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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emergenza Covid-19, informativa nell’Aula di Palazzo Madama del Premier Conte in vista del Consiglio europeo del 23 aprile

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

ROMA – Si è tenuta presso l’Aula de Senato l’informativa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulle misure finora adottate dal Governo sul piano interno, ma anche riguardo all’aggiornamento sulle iniziative a livello europeo per affrontare l’emergenza Covid-19 a pochi giorni dal tavolo negoziale del Consiglio europeo che si terrà giovedì 23 aprile. A fronte di alcuni rilievi mossi dalle opposizioni prima del suo intervento, volti a chiedere un maggiore coinvolgimento nelle decisioni dell’organo legislativo, il Premier ha ribadito la consapevolezza dell’intero Governo della necessità di coinvolgere il Parlamento in una fase così pervasiva del problema che ricade inevitabilmente sulla libertà delle persone, sulla salute e sul lavoro. Conte ha difeso la ragionevolezza degli interventi adottati finora, nella massima precauzione e proporzionalità: ossia nella premura di “preservare l’equilibrio tra i molteplici valori coinvolti, tutti di rango costituzionale”. Sono questioni che riguardano il distanziamento sociale e la promozione dei dispositivi di protezione, indispensabili  fin quando non sarà disponibile un vaccino. Il Premier ha parlato quindi del necessario rafforzamento delle reti sanitarie sul territorio e della rinnovata integrazione tra politiche sanitarie e sociali con particolare attenzione a luoghi quali case di cura e residenze sanitarie dove l’esplosione incontrollata dei contagi sta in questi giorni creando notevoli difficoltà e alimentando purtroppo numerosi decessi tra i pazienti. Un altro elemento da attenzionare per la ripresa è quello dei Covid Hospital che, evitando la promiscuità degli ospedali comuni, ridurrebbero notevolmente il rischio di contagio sia per gli operatori sanitari che per i pazienti ricoverati per altre patologie; quindi l’uso corretto dei test sia molecolari che sierologici. Nel suo intervento Conte ha fatto riferimento a misure riguardanti la strategia di mappatura dei contatti sospetti, la teleassistenza ed anche l’utilizzo in sicurezza della discussa nuova applicazione per dispositivi mobili di cui tanto si sta parlando per la privacy.

“Nelle ultime settimane sono stati adottati due ulteriori dpcm, entrambi volti a prorogare il regime restrittivo già in vigore: quindi misure di distanziamento, divieto di spostamenti, chiusura di scuole e altri luoghi di aggregazione, nonché chiusura delle attività produttive, industriali e commerciali a parte i servizi essenziali”, ha ricordato Conte sottolineando che proprio lo scorso 10 aprile il regime di disciplina vigente è stato prorogato fino al 3 maggio. “Questo è stato deciso alla luce dei dati epidemiologici che hanno confermato l’efficacia delle misure adottate e suggerito quindi di perseguire con immutato rigore il lockdown per non perdere i risultati finora conseguiti. Ora ci attende la fase complessa di allentamento della restrizione per le attività produttive e commerciali, preservando l’integrità del tessuto produttivo, motori del Paese che devono però riavviarsi sulla base di un piano strutturato, con la revisione dei modelli organizzativi. Anche per il distanziamento sociale ci saranno delle modifiche”, ha aggiunto Conte evidenziando come il 10 aprile sia stato altresì costituito un Comitato di esperti, per orientare il Governo di concerto con il Comitato tecnico-scientifico per avere imprescindibili condizioni di sicurezza. “L’avventatezza in questa fase, dettata da una legittima aspettativa a ripartire, può compromettere tutti i sacrifici fatti. Nel decreto legge di aprile, attualmente in conversione, si è trattato di supporto a imprese, artigiani, autonomi e professionisti ampliando il decreto Cura Italia e incentrandolo su direttive precise: liquidità garantita alle imprese, sostegno agli asset strategici e misure fiscali. Il golden power sarà esteso a nuovi settori, anche in ambito intraeuropeo. Ricordo anche l’anticipo di 400 milioni di euro ai Comuni per il sostegno ai bisogni primari dei cittadini. Siamo però consapevoli che servono misure ancora più incisive”, ha sottolineato Conte spiegando che in aggiunta ai 25 miliardi di euro del Cura Italia ne arriveranno ulteriori 50 per un totale di 75 miliardi. Si tratta di stanziamenti che andranno al sostegno delle casse integrazioni, delle Partite Iva, delle piccole e medie imprese, dei Comuni e delle Regioni.

“Sono consapevole che finora siano state parzialmente insoddisfatte le forze politiche che volevano contribuire con le proprie proposte. In proposito sarà assicurata massima attenzione alle istanze dei parlamentari, e da parte del Governo le opposizioni troveranno pieno dialogo”, ha rilevato il Premier passando poi alla questione europea. “L’Eurozona non ripeta gli errori del 2008: allora non si riuscì ad affrontare in modo solidale lo shock ampliando le divergenze. Ulteriori problemi ci furono tra 2010 e 2011 con la crisi dei debiti sovrani, condannando l’Europa alla recessione. L’Eurogruppo, lo scorso 9 aprile, ha proposto un pacchetto di strumenti per gli Stati membri basato su quattro elementi: un fondo di garanzia europeo presso la Banca europea per gli investimenti, una linea di credito assistenziale per il reddito dei lavoratori, una linea di credito per le spese sanitarie erogate attraverso l’ormai noto Mes, infine un european recovery fund che preveda un debito comune sui mercati finanziari”, ha spiegato Conte ripetendo come il Mes, legato a condizionamenti, sia uno strumento non idoneo a far fronte a una tale emergenza. “Insieme ad altri otto Paesi membri abbiamo stilato un manifesto programmatico e invitato l’Europa a introdurre nuovi strumenti come nuove linee di credito specifiche per il supporto alla crisi di questa pandemia, evitando condizionalità macroeconomiche. Di questo si parlerà in videoconferenza europea il 23 aprile. Dobbiamo riparare in fretta la nostra casa comune, l’Europa, per competere anche con gli altri mercati e restare al passo con gli altri player globali. Rispetto ai trilioni di dollari americani, da parte dell’Europa ancora ci sono misure non all’altezza e non accetteremo accordi a ribasso”, ha concluso Conte. (Inform)

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