ITALIA-LIBIA
L’Italia è il primo partner commerciale della Libia
Forum economico alla Farnesina con Terzi e Al-Mgarief
Terzi: “Momento della verità per dare prospettive ai tanti giovani scesi coraggiosamente in piazza”. “Rafforzare la sicurezza delle imprese italiane che investono nel Paese”. Al-Mgarief: “Grazie all’Italia per il sostegno” . “Sicurezza nostra priorità”
ROMA – Sostenere la transizione in Libia e valorizzare gli stretti rapporti economici bilaterali. In quest’ottica si inquadra il secondo Forum economico Italia-Libia, tenutosi oggi oggi pomeriggio alla Farnesina, co-presieduto dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e dal capo dello Stato e presidente dell’Assemblea Generale Nazionale della Libia Mohammed Al-Mgarief, a Roma anche per colloqui con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con il presidente della Camera Gianfranco Fini e con il presidente del Consiglio Mario Monti.
Il primo Business Forum con la nuova Libia si è svolto il 29 novembre scorso a Milano. Dedicato alle opportunità di collaborazioni industriali e commerciali in Libia, ha costituito la naturale prosecuzione della missione a Tripoli del 6 novembre scorso del ministro Giulio Terzi – la prima di un ministro degli Esteri dopo la formazione del nuovo governo libico – e di una delegazione di imprenditori italiani.
All’incontro di oggi alla Farnesina hanno preso parte rappresentanti degli enti per l’internazionalizzazione del sistema produttivo, delle associazioni imprenditoriali, degli istituti di credito, e di decine di imprese italiane di grandi e medie dimensioni. Obiettivo dell’incontro di oggi, proseguire l’azione volta a favorire e moltiplicare i contatti tra gli imprenditori dei due Paesi. La conoscenza reciproca, infatti, è fondamentale – sottolineano dalla Farnesina – per il consolidamento e rafforzamento della presenza economica italiana nel Paese.
Al-Mgarief ha espresso “la gratitudine del popolo libico al sostegno del governo italiano durante la rivoluzione del 17 febbraio, la quale ha portato la liberazione di uno Stato da 40 anni di schiavitù e dittatura”. “L’Italia e la Libia sono due popoli amici che condividono rapporti di eccellenza strategica e non assolutamente passeggeri o momentanei” ha sottolineato il presidente dell’Assemblea Generale Nazionale di Tripoli .
“La transizione democratica libica – ha detto il ministro Terzi – è giunta a una tappa decisiva, questo è il momento della verità per dare prospettive di sicurezza e sviluppo ai tanti giovani scesi coraggiosamente in piazza” durante le rivolte che lo scorso anno hanno abbattuto il regime di Gheddafi. “La Libia – ha aggiunto il ministro – deve ora affrontare delle sfide complesse come la creazione di organi di sicurezza efficienti, il disarmo delle milizie e la ricostruzione del tessuto sociale ed economico” del Paese .
“La vostra sicurezza è la nostra sicurezza, la nostra crescita è la nostra crescita. Stiamo accanto a voi per l’amicizia che lega i nostri popoli e gli interessi che condividiamo” ha detto Terzi rivolgendosi a Al-Mgarief e alla sua delegazione .
Il capo della diplomazia italiana ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la “sicurezza, sia fisica che giuridica”, delle imprese italiane tornate ad investire in Libia. “Gli imprenditori qui presenti hanno assunto rischi . La certezza di riscuotere i crediti e la tutela degli investimenti sono importanti quanto la redditività” ha affermato Terzi. “Molte imprese sono oggi pronte a rafforzare la propria presenza in Libia” ma attendono “il miglioramento delle condizioni generali di sicurezza, la riattivazione dei contratti, il pagamento dei crediti e dei danni di guerra”.
Mohammed Al-Mgarief ha rimarcato che “la sicurezza è in cima alle nostre preoccupazioni, e abbiamo iniziato ad affrontarla con l’aiuto della Repubblica Italiana”, che ha dato disponiblità in particolare “sulla formazione delle forze armate e di sicurezza, e nell’integrazione sociale degli ex rivoltosi”. Priorità del governo di Tripoli è “la sicurezza del nostro Paese nel quadro della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata” volta alla stabilità della regione, ha evidenziato Al-Mgarief spiegando che “nostro obiettivo è soddisfare le ambizioni del nostro popolo attraverso la stilatura di una costruzione concordata tra tutte le forze sociali, che sia libera e trasparente basandosi sul rispetto dei diritti umani e soprattutto delle donne”.
Con un interscambio pari a 4,585 miliardi di euro nel 2011, l’Italia è il primo partner commerciale della Libia. I principali settori del nostro export sono: prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, macchinari per la lavorazione dei metalli e utensili, apparecchiature elettriche, alimenti lavorati e conservati, macchinari per impieghi speciali. L’import è prevalentemente legato al settore petrolifero. Gli investimenti italiani sono prevalentemente concentrati nei settori chiave delle infrastrutture e dei trasporti. Vi è un forte interesse del sistema imprenditoriale italiano a partecipare alla riattivazione e diversificazione dell’economia e alla ricostruzione.
Con un primo contributo complessivo di oltre 10 milioni di euro, la Cooperazione italiana ha predisposto ed avviato un articolato programma di interventi, che vanno oltre il settore emergenza e che mirano a sostenere le istituzioni e la popolazione libica. Superata la fase dell’emergenza umanitaria, l’offerta italiana si focalizza sul settore del sostegno istituzionale, soprattutto nel campo della sicurezza e del controllo delle frontiere. Tale sostegno si concretizza in: corsi formativi in Italia e Libia; mezzi per il pattugliamento terrestre; progetti dicapacity building in favore delle autorità doganali e dei controllori di volo; progetto di assistenza nel settore dell’accoglienza dei migranti; programmi di sostegno psicologico a favore dei minori colpiti dai traumi della guerra; ricovero presso strutture ospedaliere italiane di complessivi 1.500 feriti libici.
I rapporti bilaterali e l’assistenza dell’Italia al processo di stabilizzazione democratica in Libia si inquadrano nella cornice della Dichiarazione di Tripoli, firmata dal presidente Monti e dal primo ministro Al Kiib il 21 gennaio 2012. L’Italia è l’unico Paese che abbia concluso con la nuova Libia intese di ampia portata di carattere sia politico che operativo.(Inform)