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Gemellaggio di fede Cascia-Chicago: visita al Santuario nazionale di Santa Francesca Cabrini, al Centro Teologico Unitario dove ha studiato il Papa e a Dolton, città natale di Leone XIV

CHIESA CATTOLICA

Dall’Archidiocesi di Spoleto-Norcia

 

CHICAGO – La giornata di lunedì 16 marzo 2026 per la delegazione di Cascia che si trova a Chicago per il gemellaggio di fede nel nome di Santa Rita è stata caratterizzata da quattro momenti significativi, che ripercorriamo.

Visita al Santuario nazionale di Santa Francesca Cabrini. “Oggi è tempo che l’amore non sia nascosto, ma diventi operoso, vivo e vero”: questa frase è tratta dai quaderni di Santa Francesca Saverio Cabrini e sintetizza il suo carisma missionario: un amore per il prossimo pratico, specialmente verso i più bisognosi e gli emigranti. È iniziata nel Santuario nazionale dedicato a questa Santa, nel cuore di Chicago, la terza giornata, lunedì 16 marzo 2026, della delegazione di Cascia in Illinois per l’accensione della Fiaccola di Santa Rita. Don Davide Travagli, in servizio nella Pievania di Santa Rita, ha presieduto la Messa: «La capacità di stare nelle situazioni difficili – ha detto don Travagli – è la caratteristica dei nostri Santi, in grado di ribaltare la realtà dal male al bene. Santa Rita e Santa Francesca Cabrini ci insegnano, a noi che siamo sempre e solo concentrati su noi stessi e le nostre opere, l’arte di fidarci dell’opera di Dio. Rita e Francesca Cabrini, donne piccole e figlie della provincia, sono riuscite a far sì che Dio facesse cose meravigliose. Ascolta e cammina, fidati e parti: questa è la fedeltà alla Parola di Dio che le nostre Sante ci indicano». Maria Francesca Cabrini nacque a Sant’Angelo Lodigiano, in Lombardia, il 15 luglio 1850 e rimasta orfana di padre e di madre, avrebbe voluto ritirarsi in convento, ma la sua richiesta non fu accettata per via della salute cagionevole. Si dedicò allora a curare un orfanotrofio. Da poco diplomata maestra, con alcune compagne formò il primo nucleo delle Suore missionarie del Sacro Cuore, sotto la protezione del Santo missionario Francesco Saverio: quando più tardi pronunciò i voti religiosi, Francesca ne assunse il nome. Aveva capito che la modernità sarebbe stata contrassegnata da enormi flussi migratori e da uomini, donne e bambini in fuga verso la pace e un futuro migliore: allora formò ed inviò in tutto il mondo donne consacrate, con un orizzonte missionario senza limiti, con un proprio carisma di consacrazione femminile, per l’annuncio del Vangelo ad gentes. Proprio il carisma missionario la portò negli Stati Uniti, a Chicago, ad assistere gli italiani che lì cercavano fortuna. Anch’ella, nella prima delle sue tante traversate oceaniche, condivise disagi, problemi e incertezze di chi lasciava tutto alla ricerca altrove di un domani migliore. Si occupò anche di orfani e ammalati. Avviò opere in Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna, varie zone degli Stati Uniti, America Centrale, Argentina e Brasile. Proclamata Santa da Pio XII il 7 luglio 1946, grazie al suo impegno nel 1950 diventò la “Celeste Patrona di tutti gli Emigranti”. Morì il 22 dicembre 1917 nell’ospedale per i migranti che aveva costruito a Chicago. Il corpo venne traslato a New York alla “Mother Cabrini High School”.

Visita al Consolato Italiano di Chicago. Al termine della Messa al Santuario di Santa Francesca Cabrini, la delegazione di Cascia è stata accolta dal Console Italiano Mario Alberto Bartoli. Il sindaco Mario De Carolis e il Presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, a nome della delegazione, si sono detti onorati di essere ricevuti al Consolato. Il Console Bartoli ha detto: «Credo molto alle cose che nascono dalle relazioni, dove si trovano obiettivo condivisi. Da un evento, come può essere la Fiaccola di Santa Rita, possono sbocciare belle collaborazioni che generano nuovi frutti. Chicago è una grande città, molto particolare: ha vissuto i drammi della segregazione razziale e a seguito di ciò è rinata come città di dialogo e di pace. La vostra presenza va a rafforzare questa dimensione. Partire dalla scuola – concluso il Console – potrebbe essere è il modo migliore per costruire una buona collaborazione tra Cascia e Chicago in futuro».

Visita alla Catholic Theological Union (CTU) di Chicago dove ha studiato Robert Francis Prevost, oggi papa Leone XIV. Fondata nel quartiere di Hyde Park dall’unione di tre scuole appartenenti ad altrettanti istituti religiosi, è oggi sostenuta da 23 congregazioni. È tra le principali scuole teologiche cattoliche nel mondo anglofono e forma sia laici che religiosi per incarichi pastorali nella Chiesa cattolica. La delegazione è stata accolta e salutata dal Presidente del CTU, padre Enzo Del Bracco, passionista. Chicago è una città di lingue e culture diverse e questo al CTU si respira chiaramente: esso è infatti una comunità internazionale. Papa Leone è stato qui per la sua formazione teologica ed era uno studente modello, acuto e sempre attento. Qui ha appreso la dimensione missionaria della Chiesa, inviata nel mondo e non chiusa in sé stessa. Al CTU le persone vengono da tutto il mondo ed è specializzato nel capire come essere cattolici nella globalità della Chiesa.

Visita a Dolton, città natale di Leone XIV. Nel pomeriggio la delegazione casciana si è recata a Dolton, sobborgo meridionale di Chicago, una cittadina con radici agricole e industriali. Fondata da coloni e nota per le sue fabbriche di mattoni, negli anni ha vissuto trasformazioni etniche e demografiche. Qui si trova la casa d’infanzia di Leone XIV che, nel 2025, è stata acquistata dal municipio per trasformarla in un sito storico-museale. Nella chiesa di Santa Maria Assunta (St. Mary of the Assumption Church) il piccolo Prevost faceva il chierichetto, frequentava la scuola parrocchiale e faceva volontariato. L’edificio è attualmente in precarie condizioni, ma oggetto di progetti di riqualificazione. Le persone della delegazione di Cascia sono state le prime al mondo ad entrare all’interno della casa natale di Leone XIV, acquistata dalla municipalità. Dallo scorso 8 maggio, giorno dell’elezione di Prevost al soglio pontificio, tantissime persone vi sono arrivate, ma potevano soffermarsi solo all’esterno. La casa è su tre livelli per un totale di cinque stanze e tre bagni, più un piccolo giardino dinanzi e una corte sul retro. (Archidiocesi Spoleto-Norcia www.spoletonorcia.it/. (Inform)

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