ITALIANI ALL’ESTERO
Si è parlato della nuova ripartizione dei seggi del Cgie e della riforma degli organi di rappresentanza. “Abbiamo chiesto al Governo di provare ad elaborare una proposta di ridistribuzione dei seggi più ponderata che tenga conto anche delle comunità degli italo discendenti, del peso geopolitico di alcuni paesi e dei paesi minori”
ROMA – Si è svolto ieri a Roma un incontro informale fra il sottosegretario agli Esteri Mario Giro e i parlamentari della circoscrizione Estero. Durante la riunione si è parlato della nuova ripartizione dei seggi del Cgie e della prossima riforma degli organi di rappresentanza. Per saperne di più sui temi toccati durante l’incontro abbiamo rivolto alcune domande al deputato Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese.
Quali argomenti sono stati affrontanti durante l’incontro con il sottosegretario Giro?
La riunione con il sottosegretario Giro è stata breve perché purtroppo alla Camera avevamo un’importante votazione. Quindi nonostante il sottosegretario abbia avuto la gentilezza di venire in Parlamento non abbiamo avuto il tempo per fare una valutazione approfondita del risultato delle elezioni dei Comites. Ci siamo comunque soffermati sulla questione della nuova ripartizione dei seggi. Esiste ad oggi una ripartizione tecnico – matematica realizzata dal ministero degli Esteri su cui il Cgie uscente, ma anche diversi parlamentari eletti all’estero, hanno effettuato delle osservazioni. Si chiede in pratica che questa ripartizione dei seggi venga fatta in maniera più ponderata, cioè tenendo conto anche delle comunità degli italo discendenti, del peso geopolitico di alcuni paesi e del rispetto per i paesi minori che, in una ridistribuzione prettamente matematica, rischierebbero di rimanere fuori. Abbiamo quindi chiesto al Governo di provare ad elaborare una proposta di ridistribuzione dei seggi un po’ più ponderata. Ovviamente questa proposta sarà vagliata in Parlamento perché poi si dovrà trasformare in un provvedimento di legge. Credo che sia la strada più di buon senso da seguire. Dobbiamo fare in fretta però perché noi vorremmo che a settembre possa insediarsi il nuovo Cgie.
Quali altre tematiche sono state affrontate?
Durante l’incontro si è inoltre parlato di come, dopo l’insediamento del nuovo Cgie, si dovrà, in parallelo con l’esito del processo di riforma costituzionale ed elettorale, cominciare anche a discutere una riforma complessiva di questi organi di rappresentanza che abbiamo appena eletto. E’ quello che avevamo sostenuto io e tanti altri miei colleghi, e cioè che le riforme si dovevano fare dopo aver sanato questa ferita rappresentata dall’assenza di rinnovamento dei Comites e del Cgie che da troppi anni attendevano una nuova elezione.
Anche se l’argomento non è stato approfondito nel corso della riunione, quali valutazioni si sente di esprimere sulle recenti elezioni dei Comites?
Era importante che si votasse. Mi pare che nel complesso ci sia stata una positiva partecipazione dal punto di vista qualitativo, anche se quella quantitativa non è stata forse soddisfacente. Ho comunque visto in alcuni Comites l’ingresso di tanti giovani e tante donne, un fatto che mi sembra positivo. Certo dopo 10 anni di rinvii non ci potevamo aspettare una grande partecipazione numerica al voto. Non bisogna poi dimenticare che il nuovo sistema appena introdotto era complesso perché per la prima volta si prevedeva l’iscrizione preventiva dell’elettore. Inoltre la proroga ad aprile delle elezioni alla fine non ha aiutato. Vi è poi un problema da valutare bene è cioè quello del dato europeo sulla partecipazione che effettivamente è molto basso. Forse in questo caso non vi è solo un problema tecnico o di partecipazione, ma la questione riguarda il tipo di presenza dell’italiano in Europa e dell’italiano fuori dall’Europa. Forse siamo in presenza di due tipologie diverse e rispetto a questa constatazione dobbiamo anche impostare il nuovo Comites ed il nuovo Cgie della futura riforma. (Goffredo Morgia – Inform)