ASSOCIAZIONI
Una richiesta di Sicilia Mondo al Sottosegretario agli Esteri Mario Giro
CATANIA – Il presidente di Sicilia Mondo, avv. Domenico Azzia, consigliere CGIE, scrive al sottosegretario agli Esteri Mario Giro, ricordando che su direttiva dell’Ambasciatore d’Italia a Londra, Pasquale Terracciano,il Consolato Generale d’Italia a Londra ha concepito un progetto informativo denominato “Primo Approdo”. Progetto che riguarda i numerosi giovani italiani che si trasferiscono in Inghilterra e nel Galles, specialmente a Londra, con l’intento di effettuare una esperienza professionale linguistico-lavorativa oppure alla ricerca di nuove opportunità di impiego rispetto a quelle attualmente offerte dal mercato del lavoro dell’Europa continentale.
“Primo Approdo” fornisce indicazioni generiche di orientamento agli italiani di recente immigrazione, attraverso seminari tematici ospitati nel Consolato Generale d’Italia a Londra. Gli incontri vertono su temi specifici: legale, fiscale, medico, accademico. I giovani connazionali potranno così incontrare esperti italiani del settore che forniranno indicazioni di orientamento ed illustreranno l’esperienza maturata nel proprio ambito professionale. Funzionari del Consolato saranno inoltre a disposizione per eventuali informazioni sui servizi consolari. Per partecipare agli incontri di orientamento, è necessario prenotare utilizzando l’apposito formulario online. La partecipazione è gratuita.
L’iniziativa è accompagnata dalla pubblicazione di un Manuale di orientamento edito dal Consolato Generale d’Italia a Londra, pubblicato online sul sito internet. Il progetto “Primo Approdo” è, quindi, la soluzione più appropriata alle esigenze dei primi contatti nella società ospitante.
Sicilia Mondo si rivolge pertanto al sottosegretario Giro perché voglia esaminare la possibilità di un provvedimento che estenda il progetto “Primo Approdo” ai Consolati delle aree geografiche del mondo dove bussano i nostri giovani connazionali.
Estendere il progetto “Primo Approdo” presso tutti i Consolati, oltre che un fatto concreto alle difficoltà del primo impatto, avrebbe l’effetto – conclude Azzuia – di una iniezione di sicurezza e di fiducia nei confronti dei giovani arrivati, un segnale alle apprensioni dei familiari in Italia, soprattutto la conferma che lo Stato italiano c’è con la sua vicinanza ai giovani, in qualunque parte del mondo si trovino. (Inform)