ITALIANI ALL’ESTERO
LIONE – A Lione si è spenta una Stella di Bosplans… senza un tocco di campana. Ida Stella era originaria di Bosplans vicino Andreis, non confondiamo con Peonis vicino Trasaghis, questa è un’altra storia, ma pur sempre di emigrazione. Ci farebbe piacere se si suonasse almeno une ”pasade” a Andreis, per Ida figlia di Mario e di Lea Piazza, sarebbe un segno di civiltà per tutta la famiglia Stella-Piazza, che riposa nel cimitero francese di Pelussin, pieno di tombe friulane, gente originaria della Valle del Cellina e dintorni, erano tutti ”pichepiere” o affini. Naturalmente la partenza di Ida Stella è un pretesto per chiedere ancora una volta che ogni comune del Friuli si organizzi per salvaguardare la storia della sua gente, sappiamo che quasi ogni paese ha la sua squadra di calcio, perché non ci sarebbe un’équipe per una ricerca, passando nelle famiglie del paese chiedendo ” cuj veso pal mont de vuestre famée, la sono finîs ? ” non si tratta di dare lavoro agli impiegati municipali, Diu nus vuardi! Ma coinvolgendo giovani e vecchi del paese, e sostenuti dal sindaco. Questi andreani della foto si sono ritrovati in Francia, a Pelussin un paesotto perso, nel massiccio del Monte Pilat non lontano da Lione, questi hanno modificato l’anagrafe del paese, lavoravano nelle cave di granito chiamate Jarry, nella borgata Roisey di Pelussin, e fornito, a partire del 1925, oltre un milione di cubetti di granito tagliati a mano, dimensioni cm14x20x14 di spessore, per le pavimentazioni stradali esterne ed interne dei macelli monumentali di Lione, divenuti patrimonio architettonico della città, non contiamo poi, le forniture di blocchi più o meno elaborati per chiese ed edifici amministrativi.. Non interessa il paese, il Friuli? Questi pichepiere anonimi hanno fatto onore al Friuli col loro lavoro, si cammina ancora oggi su questi cubetti passati nelle mani friulane, sarebbe ora di dare agli Stella quello che appartiene a Cesare… A parte l’aspetto ”morale” di questa storia, si deve sottolineare anche l’aspetto ”economico”, questa ricerca comporta un contatto con i discendenti dei pichepiere, loro hanno fatto figli senza moderazione, questi hanno fatto strada, hanno ”palanche” e certamente alcuni sarebbero sensibili al ”turismo delle radici” e portarne in Friuli. C’è un PNRR in corso, è l’occasione unica, di aggiornare l’anagrafe, ed invitare alla culla di famiglia i milioni di discendenti, non più friulani ”sparnizzâs” sul pianeta, certo bisogna sorridere alla gente …non è facendo ”muse dure e barete fracaade” che si prendono le palanche, bisogna tendere la mano e dar pacche sulla spalla….alcuni comuni lo fanno già in modo egregio, passiamo ora alla marcia superiore, siamo molto in ritardo in rapporto ai Mormoni di Salt Lake City…un friulano ”mormone” me lo ha detto in furlan. Mandi Ida …tua nonna ti aveva scolpito nella mente di bimba tre parole in friulano ….”tire fûr il mastjel…” non sapevi altro ma ci basta! (Danilo Vezzio*/Inform)
*Fogolar Furlan di Lione