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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Fabio Porta (Pd) sul contributo di 300 euro previsto per la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

Il presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera rilancia il suo disegno di legge sulla finalizzazione al miglioramento dei servizi consolari del contributo, del quale si prevede la riduzione a 100 euro

ROMA – In vista della preparazione da parte del Governo dei provvedimenti che sfoceranno nella prossima legge di stabilità, Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati, torna sul contributo di 300 euro previsto per la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana presentata da cittadini maggiorenni residenti all’estero.

“Senza un’esplicita finalizzazione dei proventi di tale contributo al miglioramento dei servizi consolari e, in particolare, al riassorbimento del pregresso delle pratiche di cittadinanza e alla velocizzazione del loro percorso amministrativo, la misura non è accettabile – afferma Porta, spiegando come egli abbia provato in questi mesi a “rendere esplicito e vincolante tale nesso con diverse iniziative parlamentari – interventi, emendamenti, ordini del giorno – di cui mi sono fatto promotore”, oltre che con contatti con i rappresentanti di Governo.

“In ultimo – segnala – ho presentato un disegno di legge che ha raccolto decine di firme di colleghi parlamentari e che prevede la riassegnazione dei proventi dal Ministero del Tesoro a quello degli Esteri e da quest’ultimo ai consolati che hanno realizzato le percezioni. Lo scopo è quello di poter assumere personale in loco da adibire al miglioramento dei servizi consolari”. Il deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale ritiene in ogni caso “auspicabile che il Governo intervenga anche autonomamente e prima dell’approvazione del disegno di legge, raccogliendo l’iniziale ispirazione della proposta di contributo fatta al Senato, che era stata concepita proprio come una risorsa da destinare ai servizi consolari”. “Ma – precisa – poiché tornare sui propri passi, soprattutto di questi tempi, è una cosa molto faticosa, il disegno di legge sta lì a ricordare che la logica del provvedimento deve essere ancora pienamente esaudita”.

“A proposito del disegno di legge, ho ritenuto di introdurre una modifica non di poco conto rispetto all’emendamento introdotto al Senato dal collega Tonini. Gli approfondimenti e gli scambi di vedute avuti con colleghi e soprattutto con rappresentanti associativi dell’area dell’America meridionale, che meglio conosco, mi hanno indotto a intervenire infatti sulla misura del contributo, proponendone la riduzione da 300 a 100 euro – afferma Porta, spiegando come l’impegno volto a stabilire un importo “più equo ed adeguato” sia dovuto ad almeno due ragioni: “la prima – chiarisce – è fondata su una comparazione con la normativa che prevede la concessione della cittadinanza italiana a stranieri che ne facciano domanda, per la quale è richiesto un contributo inferiore, precisamente di 200 euro; la seconda riguarda il fatto che tale contributo è richiesto a persone che in larga misura vivono all’estero, dove opera un tasso di cambio che produce differenze di valore notevoli”. “In America meridionale, ad esempio, 300 euro al tasso corrente di cambio di molti Paesi rappresentano una quota ragguardevole del reddito di una famiglia. Riflettere, dunque, sulle situazioni reali – avverte l’esponente democratico – è sempre opportuno e, quando si tratti di interessi e diritti che attengono alla persona, addirittura doveroso”.

L’augurio formulato dal presidente del Comitato è dunque che “alla ripresa dei lavori la questione possa ritornare all’attenzione delle forze parlamentari e del Governo e, insieme, giungere al più presto ad una soluzione positiva per quanto riguarda i servizi consolari e giusta per quanto riguarda il rapporto dei cittadini con la pubblica amministrazione”. (Inform)

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