CULTURA
COPENAGHEN – Fabio Andina ha vinto del Premio svizzero di letteratura 2025 con il romanzo “Sedici mesi” (Rubbettino editore) . Con lo scrittore ticinese si congratula vivamente l’Ambasciata d’Italia in Danimarca. Fabio Andina è nato a Lugano nel 1972. Laureato in cinema a San Francisco, ora vive a Leontica, nelle Alpi ticinesi. Il suo romanzo La pozza del Felice (Rubbettino Editore) ha ricevuto il Premio Terra Nova della Fondazione Schiller e il Premio letterario Gambrinus. Ha riscosso un grande successo con la traduzione in tedesco Tage mit Felice (Rotpunktverlag), mentre per quella in francese Jours à Leontica (Éditions Zoé) ha ricevuto il Prix du public RTS. Italia, Seconda Guerra Mondiale. “Il 5 marzo 1944 – racconta lo scrittore sul suo sito – , le SS arrestano mio nonno Giuseppe Vaglio a Cremenaga, provincia di Varese, perché aiutava ebrei, partigiani feriti e disertori in fuga dalla ferocia nazifascista a mettersi in salvo in Svizzera attraverso il fiume Tresa. Il 6 luglio 1945, 16 mesi dopo l’arresto e a Guerra conclusa, fa ritorno a casa. Il romanzo narra la storia di mio nonno e di mia nonna durante quei sedici mesi in cui le loro vite vengono separate: lui è spostato da prigione a prigione e infine viene deportato al campo di concentramento di Mauthausen, Austria; lei a casa, con due figli piccoli da crescere in un territorio occupato dal nazifascismo, nell’incertezza e nella miseria. La narrazione prende spunto da fatti realmente esistiti e si concentra sulle faccende quotidiane e sui pensieri dei nonni, lasciando il contesto storico in sottofondo. Entrambi il nonno, prigioniero, e la nonna, in un territorio rurale e discosto dai grandi centri abitati, sono per lo più estranei a quel che sta succedendo attorno a loro in generale e in Europa nello specifico. Le loro vite, un misto di sofferenza, resistenza e fede, arrancano giorno dopo giorno: il nonno con lo scopo di resistere e non soccombere, mentre la nonna con la speranza di vedere suo marito ritornare a casa”.(Inform)