CULTURA
NEW YORK – Il cortometraggio “Vulnerare” del regista siciliano Sergio Mario Illuminato ha ricevuto il premio come Miglior Film Sperimentale d’Arte all’edizione 2025 del Festival of Cinema NYC. “Vulnerare è un’opera transdisciplinare che intreccia arte visiva, fotografia, danza contemporanea e musica, con l’intento di indagare la potenza emotiva ed estetica della vulnerabilità. È stato proiettato al Regal Cinema nel Queens all’interno della selezione ufficiale del festival e questo riconoscimento rappresenta per me un traguardo significativo che desidero condividere con chi ha seguito il mio percorso con interesse e attenzione”, ha commentato il regista. Sei mesi dentro lìex-Carcere Pontificio di Velletri. Celle vuote, muri scrostati, silenzio pesante. Un gruppo di artisti italiani e di tecnici e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma entra dove nessuno vuole stare e trova qualcosa di inaspettato: la bellezza nascosta nel dolore. Ora, questa scoperta è giunta fino in America: il cortometraggio nato dall’ex-Carcere Pontificio di Velletri, ha rappresentato l’Italia al Festival of Cinema NYC. L’ex-Carcere Pontificio di Velletri racconta una storia che attraversa i secoli. Costruito nell’Ottocento sotto l’autorità papale, quando la Chiesa Cattolica governava gran parte dell’Italia centrale, questa imponente struttura fungeva sia da tribunale che da centro di detenzione per quello che allora erano gli Stati Pontifici. Per oltre un secolo ha ospitato prigionieri, ha assistito a processi, incarnando il sistema giudiziario di un’epoca ormai passata. Chiuso negli anni ’90 con la modernizzazione del sistema penitenziario italiano, l’edificio è rimasto vuoto per tre decenni: un monumento dimenticato al potere istituzionale trasformato in reliquia. Nel 2023, di fronte alla demolizione programmata, sembrava destinato alla cancellazione dalla storia. Ma prima che accadesse, pittori, fotografi, danzatori e musicisti, insieme a tecnici e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma ne hanno fatto casa. Per sei mesi hanno abitato celle decadenti e corridoi bui, trasformando ogni angolo in un laboratorio creativo – trasformando gli spazi abbandonati d’Italia in luoghi di resurrezione artistica. Il risultato è “Vulnerare”: 13 minuti e 30 secondi che sfuggono a ogni definizione. Non è solo cinema sperimentale, non è solo videoarte. È un viaggio nell’anima umana attraverso quello che Sergio Mario Illuminato chiama “Organismi Artistici Comunicanti”- opere vive che cambiano, fermentano, si trasformano davanti agli occhi dello spettatore.
“Questo luogo non è solo un carcere abbandonato, ma una cattedrale contemporanea della vulnerabilità”, dice Illuminato. “È un luogo di rinascita ed è l’arte che deve esprimere questa trasformazione”. Il film si chiude con una scritta incisa su una parete del carcere: “Vulnerabile dunque vivo, arte è amare la realtà” e un messaggio: IOSONOVULNERABILE, che in codice morse viene nascosto nella traccia audio del cortometraggio. Le coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol della Compagnia Atacama, con Camilla Perugini e Nicholas Baffoni, trasformano spazi claustrofobici in palcoscenici di libertà. La fotografia di Federico Marchi e Roberto Biagiotti gioca con il passaggio dal bianco e nero del passato all’esplosione di colori della rinascita. La colonna sonora di Andrea Moscianese e il sound design di Davide Palmiotto accompagnano lo spettatore dalla drammaticità carceraria. Prima di diventare cinema “Vulnerare” è stato esperienza dal vivo. Migliaia di visitatori hanno attraversato l’ex-carcere, poi in anteprima Europea all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e al Museo di Villa Altieri a Roma. (Inform)