ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
Abbiamo presentato emendamenti nelle commissioni competenti per consentire anche ai nostri connazionali residenti all’estero di beneficiare delle prestazioni introdotte dal Decreto, ma sono stati tutti respinti dal Governo. Riproveremo alla Camera
ROMA – In una nota congiunta i parlamentari del Pd eletti nella ripartizione Europa , Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro ricordano come il decreto su reddito e pensione di cittadinanza penalizzi gli italiani all’estero, escludendoli da quasi tutti i benefici introdotti. In proposito i parlamentari del Pd segnalano “Innanzitutto l’esclusione dal reddito di cittadinanza di quei connazionali, soprattutto giovani, che, dopo un periodo di residenza regolare all’estero, decidono di rientrare in Italia ma non possono far valere il requisito dei due anni di residenza in Italia immediatamente prima della presentazione della domanda. Inoltre – continuano – si prevede l’esclusione dei pensionati residenti all’estero dall’aumento della pensione minima a 780 euro sempre a causa dello stesso requisito della residenza in Italia. Infine è prevista l’incumulabilità tra ‘Quota 100’ e ulteriori redditi da lavoro. Una particolarità che esclude dal diritto alla pensione anticipata la stragrande maggioranza degli italiani residenti all’estero ai quali non conviene cessare l’attività lavorativa solo per ottenere un modesto ‘pro-rata’ di pensione italiana”.
“Come Partito democratico – proseguono Garavini, Shirò e Ungaro – abbiamo presentato una serie di emendamenti nelle commissioni competenti del Senato per consentire anche ai nostri connazionali residenti all’estero di beneficiare delle prestazioni introdotte dal Decreto, ma sono stati tutti respinti dal Governo. Riproveremo alla Camera a modificare il Decreto su Reddito e Pensione di cittadinanza al fine di ripristinare equità e dignità del mondo dell’emigrazione. Con l’auspicio che il Governo – concludono i parlamentari – mostri un barlume di sensibilità”. (Inform)