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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emergenza Covid-19, nuova informativa del Premier Conte nell’Aula di Montecitorio

CAMERA DEI DEPUTATI

“Stiamo affrontando un’emergenza che non ha precedenti nella nostra storia repubblicana, che sta mettendo a dura prova tutte le democrazie avanzate che sono state per buona parte colpite da questa pandemia”

ROMA – Il Premier Giuseppe Conte è tornato, dopo nove giorni dall’ultima informativa, a riferire in Parlamento sulle iniziative assunte dal Governo in vista della ripresa delle attività, in particolare economiche. “Stiamo affrontando un’emergenza, lo abbiamo già detto, che non ha precedenti nella nostra storia repubblicana, che sta mettendo a dura prova tutte le democrazie avanzate che sono state per buona parte colpite da questa pandemia. Siamo costretti a riconsiderare modelli di vita, le nostre ordinarie relazioni, a rimeditare anche i nostri valori, a ripensare il nostro modello di sviluppo, a programmare un rilancio del nostro sistema di vita economica, sociale, in tutte le sue dimensioni. Sono giorni anche in cui è vivace il dibattito, anche critico, sulle decisioni assunte, sugli strumenti normativi con i quali queste decisioni sono state assunte, finanche sulle modalità con cui queste decisioni sono state comunicate”, ha esordito Conte con una premessa: “il Governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata, né tanto meno solitaria”.

“Le misure sin qui adoperate – ha spiegato il Presidente del Consiglio – sono il frutto di un’attenta considerazione di tutti i valori coinvolti, di un accurato bilanciamento di tutti gli interessi, buona parte dei quali di rango costituzionale. Tutte le misure inoltre sono state adottate all’esito di un’interlocuzione ampia, condivisa con gli altri membri del Governo, ma anche con i capi delegazione che rappresentano le forze politiche di maggioranza, con le parti sociali e con i rappresentanti degli enti territoriali, più volte riuniti anche in una cabina di regia che ha coinvolto Regioni, Province, Comuni; una cabina di regia a cui io stesso ho preso parte insieme al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia. Anche il Parlamento è stato costantemente e doverosamente informato, tanto più nei passaggi più delicati, come dimostra la mia presenza, ma anche quella di vari Ministri, alla Camera e al Senato, in questa e in varie altre occasioni”, ha aggiunto Conte sottolineando come sin dall’inizio il Governo abbia adottato un indirizzo, di metodo e di merito, che prevede il costante confronto con gli esperti del comitato tecnico-scientifico.

Conte ha quindi invitato alla prudenza sulla base dei dati scientifici relativi al contagio. “Se questo tasso tornasse anche solo a un livello di poco superiore a 1, come sottolinea il Comitato tecnico-scientifico, si saturerebbe l’attuale numero di terapie intensive, di circa 9 mila posti letto, entro la fine dell’anno. Bisogna considerare, però, che non tutte le attuali postazioni di terapie intensive potranno essere utilizzate per il Covid-19: dovranno essere dedicate anche ad altre patologie. Questo significa che satureremmo in pochi mesi la disponibilità di posti in terapia intensiva. L’impatto sul nostro sistema sanitario sarebbe notevole e ciò determinerebbe, con ogni probabilità, la necessità di invertire la tendenza alla riapertura delle attività, producendo conseguenze economiche ancora peggiori rispetto a quelle che stiamo sperimentando. Ne consegue che il principio di precauzione, accreditato a livello scientifico e a livello giuridico, deve guidarci anche in questa fase. Per i luoghi di lavoro, con i 4 milioni e mezzo di persone che torneranno a lavorare e che si aggiungono a quelle che già stanno lavorando, avremo quindi sicuramente la possibilità di ulteriori occasioni di contagio”, ha aggiunto Conte cauto anche sulla scuola dove si sta puntando ad un effetto contenitivo massimo, tramite la didattica a distanza.

“La data del 4 maggio segna, quindi, l’inizio di quella che ormai è nota come fase due, un graduale, progressivo ritorno allo svolgimento delle attività produttive e anche commerciali. È un primo passo fondamentale e necessario per tanti cittadini, per le famiglie, per i lavoratori, per gli imprenditori, affinché tutto il Paese possa incamminarsi sulla strada della riconquista di una vita quanto più normale e serena, tenendo sempre bene a mente che questa nuova fase sarà una fase di convivenza con il virus e non, purtroppo, come qualcuno forse si era illuso, di liberazione dal virus. Siamo ancora dentro la pandemia, non ne siamo usciti: bisogna dirlo chiaro anche ai cittadini. Il nostro Paese ha combattuto duramente, compiendo enormi sacrifici per contrastare l’avanzata del virus. Sin dalla scoperta del primo focolaio abbiamo via via dovuto affrontare il dolore per la perdita di più di 27 mila nostri cari, con una tendenza incrementale che sta manifestando i primi segnali di inversione solo in questi ultimi giorni grazie alle rigide misure di contenimento sin qui adottate”, ha ammonito Conte sottolineando come ad oggi ci siano in Italia ancora 105 mila casi positivi accertati e quindi come la graduale riapertura delle attività produttive richieda, nei prossimi giorni, un attento monitoraggio degli andamenti epidemiologici in base a tre fattori: il controllo giornaliero dell’andamento dell’epidemia, con il potenziamento della disponibilità anche dei test; la verifica del grado di saturazione del sistema ospedaliero, non soltanto con riferimento alle terapie intensive ma anche ai posti letto dedicati al Covid-19; la disponibilità di dispositivi di protezione individuale, gel e materiali di protezione. Sulla questione dell’applicazione per dispositivi mobili, il Premier è tornato a precisare che essa non raccoglierà nessun dato di geolocalizzazione degli utenti: l’applicazione potrà essere scaricata gratuitamente, volontariamente, ed utilizzerà codici che non permetteranno di risalire all’identità dell’utente.

“Nel mese di maggio procederemo ad effettuare 150 mila test sierologici, partiremo da questi: quindi verrà selezionato un campione di cittadini corrispondente a questo numero, selezionato dall’Istat, il che ci consentirà di avere un quadro più chiaro sul reale impatto del Covid-19 nel nostro Paese. Il complesso di queste iniziative ci consentirà di disporre di un patrimonio informativo ben più ampio, in modo da valutare ancora più efficacemente la diffusione dell’epidemia. Dovremo essere pronti, se e laddove necessario, ad intervenire con misure tempestive nelle zone in cui si dovesse verificare una particolare crescita dei contagi, puntando a bloccarne l’avanzata in tempo utile ed eventualmente adottando anche nuove misure restrittive, ma mirate, geograficamente ben circoscritte”, ha spiegato Conte. “Con il Dpcm del 26 aprile abbiamo assunto essenzialmente questa importante decisione, quindi: riavviare in sicurezza il nostro sistema produttivo ed economico. In presenza di un quadro epidemiologico ancora critico non è stata una scelta timida, tutt’altro: questa scelta da sola mobiliterà 4 milioni e mezzo di italiani, che torneranno a spostarsi con autobus, metro, treni, auto per recarsi sul posto di lavoro; sarà un test di fondamentale importanza per accertare la solidità, la tenuta del sistema. Per quanto riguarda la mobilità delle persone, dal 4 maggio ci si potrà muovere all’interno della propria Regione, oltre che per motivi di lavoro, salute, necessità, anche per andare a trovare i propri cari. Si potrà fare attività sportiva, attività motoria non più solo nei pressi della propria abitazione, purché evitando assembramenti e mantenendo la distanza di sicurezza. Gli atleti di sport individuali di interesse nazionale potranno tornare ad allenarsi a porte chiuse. Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere oltre la soglia critica prudenzialmente individuata, allenteremo ulteriormente le misure, assicurando la riapertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona, certamente nel rispetto delle regole di distanziamento sociale con le quali convivremo ancora per un certo periodo di tempo”, ha precisato il Premier.

Sul Def 2020, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 aprile scorso, Conte ha spiegato come il testo “aggiorni il quadro macroeconomico del Paese alla luce dell’impatto del Covid-19 sulle attività economiche e dà la misura della gravità dello scenario che abbiamo di fronte”. È una previsione che sconta, al momento, una caduta del PIL di oltre il 15% nel primo semestre e che tiene conto di una possibilità di rimbalzo nella seconda metà dell’anno, seguita da una crescita del PIL del 4,7%, prevista per il 2021. “Il Def stima, inoltre, uno scenario di rischio ulteriore, che non possiamo escludere, in cui l’andamento e la durata dell’epidemia sarebbero più persistenti, portando a una contrazione del PIL fino al 10,6% del 2020 e una ripresa più debole nel 2021, pari al 2,3%, quindi con maggiori e più pesanti aggravi per la finanza pubblica. Di fronte a questa difficile situazione, il Governo ha varato una serie di misure volte a limitare le conseguenze economiche e sociali della chiusura delle attività produttive e del crollo non solo della domanda interna, ma anche mondiale, nonché anche a potenziare la capacità del Sistema sanitario nazionale e a garantire flussi di liquidità aggiuntiva e garantita per tutto il mondo produttivo. Tali misure sono state inserite nei decreti legge cosiddetti Cura Italia e Liquidità”, ha concluso Conte. (Inform)

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