POLITICA INTERNAZIONALE
L’intervista a Radio1 del ministro degli Esteri Emma Bonino
Si è parlato della crisi siriana, dell’Iran , dell’Egitto e dei due soldati italiani prigionieri in India
ROMA – In un’intervista rilasciata a Radio 1 il ministro degli Esteri Emma Bonino si è in primo luogo soffermata sulla difficile situazione della Siria. Il ministro ha evidenziato l’esigenza di affrontare al più presto la questione umanitaria connessa al conflitto siriano. Un problema che ormai coinvolge milioni di persone e tutti i paesi confinanti . “ Per questo motivo – ha spiegato la Bonino – l’Italia ha accettato la proposta delle Nazioni Unite di realizzare per lunedì prossimo una riunione a livello politico sulla questione della violazione del diritto umanitario da parte del regime e di altre forze belligeranti” . Dopo aver sottolineato che l’allontanamento del presidente siriano Assad non può rappresentare una pregiudiziale per l’avvio di un dialogo di pace, la Bonino ha evidenziato la necessità di mantenere sia una cauta apertura verso l’Iran, dove è in atto una partita politica fra una società fatta da giovani e la potente pressione degli ultraconservatori, sia un dialogo critico verso l’Egitto, dove la lotta antiterrorismo messa in piedi dal regime non può violare i diritti umani essenziali.
Per quanto riguarda invece i due Marò tenuti prigionieri in India il ministro degli Esteri ha ricordato come il nuovo ricorso dell’Italia alla Corte Suprema indiana abbia finalmente consentito di fissare il termine del 3 febbraio per la presentazione di un capo di imputazione specifico contro i nostri due militari. Un eccessivo ritardo nella formulazione dei capi di accusa che, per la Bonino, ha evidenziato in questo dossier “l’inaffidabilità del regime indiano” ed ha favorito l’attivazione della solidarietà da parte dell’Unione Europea , manifestata concretamente durante l’incontro della nostra delegazione parlamentare con il rappresentante dell’Ue a Delhi. “Io credo che su questo punto – ha concluso la Bonino sia molto importante un’unità italiana, lasciamo per dopo l’analisi di quanto è successo. Per ora tutto il Paese, e la delegazione parlamentare ha voluto dimostrare questo, è teso ad affermare la dignità e lo stato di diritto per il caso dei nostri due Marò”. (Inform)