotiva e la necessità di confrontarsi con ciò che ci ha preceduto per comprendere chi siamo. Il prossimo appuntamento del Caffè letterario sarà il 18 novembre , sempre alle ore 19:00. Vi comunicheremo il titolo scelto durante l’incontro di ottobre e tramite la newsletter dell’Istituto, il sito web e i social.(Inform)

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