FARNESINA
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ROMA – Si è aperto a Roma, presso la Farnesina, il Forum di dialogo imprenditoriale Italia-Africa, organizzato dal Maeci in collaborazione con Agenzia ICE e Confindustria-Assafrica, che vede la partecipazione dei rappresentanti di 47 associazioni imprenditoriali africane, provenienti da 21 Paesi e degli esponenti delle omologhe associazioni italiane. In programma anche la firma di protocolli di intesa tra Cassa Depositi e Prestiti e le Banche Multilaterali di Sviluppo presenti al Forum con l’obiettivo di individuare aree di possibile collaborazione in Paesi di interesse comune, identificare possibili progettualità da co-finanziare e promuovere incontri di match-making con controparti locali. “L’Africa è una priorità strategica del Governo italiano e la presenza di tante persone qui al Ministero degli Esteri dimostra il successo di questo incontro: l’interesse da parte di imprese italiane e africane è un elemento fondamentale che fa presagire dei buoni risultati. L’incontro odierno che è una tappa di questa collaborazione da rafforzare tra Italia e Africa. Credo da sempre in questo rapporto privilegiato”, ha esordito il Ministro degli Esteri Antonio Tajani aprendo i lavori del Forum. “Siamo convinti che si debba guardare all’Africa con lenti africane e non con lenti italiane: siamo pronti a stringere la mano ai popoli africani che le tendono verso di noi, con una compartecipazione italiana a iniziative economiche”, ha aggiunto Tajani pensando a diversi settori, da quello scientifico a quello agricolo. “Sono grande sostenitore della nascita di società miste, soprattutto per quanto riguarda le materie prime: siamo un Paese manifatturiero, siamo la seconda più importante manifattura d’Europa però abbiamo bisogno di materie prime e credo si possano fare accordi”, ha precisato il Ministro degli Esteri sottolineando che l’Italia metterebbe in campo il suo saper fare in cambio di manodopera locale in un rapporto paritario e di reciproco vantaggio. Il Ministro ha poi ricordato il vertice Italia-Africa di alcuni mesi fa e il progetto di un nuovo partenariato economico con l’Africa a 360° che può suggellare una nuova stagione improntata al Piano Mattei. Tajani ha anche parlato della possibilità di poter contare su dei giovani studenti d’origine africana presso l’Università per Stranieri di Perugia che potrebbero rappresentare un ponte tra imprese italiane e africane. Il Ministro ha inoltre evidenziato la solidità dell’interscambio commerciale tra Italia e Africa che ha raggiunto i 60 miliardi di euro: “possiamo fare ancora di più perché c’è un grande potenziale di opportunità in settori strategici come l’energia, le infrastrutture fisiche e digitali, l’agroalimentare e la manifattura”, ha aggiunto Tajani ricordando però anche la centralità del settore aerospaziale che diventa prioritario anche in funzione del contrasto ai cambiamenti climatici e in favore della politica agricola. “Stiamo lavorando puntando sulla diplomazia della mutua crescita tra Italia e Africa, con un pacchetto da 200 milioni di euro di misure speciali per favorire partenariati commerciali con un 20% a fondo perduto”, ha spiegato Tajani evidenziando che è stata da poco aperta una nuova Ambasciata d’Italia in Mauritania ma c’è interesse verso progetti di crescita e sviluppo anche in Costa d’Avorio, Senegal, Marocco e Benin. “Abbiamo la più giovane popolazione e l’età media nel continente è 19 anni”, ha affermato Hanan Morsy (Vicesegretario della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa) precisando poi che in Africa il 60% delle terre coltivabili è ancora sfruttabile e che c’è inoltre una grande ricchezza di minerali: 92% di platino, 60% di cobalto, 54% di magnesio e 36% di cromo. “Un potenziale non ancora tradotto in benefici diretti”, ha aggiunto Morsy. “Su 54 Paesi africani solo 10 non sono autosufficienti”, ha sottolineato Morsy. “Dobbiamo investire per tradurre questo potenziale in una realtà concreta: abbiamo bisogno di partenariati ed è per questo che il dialogo con il settore pubblico e privato è fondamentale”, ha spiegato Morsy. “L’Italia può rappresentare un socio ideale”, ha aggiunto Morsy menzionando quindi a sua volta i settori interessati che sono: energia, transizione digitale, agroalimentare, manifatturiero e mobilità sostenibile. “Potremmo collaborare su più fronti”, ha auspicato Morsy ricordando i benefici che possono scaturire dall’attuale presidenza italiana del G7 mentre l’Unione Africana è diventata membro del G20. “Investire in Africa vuol dire investire per il futuro”, ha concluso Morsy. Tra gli altri interventi segnaliamo quello Barbara Beltrame (Vicepresidente per l’internazionalizzazione di Confindustria) che ha definito l’incontro odierno, arrivato a pochi mesi di distanza dal vertice Italia-Africa, come un qualcosa che testimonia la concretezza che si vuole dare al Piano Mattei, stimolando le connessioni con il sistema industriale italiano. “Le nostre aziende sono sempre più attente alle opportunità di cooperazione rivolte all’Africa e il tema dell’Africa non è mai stato così attuale come oggi”, ha spiegato Beltrame sottolineando il ruolo strategico del continente africano per l’Italia e per l’Europa intera. Beltrame ha ricordato che, secondo alcune stime, dodici delle venti economie mondiali in più rapida crescita saranno proprio nel continente africano. “Nel 2025 la popolazione africana toccherà i due miliardi e i giovani africani costituiscono una leva determinante per lo sviluppo”, ha aggiunto Beltrame sottolineando come le imprese italiane non possano non essere dentro la trasformazione del continente africano che promette notevoli passi in avanti sotto il profilo della crescita economica e dove l’industrializzazione sarà protagonista. (Inform)