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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Farnesina: il segretario generale del Cgie Michele Schiavone sui lavori del Comitato di Presidenza

CGIE

 

Fra i temi discussi la riforma di Comites e Cgie, il voto all’estero, i contributi alla stampa italiana nel mondo, le risorse aggiuntive per il Consiglio Generale e la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie

“A tutt’oggi il voto per corrispondenza rappresenta uno strumento insostituibile per poter coinvolgere i cittadini all’estero nella scelta dei rappresentanti in Parlamento… Fatte le dovute verifiche potremo organizzare un’altra Assemblea Plenaria entro l’anno”

 

ROMA – Si sono conclusi a Roma , presso la Farnesina, i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie. Tre giorni di intensa attività caratterizzati da incontri istituzionali ad alto livello, ad esempio con il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola e con il direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Luigi Maria Vignali, e dall’audizione presso il Comitato del Senato per le Questioni degli Italiani all’Estero presieduto da Claudio Micheloni.

In una breve pausa dei lavori il segretario generale del Cgie Michele Schiavone ha illustrato alla stampa le tematiche salienti affrontate in questi giorni dal Comitato di Presidenza.  Il segretario generale si è in primo luogo soffermato sulla riforma degli organi di rappresentanza.

“Il lavoro sulla riforma della rappresentanza intermedia, ovvero dei Comites e del Cgie, – ha esordito Schiavone – è stato avviato un anno fa con il coinvolgimento di vari soggetti impegnati in emigrazione. Abbiamo chiesto ai Comites e alle associazioni delle indicazioni rispetto alle esperienze fatte e proposte su cosa fare per rilanciare questi organismi. Lo scopo era quello di trovare un sincronismo tra questi organi di rappresentanza ed il Parlamento. Questa è stata la linea guida su cui ci siamo confrontati, prendendo in considerazione però i cambiamenti profondi che hanno caratterizzato l’emigrazione. Dobbiamo quindi interpretare il futuro per capire come le nuove migrazioni, che sono diventate un fenomeno di riferimento importante anche per il nostro Paese,  possano, attraverso questi organismi, trovare facilitazioni per l’integrazione nei nuovi Paesi di residenza . Sappiamo – ha aggiunto Schiavone – che il fenomeno dell’emigrazione italiana, per ragioni congiunturali e non solo, è diventato acuto e di difficile gestione, perché in realtà non esiste un progetto o una politica vera e propria, per cui si emigra in forme diverse. Quindi pensiamo che in un mondo globalizzato, con i dovuti accorgimenti e soprattutto preparando le nuove emigrazioni all’inserimento nei Paesi di accoglienza, si possa facilitare la vita di questi  nuovi migranti.. I Comites dovrebbero dunque avere delle capacità tali da poter rappresentare in maniera diversa questi soggetti in particolare per quanto riguarda la garanzia dei diritti”. Per Schiavone i Comites, oltre a rappresentare un punto di riferimento fra il territorio e la rete consolare, dovrebbero essere posti in una posizione di “antenna” per poter captare e promuovere iniziative che poi servano a chi  già vive all’estero o a chi intende andarci. In questo ambito, secondo Schiavone, anche il Cgie dovrebbe svolgere un ruolo di collegamento fra i Comites e i due rami del Parlamento  “affinché le politiche rivolte agli italiani all’estero possano avere davvero un filo conduttore fino in Parlamento. Noi auspichiamo – ha aggiunto – che già dalla prossima legislatura si possa cominciare a ragionare anche a un rafforzamento della rappresentanza dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, dando vita ad una Commissione bilaterale aperta anche ai parlamentari eletti in Italia, questo perché  la questione emigrazione è diventata un argomento di grandissima attualità”.

Per quanto concerne il decreto per la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici il lingua italiana per l’estero, il segretario generale ha sottolineato  come questo decreto recepisca il parere espresso dall’Assemblea Plenaria, tranne che per quanto riguarda l’idea di togliere i rappresentanti del Cgie dalla Commissione che decide la distribuzione dei contributi per la stampa italiana all’estero. Una scelta motivata da un possibile conflitto di interessi. “Questa – ha affermato Schiavone – è di per se è una motivazione giusta, però abbiamo ricordato al sottosegretario che il Cgie è composto da diversi consiglieri, per cui ci sono anche altre possibilità per avere dei rappresentanti del Consiglio Generale in questa Commissione. Noi inoltre rivendichiamo – ha proseguito il segretario generale – anche il tavolo di discussione che riguarda la nuova missione che dovrà assumere la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, con l’utilizzo delle risorse straordinarie messe a disposizione dal Governo per i prossimi quattro anni per la promozione del Sistema Paese attraverso il vettore della lingua e della cultura”.

Schiavone ha inoltre affrontato la questione delle risorse messe a disposizione delle istituzioni per il funzionamento del Cgie. “Al momento – ha spiegato il segretario generale – sappiamo che il Consiglio dei Ministri, circa due settimane fa, ha approvato un decreto che dovrebbe assegnare al Cgie la somma di 308.000 euro. Cosa che permetterebbe al Consiglio Generale, fatte le dovute verifiche, di organizzare un’altra Assemblea Plenaria entro l’anno e probabilmente le assemblee continentali nelle  tre aree geografiche. Ciò è di per se interessante anche perché ci dà la possibilità di lavorare a degli obiettivi molto più ravvicinati e alla promozione di altre iniziative che di per se sono necessarie”.  Fra le idee da mettere in capo, per aggiornare e dare nuove prospettive alle politiche degli italiani all’estero, Schiavone ha segnalato i preparativi della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie che ha lo scopo di rimettere intorno ad un tavolo i vari soggetti istituzionali della Conferenza, Un evento da  cui scaturiranno anche le  indicazione per il Cgie su cosa realizzare nei tre anni successivi. Il segretario generale ha inoltre rilevato come il Cgie si stia attivando per verificare i punti  su cui ha ragionato 10 anni fa la prima Conferenza mondiale dei giovani italiani all’estero, al fine di capire se gli obiettivi che erano stati posti in quell’occasione siano stati raggiunti. A tale scopo la specifica Commissione impegnata sul tema ha diffuso presso le comunità un modulo per capire le aspettative dei giovani ed avere specifiche indicazioni. “L’idea che c’è intorno a questa Conferenza – ha spiegato Schiavone – è di mettere insieme la nuova emigrazione con i giovani connazionali all’estero di seconda e terza generazioni e gli oriundi  nati e cresciuti all’estero”. Il segretario generale ha poi parlato della possibile realizzazione di un seminario sulle donne italiane in emigrazione, da realizzarsi in concomitanza con la prossima Assemblea Plenaria, e della necessità di seguire con attenzione il tema delle nuove mobilità che, anche in ragione delle variegate professionalità in possesso dei nostri giovani, necessitano di un’assistenza diversa rispetto all’emigrazione tradizionale.

Schiavone si è inoltre soffermato sia sui contenuti dell’audizione presso il Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero, in questo ambito si è parlato delle risorse a bilancio del Cgie e delle problematiche legate alla brexit per i nostri connazionali residenti nel Regno Unito nei Paesi del Commonwealth, sia sull’esigenza di rafforzare il personale della nostra rete diplomatica consolare al fine di migliorare i servizi per gli italiani nel mondo. Un problema su cui il Cgie richiamerà costantemente  l’attenzione delle istituzioni italiane.

Schiavone ha anche rilevato come il nuovo direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Luigi Maria Vignali, porti avanti in modo innovativo il proprio ruolo, mostrando apertura di credito rispetto agli organismi di rappresentanza e soprattutto una grande attenzione al rapporto tra la rete diplomatica consolare, le rappresentanze dei Comites e del Cgie, e i 18 parlamentari della circoscrizione Estero.

Per quanto poi riguarda la preparazione del voto all’estero in vista delle prossime e elezioni politiche, Schiavone ha affermato : “Dobbiamo soprattutto ragionare sull’adeguatezza dell’attuale legge sul voto all’estero rispetto alle esigenze e alle aspettative, perché nella nostra Costituzione sono indicati principi essenziali che non possono essere disattesi in nessuna maniera. E allora, dopo aver ragionato su questo punto, vogliamo dire che a tutt’oggi il voto per corrispondenza rappresenta uno strumento insostituibile per poter coinvolgere i cittadini all’estero nella scelta dei rappresentanti in Parlamento… Anche per evitare  le annose polemiche sul voto all’estero che si ripresentano ad ogni vigilia di qualsiasi momento elettorale, – ha proseguito Schiavone – sarebbe però opportuno che alla procedura di voto fossero apportati dei correttivi e soprattutto delle garanzie ulteriori. A tale scopo abbiamo indicato alcuni elementi. Uno di questi potrebbe essere l’inserimento sulla busta, al posto del cedolino, di un codice a barre, cosa che eviterebbe l’annullamento di un tasso altissimo di schede…Pensiamo inoltre che nelle diverse sedi consolari, la fine di evitare polemiche, i rappresentanti dei diversi partiti in competizione dovrebbero, insieme al console e alle autorità italiane, presiedere il momento elettorale”. Schiavone, ricordando la non positiva affluenza alle ultime elezioni dei Comites, ha inoltre evidenziato le difficoltà legate al sistema della preiscrizione degli aventi diritti al voto. Un sistema che, secondo il segretario generale , avrebbe potuto funzionare solo in presenza di garanzie ulteriori, come ad esempio una preventiva e massiccia campagna informativa del corpo elettorale.(G.M.- Inform)

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