ASSOCIAZIONI
LIONE – Georges Calligaro e il suo team hanno riportato in vita il Fogolâr Furlan di Chambéry, che si era spento dopo la scomparsa del nostro vecchio amico Gino Mirolo.
Il gruppo è in realtà composto da un piccolo numero di friulani di seconda generazione stabilitisi in Savoia, che hanno accettato di raccogliere la sfida e far rinascere un’associazione che può essere considerata come un consolato del Friuli a Chambéry. L’attività principale di questo Fogolâr Furlan è quella di organizzare “viaggi alle radici” per riscoprire la terra degli antenati, che i molti discendenti non necessariamente conoscono. Il Fogolâr Furlan di Chambéry, nella primavera del 2026, ha organizzato il suo terzo viaggio-pellegrinaggio in Friuli, al quale hanno partecipato dodici membri provenienti da Chambéry, Lione o Grenoble. Come negli anni precedenti, una giornata è sempre dedicata a ciò che resta della “famiglia” rimasta in Friuli; in sostanza, si tratta di coltivare le “vecchie radici” che, fortunatamente, non sono ancora tutte scomparse!
C’è stata la visita a Gemona, città risorta dopo il terremoto del 1976 cinquant’anni fa! Poi il gruppo, composto da 39 persone, un mix di “friulani-francesi e friulani-italiani”, si è ritrovato in una prosciutteria di San Daniele per l’immancabile prosciuttata, rito d’obbligo nella terra del prosciutto, di cui siamo molto orgogliosi anche in Francia. Il Friuli è la terra del prosciutto di San Daniele! Il prosciutto di San Daniele è conosciuto in tutto il mondo. Dopo la “prosciuttata”, il pellegrinaggio deve continuare, e bisogna salire a Sammardenchia di Tarcento per passeggiare lungo il “Troi delle Memorie” (sentiero della memoria): il percorso è costellato da oltre 100 bassorilievi in terracotta che raccontano la vita della popolazione, le feste, le leggende; è un richiamo alla memoria, su queste terre svuotate dall’emigrazione, quella dei nostri genitori! Il resto del viaggio nella “Terra Santa Furlana” ha permesso di visitare Pordenone, Valvasone, il Monte Lussari i laghi di Fusine, Tolmezzo, il Borgo di Illegio, Gorizia e il castello di Predjana in Slovenia; tutti questi luoghi hanno un potere magico: quello di far rinascere l’amore per la terra dei nostri padri. Sicuramente il momento emotivamente più intenso, è stato quell’incontro che ha permesso a un membro del gruppo, Alvise Di Bin di Plasencis, di ritrovare un compagno di scuola che non vedeva dal 1949! Questa storia è talmente straordinaria da meritare un approfondimento nel nostro racconto su questo “viaggio alle radici”! Alvise Di Bin è un membro attivo del “Nouveau Fogolâr Furlan di Chambéry”; è arrivato in Francia quando non aveva ancora 7 anni, aveva appena iniziato il percorso scolastico in Italia nel suo paese di Plasencis, ma logicamente ha ricominciato tutto da capo in Francia. Per oltre 70 anni l’Italia e il Friuli erano praticamente scomparsi dalla sua vita; si era perfettamente integrato nel tessuto sociale francese, diventato commercialista, il Friuli era la terra d’origine dei suoi genitori; ci andava in vacanza con loro nel paese natale di Plasencis; aveva anche organizzato tornei di calcio tra savoiardi e friulani, ma non conosceva il Friuli al di là del paese natio di Plasencis. Alvise, ormai in pensione, incontra Georges Calligaro e altri amici “furlani”, e insieme rilanciano il Fogolâr di Chambéry; naturalmente partecipa alle attività dell’associazione. Alcuni mesi fa i nostri fratelli friulani del Fogolâr della Guascogna ci segnalano l’arrivo, nella città di Auch, di Sebastian Di Bin, pianista di fama mondiale, che viene per un concerto di beneficenza: si tratta di salvare la vista della signorina Lou. I fratelli friulani di Guascogna chiedono di partecipare e, naturalmente, dato che il pianista è friulano, si diffonde la notizia a Chambéry e si partecipa con ancora maggiore entusiasmo. Per vostra informazione, la signorina Lou è una ragazzina di 11 anni di Lectoure (Gers), affetta da una malattia rara che colpisce i suoi occhi. Rischia di perdere la vista. Alvise Di Bin è incuriosito da questo pianista omonimo ed anche commosso dalla situazione di Lou, insieme agli amici del Fogolâr di Chambery fa del suo meglio per aiutare a salvare la vista di Lou e, allo stesso tempo, si informa sul paese d’origine di Sebastian, il virtuoso pianista, che alla fine, proprio come lui, era di Plasencis! Ancora più straordinario, scopre che il padre del pianista, Silvano Di Bin, era in classe con lui prima della partenza definitiva per la Francia nel 1949 fu uno shock!
Naturalmente, viene fissato un appuntamento affinché, durante il viaggio, i due amici possano ritrovarsi; così è stato, e Sebastian, il pianista, regala addirittura ad Alvise un recital privato. Silvano e sua moglie Chantal invitano addirittura tutto il gruppo ad un mini concerto, oltre a una visita al suo atelier ed al suo tesoro, la sua collezione personale di quadri, dipinti su diversi supporti, tra cui anche zucche coloquinte infatti Silvano Di Bin, è un pittore di fama mondiale. Nell’insieme è stata una serata eccezionale fuori dal tempo, particolarmente apprezzata, ha unito arte, convivialità e amicizia ritrovata. Alvise, “l’emigrato”, ritrova un compagno di classe del 1949 che aveva dimenticato; durante questo periodo di oblio, Silvano è diventato un grande artista, così come suo figlio Sebastian, ma sono tutti figli del villaggio di Plasencis: verrebbe da pensare che se Alvise non fosse emigrato in Francia, sarebbe diventato anche lui un artista! Alvise e Silvano si sono, ovviamente, promessi di rivedersi… le radici sono rifiorite! Questo viaggio ha permesso a ciascuno di incontrare la propria famiglia, di riallacciare un legame che il tempo e la distanza avevano allentato e, soprattutto, di conoscere meglio questa terra Friulana che li ha generati. È una storia di emigrati, di uomini sradicati, ma a volte c’è un pezzetto di radice che fa ricrescere l’albero della friulanità, come il Ginkgo Biloba, che dopo la bomba atomica ricresce. Questa “rinascita” del Fogolâr Furlan di Chambéry è incoraggiante; forse servirà da esempio ad altri discendenti dei friulani sparsi in tutto il mondo, per ritrovare la via verso la Terra Santa del Friuli. (Danilo Vezzio* dal racconto di Georges e Alvise/Inform)
* Presidente del Fogolâr Furlan di Lione