PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
ROMA – “Con il mio intervento in Aula sulla conversione in legge del decreto Ucraina ho voluto ribadire una posizione chiara: l’Italia deve stare senza esitazioni dalla parte dell’aggredito, del diritto internazionale e dell’Europa, non della legge del più forte”, dichiara il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale. “Il decreto che abbiamo discusso – prosegue – tiene insieme tre piani che per me sono inscindibili: la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi e materiali militari a carattere difensivo all’Ucraina, la tutela dei rifugiati ucraini in Italia tramite il rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione speciale, e il rafforzamento delle garanzie per i giornalisti freelance che operano nei teatri di guerra. È un provvedimento che parla di sicurezza, di diritti e di democrazia allo stesso tempo”. Porta sottolinea come il sostegno a Kiev non sia una scelta “militarista”, ma la risposta necessaria a una guerra di aggressione che minaccia la sicurezza europea e l’ordine internazionale: “La Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa e mira a far passare come normale ciò che normale non è: la modifica dei confini con le armi, la cancellazione della sovranità di un popolo, il ricatto energetico e militare. Aiutare l’Ucraina a difendersi significa difendere anche la nostra sicurezza e la credibilità dell’Europa”. Al tempo stesso, il deputato del Partito Democratico richiama la dimensione umanitaria del decreto: “La proroga dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini fino al 4 marzo 2027 è un atto di civiltà e coerenza. Parliamo di famiglie, donne, bambini che hanno trovato in Italia un rifugio sicuro. Offrire loro stabilità e diritti non è una concessione, ma un dovere morale e giuridico, in linea con le decisioni europee e con la nostra Costituzione”. Un passaggio centrale dell’intervento è stato anche quello dedicato alla libertà di stampa: “Le norme a tutela dei giornalisti freelance inviati in aree di conflitto – formazione sulla sicurezza e copertura assicurativa a carico degli editori, con un sostegno pubblico iniziale – rappresentano un passo avanti importante. Senza il lavoro di questi cronisti, spesso precari e poco tutelati, non avremmo immagini e testimonianze fondamentali su ciò che accade in Ucraina e negli altri scenari di crisi. Proteggere chi informa significa difendere il diritto dei cittadini alla verità”. Porta ha concluso il suo intervento auspicando che su questo tema il Governo abbia “meno oscillazioni e più coerenza europeista” e sottolineando la linea scelta del Partito Democratico di pieno sostegno dell’Ucraina.
(Inform)