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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Germania – Al lavoro con l’Ausbildung

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio, settembre 2019

Si chiama «Ausbildung» e viene reputato come una delle ragioni del basso tasso di disoccupazione in Germania. Si tratta di una formazione professionale che alterna teoria e tirocinio per un periodo normalmente compreso tra i due e i tre anni. L’obiettivo è quello di insegnare un mestiere a chi non ha un titolo di studio accademico o vuole reinventarsi un lavoro. Dal parrucchiere al meccanico, passando per l’educatore, il tecnico diagnostico, l’agente turistico e tanti altri. Tutti i lavori per cui non c’è una laurea hanno potenzialmente un proprio «Ausbildung» spesso imprescindibile per accedere alla professione. Esistono due tipi di «Ausbildung». Il primo è retribuito da quello stesso datore di lavoro dove si svolgerà il tirocinio, il secondo, invece, è presso scuole private ed è a pagamento, ma se si è iscritti all’ufficio di collocamento, può anche essere coperto da fondi pubblici.

È questo il caso di Daniele Stripparo, 30 anni, di Milano. «Mi sono trasferito a Berlino nel 2012 – racconta –. In Italia avevo lavorato soprattutto nella gastronomia, mettendo da parte la musica, mia grande passione. Mi iscrissi all’ufficio di collocamento. All’epoca si dava un sussidio anche a chi non aveva mai lavorato prima in Germania. Dopo qualche mese, il mio caso fu preso in carico da un buon esperto del lavoro che mi garantì l’iscrizione gratuita ad un corso di tedesco per i successivi due anni, cinque ore al giorno dal lunedì al venerdì. Nell’estate del 2016 ho ottenuto la certificazione C1, un livello molto alto. Ho così deciso di iscrivermi ad un «Ausbildung» per diventare ingegnere audio. La retta era di 13.500 euro, ma dopo un test di logica e una convincente lettera motivazionale, lo Stato ha pagato per me. Ho iniziato così una formazione di un anno e mezzo trovando lavoro già mentre studiavo, prima in alcuni bar, ora in un’agenzia che registra suoni agli eventi sportivi. Giro per stadi e palazzetti. Grazie all’investimento fatto su di me, ora lo Stato ha un contribuente in più».

Storia analoga, ma pagando privatamente l’iscrizione alla scuola, è quella di Beniamino Asara, 28 anni, di Padru, vicino Olbia, dal 2013 a Berlino. «In Sardegna la vita era abbastanza monotona – rammenta –. Mia madre, tedesca, mi ha spinto a lasciare l’agriturismo di famiglia e a mettermi alla prova. Mi sono così iscritto a una scuola per fisioterapisti. Amo fare sport e aiutare gli altri. È durata tre anni: il primo anno solo studio, il secondo e il terzo alternavo sei settimane di teoria a sei di tirocinio in diversi ospedali. Dopo l’esame ho iniziato subito a lavorare. A Berlino c’è un mercato in crescita». (Andrea D’Addio- Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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