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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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FEDIBA contro la decisione di togliere il monumento a Colombo

ASSOCIAZIONI
FEDIBA contro la decisione di togliere il monumento a Colombo
BUENOS AIRES – Con un comunicato la FEDIBA, la federazione che raggruppa le associazioni italiane di Buenos Aires, ha manifestato il suo ripudio alla decisione di togliere il monumento a Cristoforo Colombo, donato un secolo fa dalla collettività italiana. All’ultimo momento un giudice ha ordinato la sospensione dei lavori, intanto decide se il governo argentino ha il diritto di spostare il monumento.
Ecco il comunicato.
“FEDIBA – Federazione delle Associazioni Italiane della Circoscrizione Consolare di Buenos Aires – visto che continuano le operazioni per togliere da Piazza Colón il monumento a Cristoforo Colombo, donato dalla collettività italiana per aderire al primo centenario della nascita dell’Argentina e inaugurato nel 1921 e posto nell’attuale insediamento, esprime il suo più energico ripudio a tale decisione Si tratta di una decisione presa in modo illegittimo, arbitrario e senza che fosse stato chiesto alcun parere nè alla collettività che lo ha donato, nè ad altre espressioni della società argentina in genere e in particolare della Città di Buenos Aires. Una gravissima offesa alla collettività italiana e ai milioni di discendenti di italiani che con la loro capacità, i loro sforzi e il loro apporto, contribuirono a forgiare un paese grande come l’Argentina. 
Una offesa assolutamente ingiustificata alla collettività più numerosa del Paese, e alla memoria di milioni di emigrati italiani, padri, nonni e bisnonni degli argentini che oggi assistono all’opera di un governo che con una decisione subdola, senza dare conto a nessuno della sua determinazione, dispone secondo i suoi capricci del patrimonio pubblico, senza curarsi delle richieste della collettività e dei suoi rappresentanti e delle numerose espressioni della società civile.
Infine FEDIBA, facendosi eco dei sentimenti delle associazioni italiane e della comunità di origine italiana, sottolinea che il Potere Esecutivo Nazionale sarà responsabile degli eventuali danni che le operazioni in corso potranno arrecare al monumento e che se sarà portato via, si impegnerà, con tutti i mezzi legali a disposizione per farlo rimettere nell’attuale insediamento.
No al trasloco, no alla distruzione del patrimonio!”. (Tribuna Italiana /Inform)
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