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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emigrati piemontesi affermati nel lavoro, nelle professioni e nel sociale: Veridiana Victoria Rossetti (Brasile)

ASSOCIAZIONI
Da “Piemontesi nel Mondo”. marzo 2013
Emigrati piemontesi affermati nel lavoro, nelle professioni e nel sociale: Veridiana Victoria Rossetti (Brasile)

TORINO – Da questo numero vogliamo ricordare i piemontesi, che in ogni parte del mondo, si sono distinti per le loro eccellenze professionali ed umane. Ci pare importante percorrere l’emigrazione piemontese attraverso le loro figure straordinarie, senza nulla togliere a quelli che nel silenzio e nell’ombra hanno onorato il nome del Piemonte.

Iniziamo il nostro viaggio partendo dal Brasile perché questo enorme Paese sarà sede di due avvenimenti importanti, a livello mondiale: i Campionati del Mondo di Calcio e le Olimpiadi. Ed ecco un breve profilo, uno per ogni numero, di nostri corregionali che sono diventate figure fondamentali per l’economia e la storia di questo Paese.

Incominciamo da. Di origini piemontesi, nacque a Santa Cruz das Palmeiras , 15 ottobre del 1910 e si spense a San Paolo, il 26 dicembre del 2010 ed è stata la più importante agronoma brasiliana nonché la prima donna in Brasile, laureatasi in Ingegneria Agraria, a percorrere una brillante carriera sia in campo lavorativo che nella vita privata, ricevendo numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Victoria Rossetti, era il nome con il quale si firmava ed amava farsi chiamare, fu una ricercatrice di grande valore e divenne Direttrice della Divisione di Patologia Vegetale dell’Istituto di Biologia nominata, per la sua attività “Persona Emerita dello Stato Brasiliano dal Governo di San Paolo”.

Primo ingegnere agronomo formatasi all’ESALQ nel 1937 con una ricerca focalizzata sulle patologie delle piante di agrumi proseguita presso il Biologic Institute iniziata nel 1940. La sua carriera è costellata da grandi successi: iniziò le sue ricerche sotto la guida del dott. Agesilao Bitancourt, sviluppando studi sull’isolamento dei funghi del genere Phytophthora cioè i funghi “gommosi” degli agrumi. Dal 1947, causa un’epidemia di agrumeti, ritornò a sviluppare le sue ricerche soprattutto studiando gli innesti sulle piante per renderle resistenti alle malattie che ne causavano la morte.

Si specializzò negli USA, presso la University of North Carolina nel 1947, l’Università della California a Berkeley nel 1951-52 (con una borsa di studio della Fondazione Guggenheim), in studi sulla fisiologia di Phycomycete e divenne particolarmente competente sui funghi del genere Phytophthora, con il professor J. Zentmyer, Riverside. In quegli anni entrò a far parte della Commissione Internazionale di Phytophthora ediniziò a scrivere pubblicazioni in merito ai suoi studi che furono divulgate sia in Brasile che all’estero.

Su invito del governo francese e dell’ INRA – Institut National de la Recherche Agronomique, partecipò ad un vasto programma di collaborazione scientifica con questo Centro di Ricerca lavorandovi nel 1961, con il dott. Joseph M. Bové, sempre su studi concernenti le malattie delle piante d’agrumi.

Specializzatasi sulle tecniche diagnostiche per l’innesto dei trasmettitori di virus per riuscire a implementare nuovi impianti di agrumeti sani, da realizzarsi nello Stato di San Paolo, costituì un gruppo di lavoro con altri ricercatori tra i quali Agesilao Bitancourt, Sylvio Moreira, Álvaro Santos Rodriguez Costa e Ody.

Nel 1957 divenne Dirigente della sezione di Patologia Generale dell’Istituto di Biologia poi nel 1968, Direttore della Divisione di Patologia Vegetale nel 1968 carica che mantenne sino al pensionamento nel 1987. Anche dopo la pensione ha continuato la sua ricerca presso l’Istituto Biologico sempre in stretto contatto e con la collaborazione di colleghi brasiliani ed esteri con i quali ha scritto e pubblicato numerosi volumi.

Durante la sua vita ha partecipato a diversi comitati scientifici e tecnici, nazionali ed internazionali e Presidente IOCV (Organizzazione Internazionale di virologi Citrus) dal 1963 al 1966 ; fu in Italia nel 1966 per la IV Conferenza Internazionale.

È stata presidente del Comitato permanente della lotta al cancro degli agrumi, tra il 1975 e il

1977 ed ha partecipato a diverse commissioni presso la FAO a Roma. Ha pubblicato più di 300 testi sull’agronomia ed ha ricoperto cariche in commissioni agronome specialistiche in tutto il mondo rendendo la sua figura una delle pietre miliari dell’economia mondiale. (Paola Taraglio – Piemontesi nel Mondo /Inform)

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