REGIONI
(Fonte foto Regione Friuli Venezia Giulia)
TRIESTE – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato all’unanimità, nel corso della Legge di Stabilità, la proposta di emendamento di Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, per valorizzare e preservare la memoria storica dei quartieri e dei villaggi sorti in Friuli Venezia Giulia a seguito dell’esodo giuliano-dalmata, fenomeno che ha profondamente segnato la storia regionale nel corso del Novecento”. “La proposta – ha precisato il consigliere del centrosinistra – è stata perfezionata e integrata anche nell’entità finanziaria grazie al contributo del collega Claudio Giacomelli (capogruppo di Fratelli d’Italia) e alla condivisione con il vicepresidente della Regione Mario Anzil (Fratelli d’Italia). Prevede – ha spiegato Bullian – un bando, approvato con deliberazione della Giunta regionale, aperto alle università regionali e alle associazioni culturali per l’erogazione di contributi per realizzare ricerche e pubblicazioni di carattere storico e divulgativo che ricostruiscano il fenomeno dell’esodo. Attraverso le monografie, si intende, in particolare, mettere in evidenza il vissuto quotidiano di quelle famiglie, documentare la struttura e l’evoluzione degli insediamenti creati nel secondo dopoguerra e valorizzarne la memoria, nonché evidenziare la risposta stessa della popolazione regionale e delle istituzioni a tale fenomeno. L’iniziativa mira inoltre ad avviare un percorso di riconoscimento storico e culturale di questi quartieri e villaggi, anche in prospettiva di future attività di tutela, ricerca e divulgazione”. “Questi luoghi -ha proseguito – che hanno accolto gli esuli sono disseminati su tutto il territorio regionale, dall’area giuliana (Padriciano, Campo Marzio Silos, San Sabba, Prosecco, Borgo San Mauro, Villaggio del Pescatore), a quella isontina (Fossalon, Ronchi dei Leg., Gorizia) a quella friulana (Udine, San Giorgio di Nogaro), per fare solo alcuni esempi non esaustivi. “Raccontare la storia dei nostri quartieri nati dall’esodo non significa guardare al passato con nostalgia, ma comprendere un processo. Sostenere questa ricerca è un atto di responsabilità verso la memoria degli esuli e verso le nuove generazioni, che meritano di conoscere quella esperienza che ha inciso profondamente sulla fisionomia di alcune parti delle nostre città e sulla nostra identità collettiva e che ha conosciuto fasi complesse e contradditorie, alternando solidarietà ed emarginazione, accoglienza e chiusura”. “La memoria non è un esercizio retorico, è uno strumento di comprensione: il riconoscimento dei villaggi degli esuli come parte integrante del nostro patrimonio culturale è un passo necessario”, ha concluso Bullian. “L’iniziativa del consigliere Bullian è assolutamente meritoria e pertanto ho voluto collaborare con convinzione. I villaggi degli esuli nei nostri Comuni raccontano storie dimenticate troppo in fretta quando, invece, fanno parte della coscienza più profonda della nostra regione”, ha chiosato il consigliere di FdI Claudio Giacomelli. (Inform)