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Farnesina, Forum Mondiale dell’Acqua: l’Italia si candida ad ospitare l’edizione del 2024

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ROMA – Tre sono le città italiane che si candidano ad ospitare la decima edizione del Forum Mondiale dell’Acqua: Firenze, Assisi e Roma. Marina Sereni, Viceministro degli Esteri, ha presentato l’evento di candidatura dell’Italia all’edizione 2024 del Forum che è “un’occasione unica per fare in modo che i decisori politici possano dialogare, confrontarsi e scambiarsi prospettive, collaborando al fine di far fronte alle sfide di rilievo legate all’acqua”, ha spiegato Sereni evidenziando che il Forum sarà l’occasione per affrontare a livello globale le questioni legate a questo tema. “La decima edizione del Forum si collegherà idealmente alla nona che è prevista a Dakar per il prossimo anno”, ha aggiunto Sereni. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ricordato che il Forum sarà l’occasione per ribadire l’attenzione della Farnesina verso il libero ed equo accesso delle risorse idriche nonché verso la loro gestione sostenibile: temi legati anche alla pace e alla sicurezza internazionali. “Secondo le Nazioni Unite oltre 2 miliardi di persone vivono in Paesi sottoposti a stress idrico. Nel 2020 il 26% della popolazione mondiale non ha avuto accesso a servizi sicuri di gestione dell’acqua potabile ed un 40% ad adeguati servizi igienico-sanitari”, ha spiegato Di Maio evidenziando come la crisi idrica globale sia connessa ad altri problemi come i consumi energetici ed i cambiamenti climatici. “La competizione crescente per risorse idriche sempre più scarse potrà avere un impatto sulla salute globale”, ha sottolineato il Ministro ricordando come pace, persone e prosperità siano state le tre parole chiave del G20 e della Cop26, entrambe a guida italiana, in un anno determinante per le risposte alla pandemia e l’avvio alla ripresa. “C’è un nesso tra sicurezza, sviluppo e ambiente da cui dipende il benessere presente e il futuro delle persone e del pianeta. L’acqua è una risorsa fondamentale per la salute delle persone e un motore di crescita”, ha spiegato Di Maio ricordando come l’acqua svolga un ruolo fondamentale anche nel campo delle politiche alimentari e della costruzione di un’economia verde. “L’Italia è attiva da tempo nella cooperazione internazionale per la gestione efficiente ed inclusiva delle risorse idriche: un obiettivo strategico all’interno dell’Agenda 2030”, ha precisato il Ministro evidenziando l’impegno italiano in circa 80 Paesi partner nell’area del Mediterraneo, in Medioriente, Asia e America Centrale per circa 80 milioni di euro; l’Italia è altresì impegnata all’interno del Programma mondiale di valutazione delle acque dell’Unesco. “La candidatura italiana al Forum si basa sul concetto di ‘Rinascimento dell’acqua’ prefiggendosi l’obiettivo di restituire centralità all’acqua, puntando su inclusione e sostenibilità”, ha anticipato Di Maio tornando al nesso tra acqua, energia e cambiamenti climatici ma parlando anche di un nesso con spiritualità e cultura. In particolare ad Assisi è prevista una serie di incontri sul significato simbolico dell’acqua nelle diverse religioni. “Il Forum dovrà essere un riconoscimento per l’Italia per l’azione finora condotta: la tutela del pianeta è una priorità a cui l’Italia vuole contribuire con scienza, ricerca e politica per una crescita economica sostenibile per tutti”, ha concluso Di Maio. Dario Nardella, Sindaco di Firenze e Presidente del Comitato Promotore del Forum, ha espresso soddisfazione per il sostegno del Maeci a questa candidatura. Il percorso è iniziato nel dicembre 2019 subendo dei rallentamenti a causa della pandemia: dal 9 al 14 gennaio 2022 l’Italia ospiterà i commissari valutatori della candidatura. Nardella ha ricordato come siano ormai i giovani di tutto il mondo ed i movimenti ambientalisti a chiedere politiche per una transizione sostenibile. “A volte diamo per scontato che l’acqua sia una risorsa fondamentale, mentre per l’acqua si combattono guerre e ci sono migrazioni di interi popoli. Assisi sia un grande messaggio di pace”, ha auspicato Nardella non dimenticando neppure la tristemente nota alluvione di Firenze del 1966 per l’esondazione dell’Arno. Solidarietà è stata espressa anche alla città di Catania colpita circa due mesi fa dalle inondazioni così come per motivi analoghi e risalenti a pochi giorni fa solidarietà è stata data allo Stato brasiliano di Bahia, gemellato con Firenze. Nardella è tornato al filo conduttore che lega acqua e arte: il Forum prevede la sottoscrizione di una carta d’intenti. Firenze in modo particolare sarà anche teatro di un’esposizione per mettere in rete partner pubblici e privati. Luca Maestripieri, Direttore AICS, ha rilevato come siano ovvie le ragioni dell’interesse dell’agenzia per la cooperazione italiana verso le questioni legate all’acqua, ricordando come non a caso l’acqua sia l’unico elemento dell’Agenda 2030 ad avere due obiettivi dedicati: disponibilità e gestione sostenibile, salvaguardia degli oceani e dei mari. “Tuttavia nessuno degli obiettivi dell’Agenda sembra poter prescindere dall’importanza dell’acqua”, ha sottolineato Maestripieri parlando per esempio dell’obiettivo ‘fame zero’ o di quello dedicato alle città verdi o ancora dell’interconnessione tra scarsità d’acqua, crisi politico-sociali e fenomeni migratori. “In Africa la disponibilità d’acqua e di servizi igienici è ancora molto lontana da standard accettabili soprattutto nelle aree rurali: circa 200 milioni di bambini muoiono ogni anno per il consumo di acqua insalubre e per le cattive condizioni sanitarie che ne derivano”, ha spiegato Maestripieri evidenziando la stima secondo cui, se non si interverrà entro il 2030, almeno il 30% dell’intera popolazione mondiale vivrà in uno stato di crisi idrica. L’intervento specifico di AICS va da quelli propriamente legati alla fruizione di base di risorse idriche in alcuni contesti come quelli dell’area del Mediterraneo o dell’Asia al ripristino di vaste zone aride come quelle dell’Africa Subsahariana per rivitalizzare aree semidesertiche. Nel contesto latino-americano invece l’attenzione è di natura più politica ed è spostata sull’equo utilizzo delle fonti idriche. In generale vi sono al momento un centinaio di progetti attivi sulle questioni inerenti le fonti idriche ed i servizi igienici, mentre un’altra sessantina di progetti riguarda la tutela dei mari. Si sta lavorando per una presenza di AICS già al Forum di Dakar del prossimo anno; proprio in quell’occasione dovrebbero essere presentati due progetti dell’agenzia per la cooperazione italiana: uno sulla resilienza alle siccità in Etiopia e un altro sull’uso dell’acqua in un programma agricolo in Senegal. Stefania Proietti, Sindaco di Assisi, ha ricordato come la città umbra sia da sempre legata all’acqua essendo altresì città sacra, omaggiando così proprio quel San Francesco che chiamò l’acqua “sorella”. Proietti ha evidenziato l’importanza di portare il dialogo interculturale e tra le religioni intorno al tema dell’acqua. “La città di Assisi è ormai abituata ad eventi di caratura internazionale: abbiamo immaginato un percorso che vada dall’antica piazza romana dedicata alla Dea Minerva fino alla Basilica di San Francesco”, ha spiegato il Sindaco ricordando che un altro luogo simbolo degli eventi del Forum sarà l’antico Monte Frumentario. Anche Marina Sereni ha voluto evidenziare il valore simbolico della presenza di Assisi tra le città che ospiteranno il Forum. “Ricordo il messaggio dei leader religiosi alla vigilia della Cop26 incentrato sulla riconversione ecologica dell’economia e sull’idea di un nuovo paradigma economico”, ha sottolineato Sereni. Erasmo D’Angelis, Autorità distrettuale dell’Appennino Centrale, ha ricordato come la Penisola italiana abbia un patrimonio idro-geologico unico raccogliendo nel suo piccolo territorio più o meno ogni forma idrica presente nel pianeta. “Sulle rive dei nostri fiumi sono nate città universali e immortali. Siamo il Paese europeo più ricco di acque, comprendendo il fenomeno delle piogge che offre opportunità ma anche problemi”, ha spiegato D’Angelis illustrando alcuni numeri interessanti. In Italia abbiamo oltre 7400 corsi d’acqua, di cui 1200 circa sono fiumi; abbiamo 347 laghi e 538 dighe multiuso che fanno ormai parte del nostro paesaggio; abbiamo 20mila bacini regionali più piccoli e 1053 falde sotterranee. D’Angelis ha anche ricordato che siamo il Paese che ha inventato le infrastrutture idriche, dagli acquedotti romani in avanti. (Inform)

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