ESTERI
Visita del ministro in Libano
“Siria, necessario aprire l’accesso agli aiuti umanitari”. “Profughi siriani, in Libano sono un milione”. “Armi chimiche, da Damasco ritardo inaccettabile”. Visita di Bonino al contingente italiano Unifil. Dopo il Libano , tappa del ministro a Gibuti
ROMA – L’instabilità del Libano e la crisi siriana con la conseguente emergenza profughi sono stati i temi al centro della missione in Libano del ministro degli Esteri Emma Bonino e dei suoi incontri istituzionali con il presidente Michel Suleiman, il presidente del Parlamento Nabih Berri, il primo ministro dimissionario Nagib Mikati e il ministro degli Esteri Adnan Mansour.
La crisi siriana ha fatto da sfondo alla visita, e Bonino ha ribadito la necessità di “aprire l’accesso agli aiuti umanitari in alcune zone dove 7 milioni di persone ne sono totalmente prive. “Accoglierne 2-300 in Italia, non risolverebbe il problema – ha aggiunto – La soluzione deve essere politica”.
Anche per contenere il contagio del conflitto siriano in Libano dove, sullo sfondo della lunga crisi politica e dei recenti attentati a Beirut, “l’Italia è interessata a organizzare una conferenza per il rafforzamento delle Forze armate libanesi”, ha ribadito il ministro Bonino dopo l’annuncio fatto nella visita di dicembre dal presidente del Consiglio Enrico Letta. Una prima riunione “tecnico-militare” si terrà entro marzo, mentre tra aprile e maggio la riunione “a livello politico”.
La missione in Libano arriva all’indomani della conferenza a Roma per gli aiuti umanitari in Siria, che vive una crisi ormai “inaccettabile”, ha detto Bonino , ricordando che il Libano ha accolto un milione di profughi siriani, pari a un quarto della popolazione libanese: “Come se in Italia ne arrivassero 15 milioni”, ha spiegato la titolare della Farnesina, che mesi fa ha già visitato un campo profughi in Giordania.
E la Siria preoccupa anche per la questione degli agenti chimici del regime, il cui trasporto da Homs a Latakia “avviene con il contagocce. Lo stesso consiglio esecutivo dell’Opac ha reso molto chiaro che questo ritardo non è più accettabile”, ha affermato il ministro. “Alcuni sostengono che il regime frena, altri che la strada non è sicura: io credo siano tutte e due le cose”, ha sottolineato, riferendo inoltre che il carico di agenti chimici che dovrà transitare a Gioia Tauro “non è ancora partito perché le navi non sono state caricate”.
Emma Bonino ha quindi concluso la sua visita in Libano con una visita al contingente italiano dell’Unifil, nel sud del Paese, di cui l’Italia si offre di guidare fino al 2015 la missione di interposizione tra Libano e Israele, comandata dal generale Paolo Serra, anche per il “riconoscimento generale di aver bene operato e ben meritato”.
Dopo il Libano, il ministro Bonino sarà a Gibuti per partecipare alla Conferenza “Una regione senza Mgf”, contro ogni forma di mutilazione genitale femminile, una delle campagne che l’ha vista sempre in prima fila, da giovane attivista dei diritti umani e poi nelle aule di Bruxelles, come parlamentare e commissario, e ora da titolare della Farnesina.(Inform)