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Germania ,  “#Andar per caffè” all’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo: Caffè Pedrocchi, Caffè Pasticceria Gamberini e Caffè Gilli

CULTURA

Suggerimenti di viaggio alla scoperta dei caffè storici italiani

 

AMBURGO  – Nuove tre tappe di #Andar per caffè, il nuovo progetto virtuale dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, cominciato il 31 maggio scorso, che ha come scopo quello di raccontarci un affascinante pezzo di storia italiana attraverso alcuni degli storici caffè italiani, luoghi dal libero accesso e preziosi scrigni di memoria  collettiva,  che hanno rappresentato cruciali punti di incontro e importanti luoghi di elaborazione culturale per artisti e letterati, oltre che una tappa fondamentale per la definizione della nuova società borghese italiana.  Attraverso la loro storia, gli arredi originali, le testimonianze fotografiche e letterarie, i caffè storici restituiscono un osservatorio sulla sfera pubblica del Paese, sulla definizione e sul cambiamento della percezione del tempo libero, sulla storia di imprese familiari e sul difficile tentativo di preservare l’identità storica e culturale. In questi luoghi di ritrovo, punti di riferimento di piccoli paesi o iconici istituzioni di grandi città, è possibile gustare una tazza fumante di caffè, insieme a squisite delizie regionali, immersi in un’atmosfera d’altri tempi. E’ il caso del Caffè Pedrocchi a Padova in Veneto.

Il Caffè Pedrocchi rappresenta uno dei simboli storici della città di Padova, noto anche come il “Caffè senza porte”, poiché assicurò la sua apertura continua, giorno e notte, dal 1831 (anno della sua inaugurazione) fino al 1916. L’esistenza di questo gran Caffè internazionale si deve ad Antonio Pedrocchi, famoso caffettiere, citato da Stendhal ne “La Certosa di Parma”, il quale sognava di veder realizzato nella città veneta un caffè monumentale, dall’architettura rappresentativa e funzionale, situato proprio al centro della città, di fronte all’Università e alla Gendarmeria Austriaca. Decise, allora, di affidarne la realizzazione a Giuseppe Jappelli, famoso architetto ed ingegnere di idee illuministe e profondo conoscitore del gusto asburgico. Il locale divenne presto crocevia di intellettuali e letterati, ritrovo per feste, balli, riunioni massoniche e persino trattative commerciali, un punto di riferimento per i padovani, ma anche per i viaggiatori e gli uomini d’affari provenienti da tutta la Penisola. Il successo fu immediato e il caffè divenne punto di incontro per artisti e letterati, tra cui ospiti illustri come Stendhal, Théophile Gauthier, Gabriele d’Annunzio, Eleonora Duse, Filippo Tommaso Marinetti e molti altri. Lasciato in dono al Comune di Padova, con l’impegno “di promuovere e sviluppare tutti quei miglioramenti che verranno portati dal progresso dei tempi, mettendolo a livello di questi e nulla trascurando, onde nel suo genere possa mantenere il primato in Italia”, il Caffè Pedrocchi ha ormai conquistato una posizione privilegiata nel centro e nel cuore di Padova come luogo eletto per la degustazione del caffè e della cucina.

Da Padova passiamo a Bologna, in Emilia-Romagna e precisamente al Caffè Pasticceria Gamberini.

L’antica pasticceria Gamberini, da sempre punto di riferimento per i bolognesi ed i tanti turisti di passaggio, entra a far parte della storia di Bologna nel 1907, quando apre le sue porte, affermandosi come la prima pasticceria della città, in via Ugo Bassi. Da oltre un secolo, la pasticceria Gamberini è un’istituzione della Dotta – soprannome del capoluogo emiliano – per le sue raffinatezze dolci e salate. Artefice di memorabili banchetti come quello per il film “Amici miei” di Monicelli, è stata sempre frequentata da tutte le classi sociali ed è nella leggenda dei bolognesi per il servizio di paste e brioches offerto la mattina presto anche dalla porta di servizio nella via laterale, dove si formavano sempre lunghe code. Ambiente raccolto e molto elegante, con tavolini sotto i portici, il locale conserva ancora gran parte degli arredi originali che sono stati restaurati nel corso del tempo. Dal 2006, il Caffè Pasticceria Gamberini è stato riconosciuto Locale Storico d’Italia, luogo nel quale la produzione pasticcera tradizionale incontra la creatività, coniugata ad una proposta d’alta gastronomia e ad una selezione di vini e cocktail di gusto internazionale.

Dopo l’Emilia-Romagna rimanendo nel Centro dell’Italia è la volta della Toscana. Qui ci spostiamo al Caffè Pasticceria Gilli II di Firenze. Nato dall’idea della famiglia svizzera Gilli, il Caffè più storico della città di Firenze viene inaugurato nel 1733 a pochi passi dal Duomo, in Via dei Calzaiuoli, con il nome di “Bottega dei pani dolci”. Non a caso, il locale si contraddistingue ben presto come un salotto cittadino in cui spicca una sorta di aristocrazia del “gusto dolciario”: l’originaria attività svolta presso il Caffè Gilli era, infatti, quella dei “Bozzolari”, produttori e venditori di ciambelle zuccherate. Successivamente, nella seconda metà dell’Ottocento, il Caffè fu trasferito in via degli Speziali, dove accrebbe ulteriormente la sua notorietà. All’inizio del secolo scorso, fu spostato infine nell’attuale ubicazione in Piazza della Repubblica, allora Piazza Vittorio Emanuele II, che divenne in quel periodo il polo dei caffè letterari. Durante lo sviluppo della corrente artistica del Futurismo in Italia, il Caffè Gilli fu frequentato da intellettuali e artisti, mentre dal dopoguerra in poi divenne luogo d’incontro esclusivo dei giovani fiorentini, ma anche dei primi turisti che iniziavano a visitare la città. Da sempre conosciuto come elegante palcoscenico e salotto della vita cittadina, il locale ha mantenuto intatto per tutto il ‘900 quello stile che lo ha sempre contraddistinto nella sua lunghissima storia e che rende questo esercizio l’unico esempio di caffetteria Belle Époque rimasta a Firenze con le pareti color avorio, i lampadari di Murano, il soffitto affrescato, gli archi e il banco Bar maestoso. Inoltre, attraverso l’arco a vetrata è possibile accedere alla sala da tè, nella quale è conservato ancora intatto l’arredamento originale del locale. Dopo circa tre secoli di ininterrotta attività, Caffè Gilli fa tuttora parlare di sé in tutto il mondo grazie alla grande varietà di produzioni dolciarie, per la lavorazione di cioccolati ed essenze pregiate, per le esclusive gelatine, i bonbons, la biscotteria, le deliziose monoporzioni ed i dolci delle ricorrenze, come panettoni e colombe.

Il progetto #Andar per caffè è fruibile attraverso i canali social dell’Istituto e si avvale di una importante galleria di immagini, frutto del coinvolgimento degli enti proprietari, e della piattaforma openstreetmap, per offrire al pubblico una consultazione “geografica” delle tappe (13 in tutto con appuntamento fino alla fine di agosto una volta la settimana): ancora un suggerimento per il prossimo viaggio italiano! Sulla homepage dell’Istituto (www.iicamburgo.esteri.it) è possibile documentarsi sulle tappe già descritte.

Il progetto e i testi sono stati curati da Anna Vittoria Aiello, studentessa del Corso di laurea Magistrale in Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale presso l‘Università degli studi di Torino, che ha svolto un periodo di tirocinio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo nell‘ambito della convenzione Maeci-Miur-Crui.

Le prossime tappe del viaggio  porteranno alla scoperta dei seguenti caffè storici italiani: Caffè Meletti, Ascoli Piceno; Antico Caffè Greco, Roma;  Gran Caffè Gambrinus, Napoli; Caffè Pasticceria Stoppani, Bari; Gran Caffè Renzelli, Cosenza; Caffè Sicilia, Noto. (Inform)

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