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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emergenza Covid-19, l’audizione del Ministro degli Esteri Di Maio

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato

Sono 60 mila i connazionali rientrati in Italia in sicurezza con voli commerciali speciali organizzati in deroga alla sospensione del traffico aereo

ROMA – Il Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, è intervenuto davanti alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato per illustrare quanto compiuto dalla Farnesina e, più in generale, dal Governo italiano in queste settimane convulse che hanno visto l’Italia, l’Europa e il mondo intero fronteggiare un nemico mai visto prima: un flagello sanitario in primis ed anche economico chiamato Covid-19. Di Maio ha ricordato gli aiuti dall’estero degli altri Paesi “che non andranno comunque a modificare gli assetti delle alleanze storiche del nostro Paese”, l’attività intensa della Farnesina per consentire il rientro dei connazionali rimasti bloccati in altri Stati, il faticoso reperimento di materiale medico sanitario da parte della rete diplomatico-consolare; ma anche i tentativi di ostacolare l’arrivo di questo materiale in Italia da chi lo aveva bloccato alle proprie dogane, con la necessaria operazione di slocco che ha visto mobilitarsi nuovamente il Maeci, attivo necessariamente su più fronti insieme all’Unità di Crisi. Quindi il Ministro ha inoltre evidenziato il tentativo di richiedere il bollino Covid-Free alle nostre merci a fronte dello sforzo dell’Italia di attuare addirittura un Piano straordinario per il rilancio del Made in Italy in tempi di Coronavirus. Da qui la sottolineatura, più ampia e generale, di Di Maio di un’auspicabile maggiore cooperazione internazionale già a partire da casa nostra, ossia dall’Europa. “L’Ue si gioca la partita della vita: occorre superare i miopi egoismi nazionali”, ha ammonito il Ministro.

Il tema forse mediaticamente più rilevante in queste difficili settimane è stato quello dei rientri dei connazionali rimasti bloccati in altri Paesi soprattutto per via del blocco del trasporto aereo. Su questo fronte l’Unità di Crisi della Farnesina ha lavorato in stretto contatto con la nostra rete diplomatico-consolare. “Tra i primi interventi si ricordano i tre voli militari per riportare a casa 70 connazionali bloccati a Wuhan e poi anche gli altri italiani bloccati sulla nave da crociera Diamond Princess”, ha attenzionato Di Maio riferendo di una media di cinquemila telefonate al giorno ricevute dalla Farnesina e dalla task force consolare. Quanto è stato realizzato finora in fatto di rimpatri? “Sono 60 mila gli italiani rientrati in sicurezza con voli commerciali speciali organizzati in deroga alla sospensione del traffico aereo: un’operazione inedita consentita dalla preziosa collaborazione di alcune compagnie aeree, compresa la compagnia di bandiera Alitalia. Altrettanto è accaduto con le navi ed i pullman”, ha spiegato Di Maio ricordando come ad oggi abbiamo numerose operazioni con oltre 90 Paesi coinvolti. Si va dai 30 mila connazionali rientrati dal Regno Unito e dall’Irlanda a quelli provenienti dalla Spagna e dalle Canarie; passando per gli oltre 3 mila italiani rientrati da Malta e Albania, in questo caso con traghetti speciali. Ve ne sono stati migliaia anche da Argentina, Perù, Cuba, Repubblica Dominicana, Messico, Romania, Portogallo, Tunisia, Algeria e India. “Ulteriori voli commerciali dall’Argentina sono in fase di valutazione – ha aggiunto il Ministro – ma tengo a ricordare anche l’importanza del meccanismo di protezione civile dell’Ue per poter usufruire dei voli dei partner europei. Questo è stato molto utile per esempio per il rimpatrio dei connazionali da diversi Paesi del Sudamerica e del Sudafrica. In Australia un consistente intervento combinato ha consentito di ottenere da Qatar Airways di mantenere aperte le tratte e con uno sconto per chi rientra nel proprio Paese. Restano operativi anche i voli da San Paolo in Brasile”. Resta invece tuttora complicata la gestione delle navi da crociera battente bandiera italiana, dove andrebbe facilitato lo sbarco delle persone ammalate e il conseguente rimpatrio. Dopo settimane difficili è invece giunta a conclusione l’odissea dei ragazzi e studenti del progetto intercultura: quasi tutti i 1105 studenti minorenni sono di fatto tornati. Di Maio ha ricordato i gruppi di studenti rientrati da Chicago e dalle Honduras, mentre ci sono ancora 120 ragazzi bloccati ad Orlando che lavoravano nel parco di Walt Disney: per loro è in programmazione un volo per domenica prossima con la compagnia Neos direttamente da Orlando a Fiumicino e poi da qui a Malpensa.

Per quanto riguarda la questione già accennata del reperimento e sblocco di materiale medico sanitario, l’intera rete diplomatico-consolare è stata impegnata a trovare i fornitori: dispositivi di protezione personale, ventilatori ad alta intensità e bombole di ossigeno. “Ci sono pervenute almeno 650 segnalazioni di potenziali fornitori da più di 60 Paesi: Brasile, Cina, Egitto, Filippine, Francia, Germania, Giappone, Usa e Sudafrica sono risultati come principali fornitori. Sono poi stati sbloccati due carichi di mascherine dal Brasile, un carico dall’Egitto, quindi da Marocco, Giappone, Romania, Slovenia, Tunisia, Turchia e Ucraina. Ci sono stati anche Paesi che hanno effettuato trasferimenti di pazienti italiani: la Germania su tutti ha messo a disposizione 85 posti di terapia intensiva. Gli Usa invieranno attrezzature per 100 milioni di dollari, ma nel frattempo già sono giunti aiuti da enti privati americani per un valore di circa 18 milioni di euro: ricordo la realizzazione dell’ospedale da campo a Cremona”, ha sottolineato Di Maio volendo ringraziare in modo particolare Cina, Russia ed Emirati Arabi per gli aiuti umanitari e infine la stessa Nato. “Gli aiuti riguardano non solo materiale sanitario ma anche personale medico esperto: 52 sanitari sono giunti da Cuba, 39 dalla Cina, 32 dalla Russia, 29 dall’Albania, 20 dall’Ucraina, 19 dalla Norvegia, 15 dalla Polonia, 15 dalla Romania, 12 dal Canada. E’ una dimostrazione di generosità che non dimenticheremo; è però impensabile che questi aiuti possano modificare il quadro delle alleanze a cui l’Italia storicamente appartiene”, ha tenuto a precisare Di Maio.

Infine il discorso del Ministro si è spostato alle iniziative del Governo per il sostegno all’economia nazionale, senza troppa burocrazia. “Uno dei primi interventi ha riguardato l’operazione di contrasto al tentativo di discriminazione attuato verso le merci italiane: ricordo per esempio le richieste di certificati Covid-Free per consentire le esportazioni, tentativi inaccettabili. Allo stesso tempo ci siamo attivati per far fronte alle restrizioni alla circolazione del trasporto aereo, marittimo e terrestre delle nostre merci”, ha ammonito Di Maio segnalando quindi gli interventi del Governo, in accordo con le parti sociali, per contrastare gli effetti economici del virus. “Dal Decreto Cura Italia provengono finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione ed è stato istituito un fondo per la promozione integrata: una dotazione di 150 milioni di euro quale rafforzamento delle attività già condotte da Farnesina e Agenzia Ice, più una campagna straordinaria di comunicazione con particolare riferimento al comparto agroalimentare. Il nuovo fondo si affianca a strumenti già esistenti come il Piano straordinario per la promozione del Made in Italy. Di fronte alle sfide globali servono risposte che lo siano altrettanto, ma la cooperazione deve iniziare da casa nostra. L’Ue ha fatto passi in avanti ma non ancora sufficienti né in qualità né in quantità”, ha concluso Di Maio sottolineando come lo stesso vaccino, quando ci sarà, dovrà essere per tutti e non per pochi. (Inform)

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