direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Firenze: il dibattito a Palazzo Vecchio sulle iniziative realizzate dopo gli Stati Generali del 2014

STATI GENERALI DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

Gincarlo Kessler (Svizzera) :  “La Svizzera conta circa mezzo milione di abitanti di origine italiana e rimane una della mete preferite dei giovani italiani che cercano lavoro all’estero”

Ravaglia (Maeci): “Sarebbe bello che ai nostri che acquistano la cittadinanza italiana all’estero per discendenza venisse chiesta una conoscenza dell’italiano”

 

FIRENZE –  La seconda giornata degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo,è stata introdotta dall’intervento del vice presidente e assessore alla Cultura della Regione Toscana Monica Barni che ha sottolineto la necessità di uscire dalla  difesa nostalgica dell’italianità e di vedere la nostra lingua nel contesto della pluralità delle lingue nel mondo e delle politiche linguiste europee multilinguistiche.  La Barni ha evidenziato l’esigenza, al fine di promuovere al meglio la lingua italiana,  sia di fare sistema fra tante eccellenze didattiche italiane, sia di dare continuità alla diffusione della nostra lingua, creando così le condizioni per una politica linguistica efficace. Per quanto riguarda le iniziative future la Barni ha segnalato come attraverso gli studenti stranieri che studiano nelle università italiane si possa  creare un legame forte con i paesi di provenienza .  Alla luce di ciò il vice presidente della Regione Toscana ha auspicato la creazione delle condizioni più opportune affinché questi studenti possano accedere con maggiore facilità all’Italia. “ Io credo – ha concluso la Barni – che sia arrivato il momento per la costituzione di un sistema di qualità per i corsi di italiano in Italia e nel mondo”.  

Dal canto suo l’ambasciatore della Svizzera in Italia Gincarlo Kessler ha segnalato come il Parlamento svizzero abbia approvato nel gennaio di quest’anno il documento “Promozione della cultura negli anni 2016 – 2020”, cioè il testo di riferimento del Consiglio Federale per l’orientamento della politica culturale svizzera. In questo ambito, al fine di sostenere le lingue minoritarie, sono stati stanziati mezzi supplementari nell’ordine di 800.000 franchi all’anno a favore dell’insegnamento dell’italiano al di fuori della svizzera italiana. “La Svizzera – ha spiegato Kessler – conta circa mezzo milione di abitanti di origine italiana e rimane una della mete preferite dei giovani italiani che cercano lavoro all’estero. Con maggiore collaborazione fra i nostri due paesi – ha proseguito l’ambasciatore – sicuramente si otterrebbe un risultato maggiore per la qualità della promozione della lingua italiana in Svizzera ”. Kessler, dopo aver ricordato le iniziative di sostegno intraprese per le coproduzioni cinematografiche italo svizzere e in favore delle case editrici anche della Svizzera italiana ,  si è soffermato sulla capacità della cultura di stimolare creatività e innovazione e di quindi di rappresentare un importante elemento economico in grado di fatturare in Svizzera 69 miliardi di franchi.

A seguire si svolta la presentazione dei vincitori stranieri delle Olimpiadi d’Italiano. Julia Victoria Rodríguez Suárez (Spagna) e Kristi Nika (Grecia), hanno preso la parola sottolineando  l’importanza della lingua italiana per il mondo della musica e per l’avvicinamento al grande patrimonio culturale del nostro paese.  

“Credo che gli Stati Generali – ha poi affermato Massimo Riccardo, direttore centrale della DGSP della Farnesina, aprendo la prima tavola rotonda sui seguiti degli Stati Generali del 2014 –  si siano caratterizzati per due aspetti specifici. Innanzitutto un approccio inclusivo volto a coinvolgere più persone possibili per cercare di avere varie idee su quello che si deve fare. Tutto questo si è tradotto nella creazione di più gruppi di lavoro che hanno rappresentato la cassa di risonanza che ci ha portato idee operative e progetti. Il secondo aspetto – ha continuato – è la definizione di obiettivi condivisi da perseguire attraverso un percorso definito e verificabile”.  Sempre per quanto riguarda le iniziative portate avanti sulla spinta degli Stati Generali Riccardo ha poi segnalato il progetto “Laureati per l’italiano”, le nuove iniziative di formazione dei docenti e la creazione dell’albo degli italofoni, cioè delle persone  che si sono avvicinate alla nostra lingua e adesso ricoprono ruoli particolari nei rispettivi Paesi d’origine.

Ha poi preso la parola il direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Cristina Ravaglia che ha lanciato l’idea di dedicare i prossimi Stati Generali all’integrazione degli stranieri che arrivano in Italia attraverso vie legali. Per il direttore generale la conoscenza dell’italiano dovrebbe divenire uno degli elementi che aiuta lo straniero all’ottenimento di un visto per lavoro o per una  presenza stabile nel nostro paese. “La lingua viva è anche appartenenza – ha aggiunto la Ravaglia – e sarebbe bello in questo senso che ai nostri all’estero che acquistano la cittadinanza italiana per discendenza venisse chiesta una conoscenza dell’italiano, e quindi all’acquisto di un passaporto italiano e comunitario si potesse accompagnare la conoscenza della nostra lingua. Una lingua viva – ha proseguito il direttore generale –  che è anche motivo di orgoglio. Noi abbiamo nel mondo cinque milioni di italiani di passaporto, svariate decine di milioni di discendenza italiana per i quali un italiano ben conosciuto e ben studiato all’estero vorrebbe dire riconoscersi in una lingua che funziona”. La Ravaglia ha anche ricordato come la direzione generale collabori alla promozione dell’italiano attraverso il finanziamento di corsi organizzati dagli Enti gestori che operano nei Paesi di tradizionale emigrazione italiana e si dedicavano in origine al mantenimento dell’italiano presso i nostri emigrati e i loro discendenti. Enti che oggi  invece si rivolgono sempre più a chi l’italiano non lo parla perché è straniero o perché , pur essendo discente di italiani, ha trovato nel paese in cui vive la sua dimensione principale. Corsi , quelli svolti dagli enti gestori, che sono propedeutici all’attività di promozione della lingua italiana svolta tradizionalmente dagli Istituti Italiani  di Cultura e dalle scuole italiane all’estero. Il direttore generale ha anche spiegato come le risorse pubbliche per gli enti gestori siano state negli ultimi anni ridotte, passando  dai 27 milioni di euro del 2008 ai 12 milioni di euro nel 2016. Una diminuzione del 61% dei fondi che, grazie alla razionalizzazione nell’uso delle risorse, ha portato però ad una riduzione più moderata (30%) degli studenti dei corsi di italiano che all’inizio del  2016 si attestano nel mondo intorno alle 300.000 unità per un totale di 13.000 corsi. La Ravaglia si è poi soffermata sulla riduzione dei docenti mandati dall’Italia all’estero, sono diminuiti del  40%. Una decurtazione che ha portato il Maeci ad attivarsi per aumentare , in varianza di spesa, l’invio all’estero dei dirigenti scolatici che assicurano la coerenza didattica nel territorio in cui sono responsabili e quindi coordinano il contenuto e la qualità dell’insegnamento.

“Ci siamo anche dedicati – ha proseguito il direttore generale  – alla formazione dei doceti assunti localmente, perché naturalmente se insegni l’italiano non solo lo devi parlare bene, ma devi conoscere i metodi più avanzati per insegnarlo. Per la prima volta quest’anno insieme all’ICoN , che è un consorzio di università e di enti che si occupano dell’insegnamento dell’italiano all’estero, abbiamo proposto dei corsi on line che gli Enti gestori possono far frequentare ai loro docenti locali associandosi. Pensiamo che questa iniziativa, essendo online, in paesi dalle grandi distanza come l’Argentina il Brasile e l’Australia, possa essere utile per gli Enti gestori” . La Ravaglia ha anche parlato del progetto “Laureati per l’italiano”, realizzato dalla direzione generale insieme alle Università per stranieri di Siena e Perugia e all’ateneo Roma Tre. Un’iniziativa che consente a giovani laureati in insegnamento dell’italiano come lingua seconda di andare all’estero, nel 2015 ne sono stati inviati  25,  presso gli Enti gestori. “Con questa iniziativa – ha concluso il direttore generale – otteniamo il duplice risultato di dare ai neo laureati la possibilità di vivere sul campo quello che avevano appreso all’università. Al contempo i docenti assunti in loco dagli enti gestori possono confrontarsi con tecniche e metodologie innovative  e quindi migliorare la qualità del proprio insegnamento”.

Anche Carla Bagna, dell’Università per Stranieri di Siena, si è soffermata sul progetto “Laureati per l’italiano” spiegando come questa iniziativa, pur allacciandosi  alla dimensione degli emigrati italiani che ha un suo pubblico specifico, sia in grado di arrivare in aree tradizionalmente un po’ marginali per quanto riguarda l’investimento nella lingua italiana. Bagna ha rilevato come quest’anno sia partita un’ampia selezione di 200 candidati che sta portando all’invio all’estero di circa 30 persone in oltre 20 paesi dove la richiesta di italiano è strategica, come ad esempio nell’area del Mediterraneo, in Cina o in Biellorussia. Dal canto suo Stefano Assolari, docente di italiano presso la Università di Cipro, ha sottolineato come in questo Ateneo circa 300 studenti scelgano di studiare l’italiano che si trova al secondo posto tra le lingue prescelte dopo l’inglese, ma a pari merito con lo spagnolo e il francese. Assolari ha anche segnalato la realizzazione a Creta di un Forum, giunto alla seconda edizione, per giovani ricercatori che scrivono articoli in ambito linguistico. “Il prossimo giugno – ha precisato Assolari – oltre a riproporre questo Forum organizzeremo anche giornate di formazione per insegnati di italiano come lingua seconda o lingua straniera”.  

Paolo Balboni, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha invece parlato del corso online di formazione realizzato, su richiesta del Maeci da dicembre dell’anno scorso a luglio di quest’anno, per docenti universitari. Un corso che è stato seguito da 213 docenti dislocati in varie parti del mondo, ad esempio in Egitto , Tunisia, in Cina e nei Balcani, che hanno anche fornito indicazioni su cosa ritengono necessario come politica linguistica e come formazione. Fra le particolarità emerse dal corso segnalate da Balboni, una grande diffidenza dei docenti verso le nuove tecnologie e una non sempre soddisfacente conoscenza dell’italiano. Ha infine preso la parola Roberto Cincotta, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia , che ha parlato della realizzazione del Libro bianco sullo stato di diffusione della lingua italiana nel mondo. Una raccolta di informazioni, realizzata tramite questionario, che si è rivolta agli Istituti Italiani di Cultura, alla Dante e le scuole pubbliche e private. Una stima complessa che, secondo Cincotta, fa emergere una realtà composita dell’insegnamento, i corsi vanno dall’arte, alla cucina, fino alla musica, alla giurisprudenza e all’economia,  e un gran desiderio di italiano nel mondo. Una richiesta della nostra lingua che cresce anche in settori non tradizionali, come ad esempio nelle università della terza età. (Goffredo Morgia- Inform)

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