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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Fabio Porta (Pd) al ministro Padoan: Inserire il Perù nella “White List” e stipulare l’accordo fiscale

ITALIANI ALL’ESTERO

Lettera del presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera per sollecitare il Governo ad inserire il Perù nell’aggiornamento del Decreto che indica i Paesi con i quali è possibile lo scambio di informazioni fiscali

 

ROMA – L’on. Fabio Porta (Pd) ha scritto una lettera al ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan per sollecitare il Governo ad inserire il Perù nel prossimo aggiornamento del Decreto che indica i Paesi con i quali è possibile effettuare lo scambio di informazioni fiscali (“White List”) e a procedere al più presto con la stipula di un accordo bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali. Nella missiva  – inviata anche ai viceministri e ai sottosegretari del Mef – il deputato eletto nella circoscrizione Estero-rip.America Meridionale, nonché presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera dei deputati, evidenzia il fatto che sono più di 30.000 gli italiani che vivono in Perù e sono iscritti all’Aire.

Il Perù – fa osservare Porta – è uno degli Stati dell’America meridionale ove vive una delle più vaste e importanti collettività di nostri connazionali che non è stato ancora  inserito nella cosiddetta “White List” e con il quale l’Italia non ha ancora stipulato una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali. In Perù non solo vivono decine di migliaia di nostri connazionali ma operano centinaia di imprese italiane.

Porta ricorda di aver  presentato recentemente una interrogazione a risposta scritta al MEF e al MAECI per chiedere i motivi di questa – a suo avviso – incomprensibile esclusione e sollecitare l’avvio delle trattative. Il Perù è da tempo impegnato pienamente nella prassi operativa con l’Italia per procedere a scambi di informazioni fiscali in funzione delle regole Ocse. Nonostante ciò il Perù non è ancora incluso nella lista (“White List”) del Decreto 4 settembre 1996, e successivi aggiornamenti, dove vengono elencati periodicamente gli Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni fiscali.

Inoltre Porta ricorda che a causa di questa esclusione i nostri connazionali residenti in Perù, i quali producono reddito in Italia e sono tassati dall’Italia alla fonte, non possono chiedere agevolazioni fiscali, tra cui le detrazioni per carichi di famiglia, sui loro redditi proprio perché risiedono in un Paese dove non è considerato attuabile lo scambio di informazioni fiscali (esclusione dalla cosiddetta “White List”),situazione questa che ha creato – rimarca  – una inammissibile disparità di trattamento con gli emigrati in altri Paesi inseriti o convenzionati.  In aggiunta – rileva Porta – l’assenza di una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali con il Perù non solo crea problemi di potestà impositiva e di doppia tassazione per le numerose collettività di emigrati, lavoratori e pensionati ma può compromettere e limitare anche l’avvio di attività economiche e finanziarie di imprese italiane e peruviane che rischiano un’applicazione incerta o penalizzante di norme che se invece fossero regolate da una convenzione eliminerebbero le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti e contrasterebbero l’elusione e l’evasione fiscale.

Il deputato eletto in America meridionale chiede quindi quali iniziative intende adottare il MEF per accelerare e definire l’iter negoziale finalizzato alla stipula di un accordo contro le doppie imposizioni fiscali tra l’Italia e il Perù e soddisfare così le aspettative e le richieste pressanti di cittadini e imprese al fine di eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio e stimolare così una ripresa dei rapporti economici e finanziari tra i due Paesi.

Nel frattempo, in attesa dell’avvio delle trattative per la stipula di una convenzione, Porta chiede di valutare l’opportunità di inserire il Perù nella “White List” nel prossimo aggiornamento effettuato periodicamente con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che indica il nuovo elenco di Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni con l’Italia. (Inform)

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