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Fabio Porta: “Proporrò modifiche al provvedimento per l’acquisto della cittadinanza”

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce d’Italia” del 26.7.2014

Il deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione America Meridionale sostiene che esprimere la volontà di voto, durante il rinnovo dei Comites, potrà contribuire a ridurre il pericolo di brogli elettorali

CARACAS – “Sono contrario al nuovo contributo che deve pagare chi desidera acquisire la cittadinanza. Il provvedimento, sul quale sto già lavorando per proporre alcune modifiche, è stato presentato al Senato. Considero 100 euro una cifra più equa e più vicina alle reali condizioni economiche degli italiani nel mondo”. L’on. Fabio Porta, deputato Dem eletto nella nostra circoscrizione, parla spedito. Chissà quante volte ha dovuto affrontare l’argomento; quante, rispondere alle domande dei connazionali all’estero che chiedono ragione di un contributo che castiga le seconde, terze e anche quarte generazioni di italiani in questo spicchio del continente americano.

Quella dell’on. Porta è una visita lampo. Anche così, accetta di conversare con il nostro Giornale. E lo fa al margine dell’incontro che assieme a Eugenio Marino, responsabile dell’Ufficio Italiani nel Mondo del Partito Democratico, ha sostenuto con la nostra Collettività nel Centro Italiano Venezuelano.

Pochi i presenti. Forse per la scelta obbligata dell’ora – le 8 di sera – ora in cui la stragrande maggioranza dei venezuelani, quasi esistesse il coprifuoco, inizia a chiudersi in casa per sfuggire ad una delinquenza dilagante e sempre più violenta -. In cambio, tante, tantissime le domande e tutte assai interessanti. Altrettanto interessanti, acute e sagaci le risposte. Da non tralasciare anche i “comizi”  di chi, approfittando del microfono e anticipando la propria campagna elettorale, più che domande imbastiva “requisitorie” spumeggianti che si sarebbero potute riassumere in poche parole e alle quali sia Marino, sia l’on. Porta hanno dato risposta con argomentazioni puntuali e ben articolate. Tra i presenti esponenti della Collettività, presidenti ed ex presidenti di associazioni e alcuni membri del Comites.

– Insisto – spiega l’on. Porta -, 100 euro sarebbero stati una cifra equa visto anche che, per le cittadinanze acquisite per matrimonio, la tassa è di 200. Sarebbe stato giusta, a mio avviso, stabilire il pagamento della metà per l’acquisto della cittadinanza per Ius Sanguinis. Vedremo se riusciremo a modificarla.

Sostiene che è necessario precisare l’uso che si darà al contributo. A suo avviso, “deve essere destinato a rafforzare la rete consolare”. In questo modo, si introdurrebbe “un principio importante: le comunità italiane all’estero contribuiscono al potenziamento della rete consolare”.

– Le tante critiche strumentali di chi si oppone a modifiche del provvedimento – precisa – hanno per obiettivo diffondere l’idea che gli italiani all’estero si limitano a chiedere. Così, invece, si dimostrerebbe, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, che sono anche capaci di dare. Questo contributo, probabilmente ridotto, probabilmente orientato meglio nelle sue finalità, potrebbe aiutare a introdurre un principio positivo che valorizzerebbe le Collettività all’estero. E’ un principio importante. Se passa questa idea, le grandi comunità non saranno più viste dal Ministero degli Esteri come fonte solo di problemi, ma anche di soluzioni, di incassi e di guadagni. E così, forse, si ricomincerà a destinare risorse alle comunità dopo anni di tagli e a dare loro risposte adeguate.

Archiviato l’argomento “contributo”, passiamo a quello dei “Comites”. Come si voterà? Quali sono le proposte avanzate per ridurre il pericolo di brogli? Sono queste le domande che rivolgiamo all’on. Porta che osserva:

– Innanzitutto non dobbiamo dimenticare che c’è un’inchiesta in corso per fare luce sui brogli avvenuti nel 2008 in Argentina e in Venezuela. L’inchiesta non è chiusa e la Magistratura non si è ancora pronunciata.

– La Giustizia ha i suoi tempi. Purtroppo però ormai il danno è stato fatto ed è impossibile portare indietro le lancette del tempo…

– Quelli della magistratura – stigmatizza  il deputato Dem – sono tempi eccessivamente lunghi. Abbiamo avuto senatori le cui elezioni sono al vaglio della magistratura a causa di accuse di brogli… Ma, anche qualora quelle accuse dovessero essere confermate dai giudici, i senatori in questione avrebbero svolto tranquillamente un mandato.

Spiega che la proposta del Governo si può riassumere nella creazione di una lista di connazionali che esprimono in anticipo la loro volontà di votare.

– In questo modo – precisa –, il plico elettorale non sarebbe spedito a tutti gli aventi diritto al voto ma solo a chi ne fa espressa richiesta. Non si riuscirà a eliminare il 100 per cento dei pericoli di brogli, ma sicuramente si potranno ridurre.

Ammette che era stata formulata “l’ipotesi del voto elettronico ma ci si è resi conto che i tempi per renderlo praticabile non erano sufficientemente rapidi”. In altre parole, si correva il rischio di un ulteriore slittamento della data.

– L’idea di votare per corrispondenza con una lista confezionata in base alla volontà di votare manifestata dal connazionale, mi pare appropriata – conclude l’on. Porta -. Resta il problema, che abbiamo posto al Governo, della comunicazione individuale agli aventi diritto a quest’opzione. Senza un’adeguata comunicazione, rischiamo di fare un buco nell’acqua; di avere, cioè, una partecipazione irrisoria. (Mauro Bafile* – La Voce d’Italia del 26 luglio 2014 /Inform)

* Direttore de La Voce d’Italia

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