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Emergenza Covid-19, misure di contenimento prorogate al 13 aprile. Ministro Speranza in Aula: “Non abbassiamo la guardia contro il virus”

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

ROMA – A Palazzo Madama il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha illustrato le misure adottate dal proprio dicastero per fronteggiare l’emergenza Covid-19. “In Europa e nel mondo è in corso una terribile tempesta: il numero dei contagiati da questo virus corre velocemente verso il milione di casi. L’economia frena, mentre le nostre città sono quasi ferme. Sembrava impossibile, eppure in poche settimane sono radicalmente cambiate le nostre abitudini e i nostri consolidati stili di vita. Credo che ciascuno di noi non dimenticherà mai queste giornate”, ha esordito Speranza parlando di una crisi globale che sta colpendo duramente anche le cosiddette superpotenze. “Dopo la Cina – ha aggiunto il Ministro – anche l’America, giorno dopo giorno, è in difficoltà crescenti. Al Central Park di New York si sta allestendo un grande ospedale da campo; anche Mosca è in isolamento totale. Tutta l’Europa è duramente colpita. La vicina Spagna, nel giro di poche settimane, ha superato il nostro numero di contagi in rapporto alla popolazione. Di fronte a questa realtà, appaiono terribilmente datate le vecchie dispute geopolitiche. È l’ora della cooperazione internazionale e della solidarietà”, è stato il monito di Speranza in un’ottica di più ampio respiro sovranazionale menzionando l’invito all’unità di Papa Francesco. “Attenzione ai facili ottimismi che possono vanificare gli sforzi e i grandi sacrifici che la stragrande maggioranza degli italiani sta compiendo. Non dobbiamo confondere – ha sottolineato il Ministro – i primi segnali positivi che registriamo in queste ore con un segnale di cessato allarme. I numeri e le proiezioni statistiche fatte dagli esperti ci indicano che siamo sulla strada giusta: la nostra cura, che oramai viene adottata da tutto il mondo, sta rallentando la velocità e l’estensione del contagio. Sarebbe però un errore imperdonabile scambiare questo importante primo risultato per una sconfitta definitiva del Covid-19. La battaglia è ancora molto lunga, perché senza il vaccino non sconfiggeremo mai definitivamente il virus”, ha precisato Speranza.

Certo, dobbiamo programmare il domani e lo stiamo già facendo ma senza smettere di essere consapevoli di cosa sia questa fase e di dove siamo esattamente oggi. Sbagliare i tempi o anticipare alcune mosse – ha ammonito il Ministro – finirebbe per vanificare il lavoro fatto in queste difficilissime settimane. È da queste valutazioni, figlie delle indicazioni del nostro comitato tecnico scientifico, che scaturisce la decisione del Governo di confermare fino al 13 aprile tutte le misure di limitazione delle attività economiche e sociali e degli spostamenti individuali, precedentemente adottate. Credo che dovremmo tutti essere consapevoli e orgogliosi del lavoro che insieme stiamo facendo e della reazione degli italiani, in una situazione senza precedenti, per fronteggiare difficoltà del tutto inedite”. Il riferimento è andato all’Italia nel suo insieme: Governo, Regioni, Sindaci. “Parlo anche dei nostri medici e infermieri, professionisti sanitari e farmacisti, nonché delle forze di polizia che non ringrazieremo mai a sufficienza”, ha aggiunto Speranza ripercorrendo l’iter avviato dallo scoppio dell’epidemia. “Le nostre prime decisioni sono state adottate il 22 gennaio, prima che l’OMS dichiarasse il Coronavirus emergenza di sanità pubblica. Il 31 gennaio il Consiglio dei Ministri ha proclamato lo stato di emergenza e affidato al capo della Protezione Civile il coordinamento degli interventi. Siamo stati i primi a richiedere politiche di prevenzione comuni a livello internazionale e a denunciare il pericolo di un’estensione ed esplosione del contagio. A pochi giorni dallo scoppio del focolaio di Codogno, abbiamo dato chiare indicazioni alle Regioni e agli ospedali per raddoppiare i posti letto di malattie infettive e pneumologia e per aumentare del 50% le terapie intensive: questo perché avevamo studiato e lavorato con la task-force nelle settimane precedenti”, ha illustrato il Ministro difendendo inoltre la scelta dello strumento dei Dpcm.

Speranza ha poi ricordato l’imponente aiuto fornito finora soprattutto dalla Cina, anche grazie al lavoro della Farnesina. “Queste forniture, tra cui 300 milioni di mascherine, ci consentono di proteggere prima di tutto il personale sanitario, che è la nostra prima e più rilevante priorità. Per questa stessa ragione va monitorato il loro stato di salute, anche attraverso un uso intelligente e costante dei tamponi. È partita, poi, in Italia una produzione di mascherine che ci consentirà finalmente in un tempo congruo di avere una filiera nazionale che si pone l’obiettivo di garantire forniture che rendano il nostro Paese autosufficiente. Ad oggi, i posti letto in terapia intensiva risultano 9.081 con un incremento in meno di un mese di oltre il 75 % rispetto alla dotazione pre-Covid che abbiamo realizzato in anni di acquisti e successive implementazioni e che era di 5.395 posti letto. Sono stati triplicati i posti letto necessari a gestire l’emergenza Covid: quelli per malattie infettive e pneumologia erano 6.525 prima dell’emergenza e oggi sono 26.424, quindi unbalzo in avanti del 405%. Infine, risultano già firmati circa 12.000 nuovi contratti relativi al personale sanitario e numerose ulteriori procedure sono in corso”, ha spiegato Speranza menzionando la particolarità delle strutture convertite in Covid Hospital. Sul fronte delle terapie, in attesa di un vaccino o di una cura definitiva, il Ministro ha voluto quindi ricordare l’importanza dell’uso off-label di alcuni farmaci: a seguito di parere favorevole da parte dell’Aifa, è stata infatti adottata una lista di farmaci che possono essere adoperati dal Servizio sanitario nazionale per la cura del Covid-19. (Inform)

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