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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Expo Dubai 2020, in Commissione Esteri l’audizione del Commissario generale Paolo Glisenti

SENATO DELLA REPUBBLICA

“La nostra partecipazione è certamente rappresentativa del Made in Italy e della capacità dell’Italia di attirare flussi turistici nuovi e investimenti”

 

ROMA – Si è tenuta presso la Commissione Affari Esteri del Senato l’audizione sul tema Expo Dubai 2020. L’intervento di apertura è stato affidato a Paolo Glisenti, Commissario generale di sezione per l’Italia per l’importante evento che avrà luogo il prossimo anno negli Emirati Arabi. Accompagnato da Lorenzo Totaro, Responsabile della comunicazione, Glisenti ha chiarito cosa dobbiamo aspettarci dalla presenza dell’Italia a Dubai e cosa si muove attorno alla nostra partecipazione, sia in campo economico che diplomatico. Per Glisenti si tratta di un appuntamento tanto importante da richiedere nei prossimi mesi ulteriori incontri, trattandosi di lavori in continuo divenire che richiedono riflessioni comuni. “Questo evento, che è il primo a svolgersi nel mondo arabo, ha caratteristiche che lo rendono radicalmente diverso da quello di Milano 2015, innanzitutto per l’area geografica dei viaggiatori che parteciperanno a questa iniziativa: proverranno infatti dall’India e dalla Cina, più in generale dall’Asia sudorientale, ma anche dall’Africa settentrionale, dal bacino del Mediterraneo, dal Maghreb e da Paesi come Russia, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Germania. Un altro elemento distintivo è l’aspetto generazionale: sarà un Expo che verrà visitato dai millennials e dalla generazione addirittura successiva. In merito a questo aspetto sarà dunque importante scegliere un linguaggio e delle tematiche adatte a questo pubblico”, ha sottolineato Glisenti.

 

Quest’area è infatti destinata a generare il più grande boom demografico del mondo nei prossimo anni e al contempo anche un problema a livello di risorse energetiche ed idriche. “E’ una sfida che abbiamo deciso di affrontare: dovevamo scegliere quale identità dare all’Italia all’interno di Expo Dubai. Bisogna capire quanto il flusso di conoscenze e competenze sia un elemento generatore di valore sociale, economico e culturale: è un tema di grande attualità nella fase della globalizzazione che stiamo vivendo. Quindi l’Expo – ha aggiunto Glisenti – punta a proporre una modalità inclusiva verso lo sviluppo, in un approccio partecipato, informale e costruito su conoscenze e competenze non riconducibile solo ad aspetti e valori nazionali. Questo evento potrebbe dunque cambiare il modello espositivo tale da diventare così meno legato alle identità nazionali e più alle connessioni tra le persone. Il tema prescelto avrà questo titolo: la bellezza unisce le persone”, ha sottolineato Glisenti precisando come che non si tratta di mera bellezza estetica, quanto di capacità da parte dell’Italia di produrre valore nell’integrazione delle competenze e dei territori. “La competenza più importante l’abbiamo individuata nella creatività. Abbiamo presentato un modello d’Italia dialogante, in un approccio inclusivo e di contaminazioni, anche all’interno del nostro stesso Paese. Questa è la premessa per dire che tipo di esposizione universale stiamo affrontando”, ha precisato Glisenti collocando il tutto in una dimensione storica: Expo Dubai 2020 nasce infatti per celebrare l’anno della tolleranza che, per gli Emirati Arabi Uniti, ha un significato importante. Non è passata inosservata la visita del Papa così come non è un caso che il 2020 sia l’anno della celebrazione del Giubileo d’Oro.

 

L’evento avverrà inoltre a ridosso del G20, che si terrà nella prima metà di novembre. “Questo evento si colloca in un percorso diplomatico molto delicato in cui ci sono diversi incontri: l’Expo sarà di fatto al centro di questo percorso. Dobbiamo guardare a tale evento non solo in prospettiva di promozione per l’Italia, ma anche come occasione di connessione diplomatica in un momento così delicato. Abbiamo deciso, con questo spirito, di portare all’Expo quei pezzi d’Italia che meglio rappresentano la capacità di connessione del nostro Paese soprattutto dal punto di vista economico, relazionale e creativo. A tutto questo si legano i temi della sostenibilità, della sicurezza e della salute”, ha evidenziato Glisenti che ha poi spiegato come sarà strutturato il padiglione italiano. “Il padiglione è frutto di un progetto che ha recentemente vinto anche un premio: sarà composto da tre scafi rovesciati, che costituiranno il tetto del padiglione stesso, per dare un senso iconico al nostro modo di comunicare il Mediterraneo. All’interno ci sarà un racconto dell’Italia tra memoria e innovazione, dove l’innovazione sarà legata al tema dello spazio e del mare. Stiamo anche proponendo il primo vertice tra Paesi affacciati sull’Oceano Indiano e Paesi bagnati dal Mediterraneo. Questo vertice porterà a una prima carta di dialogo tra questi Paesi in merito a diversi temi”, ha spiegato Glisenti rimarcando un evento altrettanto importante e incentrato sul dialogo multireligioso che si terrà il 26 novembre del prossimo anno, ossia il Giorno della tolleranza. “Avremo nel nostro padiglione un grande incontro tra mondo islamico e mondo cattolico in termini religiosi e diplomatici. Abbiamo inoltre in programma una serie di eventi sui cambiamenti climatici e sulla sostenibilità: in merito a ciò siamo stati contatti dall’Onu, che vuole affrontare con noi questi temi. Questa Expo è destinata a raccogliere la volontà di molti Paesi verso un collegamento sui grandi dossier di interesse internazionale quali il clima, la sostenibilità, il dialogo interreligioso e interculturale”, ha aggiunto Glisenti menzionando la preparazione di un altro grande evento che porterà nel padiglione italiano un numero importante di esperti e ricercatori che lavorano sulla Via della Seta.

 

“Quindi la nostra partecipazione è certamente rappresentativa del Made in Italy e della capacità dell’Italia di attirare flussi turistici nuovi e investimenti, ma non solo: anche la promozione di incontri e reti di relazioni. La nostra partecipazione non è affatto autorappresentativa dell’Italia ma si attua in una prospettiva di reti di comunicazione: avremo infatti molti eventi anche culturali e artistici di spessore internazionale. Penso che l’Italia goda della reputazione di mediatrice al centro del Mediterraneo: un ruolo da svolgere data l’instabilità dei contesti che ci circondano. L’attenzione che si riversa sull’Italia è molto forte: il padiglione sarà accanto a quello dell’India, degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita e del Giappone, ma anche vicino a quello degli Emirati Arabi Uniti, quindi in un punto cruciale. Gli Expo sono degli acceleratori e sono un elemento strategico di diplomazia internazionale”, ha concluso Paolo Glisenti. (Maria Stella Rombolà/Inform)

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