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Francia, “La Légende Blanche” nell’Abbazia di Fontevraud

ARTE CONTEMPORANEA

Fino al 19 settembre esposta l’installazione di Andrea Mastrovito ispirata alla figura di Eleonora di Aquitania

LIONE – A distanza di due anni dalla personale alla Fondation Bullukian di Lione in occasione della 15^ Biennale, Andrea Mastrovito torna in Francia addentrandosi nella Loira e approdando alla famosa Abbazia di Fontevraud.

La cittadina nel cuore dell’Aquitania promuove la Résidence Pantagênet, invitando un artista a proporre un’opera da installare nel corso dell’estate al centro dell’imponente cattedrale, proprio in prossimità dell’altare.

Andrea Mastrovito ha conquistato la giuria per la terza edizione del 2021, concedendosi una residenza con tempi più complessi a causa dei problemi legati alla situazione pandemica internazionale, ma realizzando un’installazione molto impattante e suggestiva: “La Légende Blanche”. Da un lato, Mastrovito ha pensato ad alcuni esempi straordinari di architetture di cattedrali, per poi lasciarsi conquistare dal fascino e dall’unicità del pavimento del Duomo di Siena. Dall’altro, la figura emblematica e controversa di Eleonora di Aquitania, legata a questo comune francese, ha contribuito alla parte narrativa del ciclo rappresentato. Attorno all’altare, l’artista realizza un pavimento con la tecnica dell’intarsio ligneo, un metodo altamente sofisticato e appartenente alle eccellenze artigiane. Metodo più volte esplorato nella sua produzione degli ultimi anni, si presta a una rappresentazione figurativa che consente una significativa ricchezza di dettagli. La disposizione delle storie narrate attorno all’altare è suddivisa in sei raffigurazioni, di cui tre alla base, due laterali e una all’apice. Tutto il ciclo è incentrato sulla figura di Eleonora di Aquitania, una donna forte ed emblematica ma soprattutto estremamente controversa. Non sono pervenute fonti certe in merito alle sembianze di questo personaggio storico che ha regnato, si è opposta alle forze maschili, ha condotto l’esercito, si è sposata due volte, forse ha abusato del suo potere e distribuito ricchezze in modo inappropriato ed è stata fonte di grandi discussioni e dibattiti in cui spesso è stata identificata come una figura negativa. Il mistero attorno al suo aspetto ne ha accresciuto le narrazioni, al punto che le sue rappresentazioni sono moltissime e completamente diverse. All’interno di questo contesto si inserisce la riflessione di Andrea Mastrovito, dove Aliénor assume tutti i volti in cui è stata protagonista, attingendo da tutto l’immaginario possibile: dalle copertine di testi di saggistica, alle innumerevoli trame dei romanzi, dall’iconografia più infantile e popolare del mondo Disney alle riprese cinematografiche, alle miniature del XIV secolo, Mastrovito ci restituisce una regina con mille volti, che si accinge a guardarsi in uno specchio che rimane vuoto senza restituire alcuna immagine. L’artista lascia quindi che il giudizio, così come accade con la percezione della realtà, rimanga nell’occhio di chi guarda, fornendo, nella narrazione distribuita attorno all’altare, una serie di riferimenti alla cultura e alla politica europea – e alle sue ingerenze che dalle Crociate si ripetono sino ai giorni nostri – di cui Eleonora fu una delle esponenti di spicco dell’intero Medioevo.

La sua figura, così complessa e sfaccettata, simile nel suo essere controversa alla stessa Ambra Gutierrez che fu protagonista del movimento #meetoo e ispirò il ciclo di vetrate esposto alla Galleria di Arte Moderna di Roma nel 2019, si presta ad alimentare una serie di riflessioni sulle dinamiche del reale e delle sue molteplici e contraddittorie versioni che caratterizzano tutta la poetica presente nel lavoro di Mastrovito.(Inform)

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