ASSOCIAZIONI
MAR DEL PLATA (Argentina) – Sabato scorso, presso la sede della Società Italiana “Le Tre Venezie”, sotto i protocolli sanitari vigenti e dopo un anno senza riunioni in presenza , si è tenuta con una cinquantina di persone la Festa della Donna per celebrare il lavoro svolto da tutte le socie di questo sodalizio che il 4 novembre compirà 67 anni.
La giornata è iniziata con la presentazione del terzo libro per bambini, “De Duendes y Gaviotas 3” di Maria Andreolli, oriunda trentina e residente a Mar Chiquita, a trenta chilometri da Mar del Plata, associata che colto l’occasione per divulgare la sua nuova opera e vendere delle copie ai presenti, con l’introduzione del prof. Pablo Straccia il quale ha illustrato l’ecosistema del futuro parco nazionale del Mar Chiquita. Poi, il turno della musica grazie alla pianista Lucy Fava, che ha deliziato la platea con brani tradizionali italiani. Momento speciale anche quando ha cantato Liliana Vaccari per la gioia di tutte le donne presenti. Successivamente la scrittrice Cristina Larice ha letto una sua poesia dedicata a tutte le donne del mondo. A seguire, Florencia Ranellucci, direttrice generale delle Collettività del Comune di Mar del Plata ha salutato e ringraziato il sodalizio per questa iniziativa così importante in tempo di pandemia
Mentre i presenti degustavano dolci tipici assieme al tè e caffè, è arrivato il momento più toccante: la consegna dei 4 diplomi come “Donna d’Oro” a 4 delle emigrate venete con più anni di attività nell’associazione. Si tratta di: Olga Testa nata il 3 maggio 1933 nella frazione di Codiverno (comune di Vigonza- provincia di Padova) arrivata in Argentina nel 1949; Norma Favarotto nata il 1° agosto 1925 a Pianiga (provincia di Venezia) arrivata in Argentina nel dicembre 1948; Luigi De Battista nata il 24 luglio 1926 a Ponte nelle Alpi (provincia di Belluno) arrivata in Argentina nel 1950; Antonia Agostinetti nata il 17 giugno 1936 nella frazione di Albaredo (comune di Vedelago- provincia di Treviso) arrivata in Argentina nell’ottobre 1955.
Chiusura con il brindisi e la torta mimosa per celebrare tutte le donne dell’italianità che ogni giorno lavorano instancabilmente per mantenere alta la fiamma delle nostre radici. (Spazio Giovane/Inform)