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Garavini (IV): “La tragedia di Marcinelle ci trasmette una lezione senza tempo. Perché ci ricorda che siamo un popolo di migranti”

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

(foto fonte Senato)

ROMA – “La tragedia di Marcinelle, avvenuta 64 anni fa, ci trasmette una lezione senza tempo. Perché ci ricorda che siamo un popolo di migranti”. Lo dichiara in una nota la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri ed emigrazione e Vicepresidente vicaria gruppo Italia Viva-Ps. Per la senatrice la tragedia di Marcinelle  evidenzia come tutti abbiano diritto a cercare una vita migliore, in qualsiasi luogo del mondo. “Ci insegna – prosegue – il valore di un lavoro dignitoso, spesso precluso proprio a quei migranti ai quali oggi si guarda con diffidenza. Migranti che una volta eravamo noi”.

“L’emigrazione – continua la senatrice eletta nella ripartizione Estero – è un fenomeno che riguarda da sempre il nostro Paese. Lo scorso secolo, così come oggi. Sono cambiate le caratteristiche di chi se ne va, ma non le motivazioni. Una volta partivano le classi più disagiate e meno alfabetizzate. Oggi le giovani eccellenze, con un livello di istruzione elevato. Entrambi in cerca di condizioni di vita migliori”. “Adesso – continua Garavini – la mobilità internazionale è un valore. E dobbiamo difenderla e valorizzarla. Con la stessa forza, però, dobbiamo sostenere con politiche attive il rientro di coloro che, invece, non partono per scelta ma per necessità. Coloro che studiano e si formano in Italia per poi realizzarsi all’estero rappresentano una perdita di capitale umano e di progresso per il nostro paese. L’essere umano ha sempre viaggiato e continuerà a farlo”. Per la senatrice pensare di fermare le migrazioni  o di scaricare su di esse le responsabilità delle crisi economiche è  “semplicemente antistorico”.

“Quest’anno – conclude Laura Garavini – per la prima volta, a causa del Covid, non si svolgerà la tradizionale cerimonia a Charleroi. Una commemorazione molto sentita, alla quale io stessa partecipo ogni anno in rappresentanza delle istituzioni italiane. La distanza fisica non intacca la partecipazione emotiva. La ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo’ rimane una data carica di memoria e significato”. (Inform)

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