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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Francesca La Marca (Pd): Concordare con le autorità messicane una convenzione di sicurezza sociale

CAMERA DEI DEPUTATI

La deputata ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Gentiloni e al ministro del Lavoro Poletti  

 

ROMA – Lo sviluppo vertiginoso della mobilità internazionale ha accentuato le esigenze di regolamentazione delle situazioni previdenziali dei lavoratori che si spostano da un Paese all’altro e, con esse, la necessità di evitare duplicazioni dell’imposizione fiscale. Questo vale sia per gli italiani che già si trovano o ancora si dirigono all’estero, che per gli stranieri che vengono in Italia per lavoro.

In passato, si è proceduto a stipulare convenzioni bilaterali di sicurezza sociale solo con alcune realtà nelle quali la presenza degli italiani è più consistente. Dopo una pausa di alcuni anni, dovuta alla crisi finanziaria, gli ultimi due governi hanno ripreso la virtuosa abitudine di ratificare le convenzioni già definite e di avviarne di nuove. Siamo di fronte, infatti, a una situazione in rapida evoluzione: alcuni Paesi hanno dimostrato dinamismo e forza di attrazione anche verso gli italiani e, nello stesso tempo, importanti comunità di stranieri si sono formate nella società italiana.

Il Messico è certamente una di quelle realtà che hanno dimostrato a livello globale un grande dinamismo, destinato, secondo accreditati analisti, a durare nel tempo. Per quanto ci riguarda, questa evoluzione è di solare evidenza: i rapporti di scambio tra Italia e Messico, dopo il Trattato di libero scambio Europa-Messico, sono cresciuti del 270%; attualmente l’Italia è il terzo partner commerciale tra i Paesi dell’UE, il nono a livello mondiale; il Messico, a sua volta, è per l’Italia il secondo partner tra i paesi dell’America latina. Nel Paese centroamericano, inoltre, operano circa 1400 imprese italiane, tra le quali 350 in modo strutturato e un centinaio con un proprio stabilimento; negli ultimi anni importanti imprese italiane, come Enel Green Power, Ferrero, Pirelli, FCA, Saipem, Bonatti, Elica, Stevanato, sono impegnate nella realizzazione di significativi progetti in quella realtà.

Questa complessa trama di interrelazioni in via di costante sviluppo comporta una crescente presenza di operatori e di lavoratori italiani in Messico e di cittadini messicani in Italia, una presenza, per quanto riguarda i nostri connazionali, anche più diffusa e numerosa di quella che si evidenzia nell’elenco degli iscritti all’AIRE.

Sono restati in secondo piano, tuttavia, gli aspetti riguardanti le protezioni previdenziali e assistenziali dei lavoratori e dei pensionati, che pure sono strettamente collegati alle dinamiche di immigrazione, di insediamento e di lavoro in ciascuna delle due realtà. Occorre risalire al 1977, infatti, per rintracciare un protocollo di intesa per la trasferibilità delle pensioni che consente ai cittadini italiani rimpatriati, titolari di pensione messicana, di ottenere il pagamento diretto della pensione in Italia, in deroga alle limitazioni che la legislazione di sicurezza sociale messicana impone in materia di pensioni. Più di recente, precisamente nel giugno del 2015, è stato firmato a Milano un protocollo di intesa tra l’INPS e l’Istituto messicano di previdenza sociale (IMSS), volto a sviluppare la cooperazione tra i due istituti sul piano informativo e del coordinamento delle rispettive azioni.  

E’ arrivato il momento, insomma, di fare di più per diminuire le distanze tra le positive dinamiche commerciali e di cooperazione politica e giuridica e la tutela sociale e fiscale di tutti coloro che per lavoro e professione vi sono coinvolti.

Per questo, ho presentato al Ministro degli affari esteri e a quello del lavoro un’interrogazione con la quale chiedo di avviare al più presto i contatti con le autorità messicane allo scopo di concordare in tempi ragionevoli un testo di convenzione di sicurezza e di regolamentazione delle rispettive imposizioni fiscali, da portare poi alla ratifica dei rispettivi Parlamenti. So bene che i tempi di definizione degli accordi bilaterali non sono brevi, ma se si inizia tardi si rischia di arrivare tardissimo. E invece lo sviluppo dei rapporti con il Messico dovrebbero indurre ormai tutti ad operare con la massima celerità e responsabilità. (Francesca La Marca*/Inform)

*Deputata Pd della circoscrizione Estero-rip. Nord e Centro America

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