SOCIETA’
ROMA – Il 14 settembre la Fondazione Migrantes è stata ascoltata dalla Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisto e di revoca della cittadinanza” (C. 2124, Iezzi e altri ). Nell’introduzione del suo intervento, la Fondazione Migrantes ha premesso che “un aggiornamento della Legge del 1992 è senza dubbio un passo necessario: da tempo evidenziamo come l’impianto della normativa vigente presenti un oggettivo distacco dalla reale situazione del Paese. Tuttavia, qualsiasi aggiornamento deve essere l’occasione per rafforzare le garanzie, per evitare discriminazioni e per costruire regole che favoriscano partecipazione e responsabilità civica”. Dopo tre sottolineature specifiche sul testo della proposta Iezzi, la Fondazione Migrantes ha sottolineato in conclusione che “la riforma della cittadinanza è una scelta di futuro. Non si tratta di un ‘favore’, ma di una decisione politica che investe la capacità del Paese di includere, valorizzare e trattenere le persone che contribuiscono alla sua vita economica, sociale e culturale”. E si domanda quale sia lo spirito della legislazione sulla cittadinanza italiana: “Pensiamo che solo chi è riconosciuto a tutti gli effetti come parte integrante della comunità possa sentirsi realmente chiamato a contribuire al suo benessere, a condividere diritti e doveri, a partecipare alla vita democratica, nella certezza che l’ordinamento italiano tutela la dignità e il futuro di ogni persona. Al contrario, una legislazione che introduca forme di cittadinanza debole, revocabile ed esposta ad incertezze, rischia di produrre l’effetto opposto: alimentare l’insicurezza, la distanza sociale, la sfiducia nelle istituzioni”.(Inform)