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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emergenza Covid, l’audizione il Ministro per gli Affari Europei Amendola sul Consiglio europeo del 23 aprile

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

 

Il rappresentante del Governo risponde ai quesiti posti dai deputati e senatori

 

ROMA – “Nel Consiglio europeo del 23 aprile, senza precedenti, c’è stato un segnale di consolidamento nella risposta comune alla crisi. Mi riferisco all’approccio solidale con il Recovery Fund e le tre reti di protezione: Fondo Bei , Piano Sure e Pandemic Crisis Support; ma anche alla prospettiva comune per l’per avvio della fase 2 e l’adozione di una tabella di marcia comune per una ripresa europa più sostenibile ed equa”. Lo ha detto il Ministro per gli affari europei, Vincenzo Amendola, intervenendo davanti alle Commissioni congiunte Affari Esteri e Politiche dell’Unione Europea di Camera e Senato,  per riferire sulle risposte Ue all’emergenza Covid-19 dopo il Consiglio europeo del 23 aprile. Il Ministro ha invitato tutti al pragmatismo e alla ricerca del giusto compromesso. “I risultati del Consiglio europeo del 23 aprile sono stati preceduti dalla Commissione europea e da contatti con Bce e Bei. Un risultato importante è nella deroga al patto di stabilità, così come nella maggiore flessibilità per gli aiuti di Stato”, ha aggiunto Amendola evidenziando la prospettiva di un programma di acquisto straordinario di titoli o bond con capacità d’intervento prevista per oltre 1ooo miliardi di euro.

Lo spettro della recessione in Europa c’è, forse anche peggiore di quella del 2008: lo stesso Def dice altrettanto per quanto riguarda l’Italia. Per fronteggiare questa situazione occorre una politica fiscale comune. “Già nel Consiglio europeo del 26 marzo ci siamo opposti a soluzioni al ribasso, per dare concretezza all’ipotesi di un Recovery Fund insieme ad altri 8 Stati membri: quindi misure più ambiziose e uno strumento di debito comune a lunga scadenza”, ha riferito il Ministro ricordando come il Parlamento europeo, nella sessione del 16 e 17 aprile, abbia posto in essere la valutazione di un massiccio pacchetto d’investimenti e l’istituzione di un fondo di solidarietà. A questo, il 23 aprile è stata aggiunta la cosiddetta Recovery Initiative. Vanno ricordati anche il Fondo panaeuropeo da 200 miliardi per le imprese e il già menzionato Piano Sure per il contrasto alla disoccupazione, con l’emissione di titoli di debito fino a 100 miliardi di euro.

Si è infine parlato dell’ormai noto Mes. “La nostra è sempre stata una posizione ferma per dire no a uno strumento pensato nel 2012 per crisi asimmetriche; diverso è parlare di una linea di credito concordata dall’Eurogruppo che abbia come unico requisito l’impegno ad usare il finanziamento per il settore sanitario, in maniera diretta o indiretta: quindi con la coerenza di spese per obiettivi sanitari”, ha precisato Amendola plaudendo alla Commissione europea per essere andata già oltre i limiti autoimposti dal bilancio europeo in tempi ordinari. Nell’eccezionalità della situazione, il metodo di allocazione dei fondi tenga conto della crisi senza pressione sulle finanze pubbliche dei Paesi membri.”, ha evidenziato il Ministro auspicando la massima flessibilità. Per avere notizie più certe bisognerà tuttavia attendere il quadro finanziario generale previsto per metà maggio; le tre reti di protezione invece saranno soggette a valutazione da parte del Parlamento nazionale. “Il mese di maggio sarà molto impegnativo anche per il nostro Parlamento, in vista del negoziato del Consiglio europeo previsto per giugno”, ha concluso Amendola rispondendo poi ad alcuni quesiti posti da esponenti di maggioranza ed opposizione.

Tra le domande più ricorrenti il chiarimento su cosa debba intendersi per spese collegate in modo diretto o indiretto alla pandemia; quali tempi per l’efficacia del Recovery Fund perché, se fossero tempi troppo lunghi, si rischierebbe l’inefficacia. Gli strumenti europei arriveranno non prima dell’estate o forse anche nel 2021? Bene la sospensione dei vincoli al patto di stabilità e dei vincoli per gli aiuti di Stato: misure più efficaci in un mix tra tutti quelli proposti? Infine, quale natura giuridica avrà il Mes per quanto riguarda la condizionalità sull’uso dei fondi? Il Ministro Amendola ha ricordato come si sia usciti dal Consiglio europeo del 23 aprile con uno statement che parlava di Recovery Fund, con l’Italia che ha contribuito diplomaticamente in questo periodo nell’affermare la  necessità di strumenti nuovi, in un momento senza precedenti. Ora il mandato spetterà alla Commissione, a metà maggio, per formulare una proposta di bilancio e un fondo per la ripresa, poi il passaggio al Consiglio di giugno per validare questi strumenti, cercando di inserire anche un rilancio del turismo. Sul ricorso allo strumento dell’addebito, Amendola ha precisato come questa sia la dimostrazione di come ciò fosse possibile anche in altre occasioni, in virtù dell’art. 132 del Trattato. Sulla finestra per la restituzione degli aiuti da parte delle imprese o degli enti locali, il Ministro ha rimandato il tutto alle norme fiscali anche per gli aiuti di Stato. Sulla questione della non condizionalità del Mes, il Ministro ha ricordato come in passato ci sia stato già un precedente in tal senso, rappresentato dalla Spagna per il salvataggio delle banche. Ma sulle specifiche giuridiche di questa linea di credito Amendola è stato cauto: “lo vedremo in dettaglio nel negoziato, si tratta comunque di una linea con tassi inferiori a quelli di mercato e, quando avremo i regolamenti, il Parlamento dovrà necessariamente votare”.  Sul dumping fiscale, Amendola ha infine precisato come in Europa difficilmente ci sarà un momento preciso in cui si tornerà a rispettare tutti insieme i parametri e allo stesso modo: “un lavoro sulle regole che ci tengono insieme sarà a quel punto necessario”. (Inform)

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