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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emergenza Covid- 19: misure politiche ed economiche per la fase due, intervento del Premier Conte nell’aula di Montecitorio

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – E’ intervenuto alla Camera il Premier Giuseppe Conte per spiegare le linee che il Governo sta perseguendo allo scopo di riavviare il motore economico e produttivo del Paese, dopo aver superato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. “Siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è una sfida ancora più difficile, certamente non meno insidiosa, di quella che abbiamo affrontato all’inizio dell’emergenza quando siamo stati costretti a limitare il più possibile gli spostamenti, ad imporre il distanziamento sociale ed a sospendere ogni attività che contemplasse il contatto. Gli italiani hanno pienamente compreso il rischio rappresentato da questo virus insidioso, sconosciuto, e hanno condiviso il grande sforzo collettivo realizzato per contenerlo e mitigarlo: le misure, salvo limitate eccezioni prontamente sanzionate, sono state ovunque rispettate con disciplina e con consapevolezza”, ha esordito Conte. “Se oggi possiamo constatare che il peggio è alle nostre spalle lo dobbiamo ai nostri cittadini, ai sacrifici che hanno compiuto in queste settimane, durante le quali è stato loro chiesto di modificare profondamente le loro abitudini di vita. Forse non tutti avrebbero allora assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione. Tuttavia, dopo tre mesi esatti dal primo caso registrato all’ospedale di Codogno, possiamo affermare in coscienza di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare il diffondersi dell’epidemia sull’intero territorio nazionale. Con la stessa determinazione ritengo oggi possibile, anzi doveroso, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità”.

 “Abbiamo predisposto un accurato piano nazionale di monitoraggio che ci consente, sulla base delle informazioni quotidiane che sono tenute a trasmetterci le Regioni, di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica, fondato sull’incrocio di una nutrita serie di parametri. È un piano che ci permetterà di intervenire, se necessario, con misure restrittive nel caso in cui, in luoghi specifici, dovessero generarsi nuovi focolai. Siamo consapevoli che l’avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l’aumento della curva del contagio; è un rischio, però, che abbiamo calcolato e che terremo sotto osservazione. Dobbiamo accettare questo rischio, non possiamo fermarci in attesa di un vaccino, altrimenti non saremo mai nelle condizioni di ripartire. Lo scorso 16 maggio abbiamo pertanto adottato il decreto-legge n. 33, che limita le restrizioni alla circolazione esclusivamente agli spostamenti fra le Regioni e all’interno dello Stato, cosa che sarà valida solo fino al prossimo 2 giugno. Restano, evidentemente, confermate le misure limitative per le persone positive al virus e per quelle che hanno avuto contatti stretti con positivi”, ha rilevato Conte parlando anche del Dpcm dello scorso 17 maggio. “Il provvedimento è stato definito all’esito di un’interlocuzione serrata, costante con le Regioni e gli altri enti locali, che ringrazio per l’impegno profuso e per la collaborazione dimostrata. Esso contiene disposizioni specifiche per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e sociali, nonché dettagliati protocolli di settore definiti con il supporto del Comitato tecnico-scientifico e il contributo determinante dell’Inail, di cui sottolineo in questa sede la professionalità e l’impegno”, ha evidenziato il Premier ricordando che, per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio e le attività di ristorazione, la riapertura è stata fissata allo scorso 18 maggio; allo stesso modo, nel rispetto dei relativi protocolli, sono state riaperte le attività inerenti ai servizi di cura alla persona e gli stabilimenti balneari. Dal 25 maggio, riapriranno le palestre e le piscine; dal 3 giugno, sarà possibile, per i cittadini dell’Unione europea, fare ingresso in Italia senza obbligo di quarantena; dal 15 giugno, riapriranno cinema, teatri, centri estivi per l’infanzia.

Sul fronte dei test, che come ha ribadito Conte rappresentano il primo pilastro, si stanno potenziando i controlli tramite i test molecolari, quelli sierologici, utili anche al fine di mappare la diffusione del contagio all’interno del Paese. In Italia sono stati fatti, sin qui, oltre 3 milioni di tamponi: “essi collocano il nostro Paese al primo posto per numeri di tampone per abitanti poiché si tratta di circa 5 mila tamponi ogni 100 mila abitanti”. Per quanto riguarda i test sierologici, nello specifico, il 25 maggio partiranno test gratuiti su un campione di 150 mila cittadini per esclusive finalità di ricerca scientifica. Per effettuarli sono stati mobilitati 550 volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento. Il secondo pilastro della strategia di controllo del virus è il contact tracing: il Governo, con il decreto-legge n. 28, ha introdotto una disciplina per realizzare l’app “Immuni”, in modo da garantire il pieno rispetto della privacy, della sicurezza dei cittadini, oltre che la tutela dell’interesse nazionale. Per le necessarie attività – legate alla distribuzione, all’installazione e alla gestione dell’app – sono state interessate società pubbliche interamente partecipate dallo Stato, ossia PagoPA e Sogei, con le quali sono state stipulate convenzioni a titolo gratuito. “Nei prossimi giorni, partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione e ricordo che il codice sorgente aperto potrà essere conosciuto da chiunque. Nei prossimi giorni, i dati verranno impiegati solo per tracciare la diffusione del virus e cancellati non appena terminerà l’emergenza”, ha garantito il Premier soffermandosi quindi proprio sul dettaglio che maggiormente ha destato critiche: quello appunto legato alla privacy e alla gestione dei dati. Il terzo pilastro, quello relativo al trattamento dei pazienti, si fonda su un costante incremento della capacità ricettiva del nostro sistema sanitario. “I posti letto in terapia intensiva sono pari a 7.864: abbiamo avuto un incremento del 52% rispetto all’inizio dell’emergenza. Al contempo, i posti letto nei reparti di malattie infettive-pneumologia sono pari a 28.299: qui l’incremento è ancora più significativo, pari al 334%. In prospettiva, grazie anche al decreto rilancio e a uno stanziamento pari a 3 miliardi e 200 milioni di euro per la sanità, potremo rendere stabile l’incremento di 3.500 posti letto in terapia intensiva disposto per far fronte all’emergenza e riqualificare 4.225 posti letto di area semi-intensiva, che saranno fruibili sia in regime ordinario sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure, il 50% dei quali dovrà essere immediatamente convertibile in posti letto di terapia intensiva”, ha spiegato Conte evidenziando quindi come in caso di un’ipotetica ricaduta epidemiologica il sistema sanitario sia già pronto a entrare subito in funzione a pieno regime.

Con il decreto-legge rilancio il Governo ha proseguito l’azione di sostegno all’economia, avviata dai decreti Cura Italia e liquidità, ma anche compiuto un passo in più, ponendo le basi per una ripartenza economica del Paese. “Il provvedimento stanzia 55 miliardi di euro misurati in termini di indebitamento netto, che vale 155 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare. Accanto alla necessaria prosecuzione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese, abbiamo voluto concentrare risorse significative nei settori di maggiore interesse strategico per la crescita futura. Fra i principali, vorrei ricordare la scuola, l’università e la ricerca, la sanità, il turismo, il settore edilizio. Un primo capitolo del decreto, che vale 5 miliardi di euro, riguarda gli interventi di potenziamento a beneficio del sistema sanitario, nonché interventi in favore delle Forze dell’ordine e della Protezione civile. Un altro corposo capitolo – ha aggiunto Conte – riguarda le misure a beneficio dei lavoratori: vengono stanziati 25 miliardi di euro al fine di estendere, anche per i prossimi mesi, gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, i sussidi di disoccupazione e le indennità per i lavoratori autonomi. Oltre a stanziare le risorse necessarie a questo scopo, il Governo ha introdotto anche una drastica semplificazione delle procedure di erogazione di questi strumenti. Nelle scorse settimane i complessi meccanismi burocratici, legati, in particolare, alla cassa integrazione in deroga, hanno rallentato l’erogazione delle risorse, con tempi non adeguati alla profondità dell’emergenza che stiamo vivendo. Ed è per questo che il decreto introduce una procedura semplificata tramite la quale l’Inps potrà anticipare il 40% delle prestazioni all’atto della domanda da parte delle imprese, senza passare per l’invio delle domande da parte delle Regioni”, ha illustrato il Premier ricordando anche l’istituzione del reddito di emergenza che sarà erogato in due quote, di entità variabile da 400 a 800 euro mensili, a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare. Conte ha altresì menzionato la non meno importante norma di contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro sommerso, soprattutto nel settore agricolo, voluto dal Ministro Bellanova.

Il secondo ambito di intervento del decreto è relativo alle misure di sostegno alle imprese, un capitolo che mobilita circa 15 miliardi di euro in termini di maggiore disavanzo attraverso aiuti a fondo perduto, sgravi fiscali e un ampio ventaglio di incentivi volti a sostenere la riapertura in sicurezza delle attività economiche. “Per le imprese e per i professionisti che hanno conseguito nel 2019 un fatturato inferiore a 5 milioni di euro e che nel mese di aprile 2020 abbiano subito un calo del fatturato dei corrispettivi di almeno due terzi rispetto al mese di aprile 2019 prevediamo contributi a fondo perduto. Fra le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese viene disposta l’esenzione dal versamento del saldo Irap dovuto per il 2019 e anche l’acconto Irap dovuto nel 2020 per le imprese con ricavi inferiori a 250 milioni di euro. È una misura che trattiene all’interno delle imprese 4 miliardi di liquidità, a beneficio di oltre 2 milioni di aziende. Al contempo, vengono prorogati dal 30 giugno al 16 settembre i termini per i versamenti di imposte e contributi, che, ricordo, erano stati già sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio. Sono previsti anche crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, per la loro sanificazione, per il rimborso degli affitti commerciali nei mesi di marzo, aprile, maggio, nonché un potenziamento del vigente credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo nel Mezzogiorno. A beneficio di alberghi, pensioni, stabilimenti balneari viene, poi, abolito il versamento della prima rata dell’Imu, in scadenza il 16 giugno, e, per fornire anche un aiuto concreto a tutte le attività economiche, il decreto dispone una riduzione del costo delle bollette elettriche per i mesi di maggio, giugno e luglio di quest’anno”, ha spiegato Conte sottolineando l’attenzione del decreto per le piccole e medie imprese con un fondo affidato a Invitalia. “Oltre al già citato taglio dell’Imu a beneficio di alberghi e stabilimenti balneari, mettiamo in campo un bonus vacanze per incentivare la domanda, che verrà riconosciuto alle famiglie con un Isee non superiore a 40 mila euro e che sarà spendibile in ambito nazionale presso strutture recettizie. Interveniamo anche con misure strutturali per sostenere il settore, come la creazione di un fondo turismo dotato di 50 milioni di euro per il 2020, di un fondo per la promozione del turismo in Italia con la dotazione di 30 milioni di euro, e un ulteriore fondo, dotato di 50 milioni di euro, per aiutare le imprese ricettive e gli stabilimenti balneari a sostenere spese di sanificazione e di adeguamento delle misure di contenimento del virus”, ha evidenziato il Premier.

All’interno del decreto, poi, vi sono misure in favore delle famiglie, particolarmente di quelle con i figli su cui hanno inciso profondamente la chiusura prolungata delle scuole e i profondi cambiamenti nei tempi di vita e lavoro generati dalla chiusura delle attività economiche. “Potenziamo il bonus baby-sitting, incrementandone il limite fino a 1.200 euro, un limite che sale anche a 2.000 per i comparti della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico e aggiungiamo, poi, la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per le iscrizioni ai servizi per l’infanzia, ai centri estivi. In favore di quest’ultimi, peraltro, stanziamo 150 milioni di euro per il 2020, al fine di potenziare e sostenere l’offerta di attività ludiche e ricreative per i nostri piccoli. In secondo luogo, aumentiamo a 30 giorni i congedi di cui possono fruire i genitori dipendenti del settore privato con figli minori di 12 anni, riconoscendo un’indennità pari al 50% della retribuzione ed estendendo l’arco temporale di fruizione fino al 31 luglio 2020. Prevediamo, poi, misure specifiche per le persone con disabilità: aumentiamo di 12 giornate i permessi retribuiti complessivi nei mesi di maggio e giugno per le persone con disabilità e i loro familiari; stanziamo 150 milioni di euro complessivi in favore del fondo per le non autosufficienze e del fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave e prive di sostegno e di un nuovo fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali dedicate alle persone con disabilità”, ha aggiunto il Premier.

 Si è passati dunque alla gestione del rientro a scuola a settembre che comporterà ingenti costi di organizzazione: le scorse settimane hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione degli istituti e della didattica. “Proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola. Un ulteriore stanziamento di 1 miliardo e 400 milioni è destinato al rafforzamento del sistema universitario, della ricerca. È uno stanziamento che consente di assegnare 4 mila posti aggiuntivi da ricercatore oltre ai 1.600 già deliberati con la legge di bilancio per il 2020, di potenziare il diritto allo studio, e ci permetteranno anche di investire in un grande programma di ricerca nazionale. È il più grande investimento fatto nel campo dell’università e della ricerca degli ultimi vent’anni. Ancora, il decreto prevede stanziamenti importanti per l’export e per la tutela delle filiere”, ha aggiunto Conte auspicando il superamento di decenni di divari crescenti tra Nord e Sud, attraversato anche da profonde diseguaglianze di genere nell’accesso al lavoro a causa di un basso tasso di partecipazione femminile. “Eliminare alla radice questi ostacoli all’eguaglianza sociale e territoriale non è un lusso, ma una precondizione per lo sviluppo futuro. Per evitare che entrambi i divari continuino ad ampliarsi è cruciale sfruttare al massimo le risorse europee per gli investimenti nella questione territoriale e il rafforzamento delle infrastrutture; al contempo occorre investire con decisione nelle politiche per la famiglia, l’infanzia, potenziando i progetti educativi e di cura, anche con il coinvolgimento degli enti locali, del terzo settore, e le misure di sostegno economico per le famiglie. Dobbiamo anche stimolare, risvegliare la vocazione delle ragazze nelle carriere scientifiche, mettendo in campo politiche che diano maggiore accesso, visibilità alle donne in questi ambiti”, ha sottolineato Conte. (Inform)

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