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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Federazione delle Colonie Libere in Svizzera: “Ti chiamo dall’al di là”, il ricordo di Gennaro de Duonni

ASSOCIAZIONI

ZURIGO (Svizzera) –  Qualche anno fa qualcuno mi disse di aver sentito che Gennaro de Duonni era morto e me ne chiese conferma. Non ne sapevo nulla e quindi iniziai a telefonare ad amici delle Colonie libere per cercare di appurare la verità. Nessuno sapeva. Due giorni dopo squillò il telefono, risposi e una voce mi disse «sono Gennaro, ti sto chiamando dall’al di là», allora scoppiai a ridere, perché avevo capito che era uno dei suoi soliti scherzi ed ero sollevata di saperlo vivo e in buona salute. Questo piccolo aneddoto per far capire come era Gennaro, sempre pronto a fare una battuta o uno scherzo, nonostante la sua veneranda età.

Dorothea Birkner in Der Glattfelder, quotidiano dell’omonima cittadina, dove Gennaro ha abitato per 56 anni e che lo nominò cittadino onorario, lo ricorda così: «Gennaro De Duonni era un politico, una persona allegra e ospitale, uno impegnato in diversi ambiti a titolo volontario, un mediatore, un amico, un italiano, uno svizzero ed europeo. […] Arrivò in Svizzera nel 1960 dove sua moglie Nicolina lo raggiunse l’anno successivo. Come tanti emigrati italiani di allora, anche Gennaro e sua moglie avevano l’intenzione di rientrare in Italia, ma quando le figlie Diana e Rosa iniziarono il percorso scolastico a Glattfelden, si resero conto che la Svizzera era diventata la loro nuova patria».

Con Gennaro abbiamo perso un dirigente delle Colonie Libere molto legato al movimento e che dal punto di vista politico ha formato molti di noi. Era un attivista che faceva politica con convinzione e grande passione, non solo nell’ambito delle Colonie Libere. Quando interveniva nelle conferenze dei presidenti o in occasione di altre manifestazioni del movimento lo si ascoltava attentamente, le sue parole avevano peso, erano incisive, ci invitavano a riflettere.

Erano tanti gli argomenti che gli stavano a cuore e che ci esponeva. Era colto e leggeva moltissimo. Ma Gennaro non era un timido e quando non condivideva la linea politica del movimento non esitava certo a dirlo. Gli scambi con lui erano sempre schietti, le cose non te le mandava a dire e questa era un’altra delle sue virtù. Tutto questo ci mancherà. Lo ricorderemo con simpatia, sorridente e pieno di vita.

Gennaro ci ha lasciati l’11 novembre scorso, ma ci resta la speranza che prima o poi ci chiamerà dall’al di là. (Anna-Maria Cimini, Presidente FCLIS – Inform)

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