ITALIANI ALL’ESTERO
La cistecca (da cheese-steak) nacque negli Stati Uniti grazie a due italiani che vendevano panini per strada
MONTE DI PROCIDA (Napoli) – Festival della Cistecca: dal 27 al 30 giugno torna a Monte di Procida il tradizionale evento gastronomico.
Cos’è la “cistecca” e come è nata? La vera Cistecca Montese – sottolineano dal Consorzio che tutela il prodotto – è nata dalla genialità italica nei primi anni ‘30 del secolo scorso, per poi trasformarsi in un panino di alta qualità grazie alla creatività napoletana. Due fratelli italiani, giunti in America all’inizio del ‘900, Pat e Harry Olivieri, si stabilirono a Philadelphia per vendere hot dog per strada e sbarcare il lunario. La leggenda narra che i fratelli stazionavano nei pressi di un parcheggio per taxi, vendendo i loro hot dog. Un giorno finirono gli hot dog e non sapendo cosa offrire ai tassisti, si rivolsero ad un macellaio per chiedere un po’ di carne per riempire i panini. Il macellaio propose l’utilizzo di fettine di carne di bovino molto sottili e facilmente lavorabili sula piastra. Pat a quel punto pensò di unire alla carne del formaggio per renderlo più gustoso. Il risultato fu un panino che venne chiamato “cheese-steak” e che ebbe da subito un successo straordinario, e in pochi anni iniziò ad essere prodotto anche da altri stand e ristoranti della zona di Philadelphia. Negli anni successivi la produzione del panino si diffuse in molte altre città della East cost americana, soprattutto nei ristoranti e pub gestiti dalle prime generazioni di italo-americani.
In Italia, nei primi anni ’70, ripartì un flusso costante di emigrazione verso gli Stati Uniti di cittadini meridionali. Una delle aree più interessate dal fenomeno fu quella napoletana e nello specifico il piccolo comune di Monte di Procida. Monte di Procida aveva avuto, da sempre, una vocazione marittima. La sua flotta mercantile rappresentò sin dagli anni ‘50, un fiore all’occhiello per la marineria italiana, creando opportunità e lavoro fino agli inizi degli anni 70. Nel 1973 la grande crisi petrolifera mise in ginocchio la marineria mercantile montese, spingendo giovani e meno giovani ad emigrare in America in cerca di fortuna. In America i montesi si specializzarono nel settore della ristorazione , conobbero il panino inventato da Pat e Harry ed ebbero successo imprenditoriale aprendo molti ristoranti soprattutto lungo la costa est degli Usa (New Jersey, North Caroline, Pennsylvania).
Nei primi anni ‘80 nella provincia di Napoli, ci fu il fenomeno dell’emigrazione di ritorno. Alcuni decisero di riproporre le attività imprenditoriali che svolgevano in giro per il mondo: fu proprio questo il periodo in cui a Monte di Procida gli ex emigrati avviarono attività ristorative con l’intenzione di riproporre anche in Italia il panino dei fratelli Olivieri. Fu “rielaborato” un panino che poteva soddisfare il palato dei più raffinati clienti montesi e non. In poco tempo il panino con carne di manzo e scamorza nostrana ebbe successo. Tra gli addetti ai lavori e i consumatori il panino iniziò ad essere chiamato in gergo dialettale “ a cistecc”. La ricerca degli imprenditori montesi per migliorare costantemente la qualità del panino, utilizzando tecniche innovative per la lavorazione della carne , insieme a prodotti locali di alta qualità (scamorza, friarielli ecc.), ha reso questo prodotto un panino tipico locale differenziandolo anche da quello d’oltreoceano.
Nel 2014 un gruppo di imprenditori e manager locali ha costituito un consorzio per tutelare la storia e la qualità del prodotto. Il primo passo è stato quello di rimarcare le differenze di qualità e le caratteristiche di italianità del panino già a partire dal nome: così è nata la parola “cistecca” ,termine tradotto dall’espressione dialettale (a cistecc) con cui veniva chiamato il panino. Il secondo passo è stato quello di registrare il marchio collettivo “La vera Cistecca Montese” e il deposito di un disciplinare di produzione che racchiude le regole da rispettare e definisce gli standard qualitativi minimi per la produzione di un panino di alta qualità. (Inform)