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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emergenza Covid-19, audizione di Luigi Di Maio davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

 

Gli interventi dei parlamentari e la replica del Ministro degli Esteri

 

ROMA – Il Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, è intervenuto davanti alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato per illustrare quanto compiuto dalla Farnesina e, più in generale, dal Governo italiano in queste settimane convulse che hanno visto l’Italia, l’Europa e il mondo intero fronteggiare un nemico mai visto prima: un flagello sanitario in primis ed anche economico chiamato Covid-19. Il tema forse mediaticamente più rilevante in queste difficili settimane è stato quello dei rientri dei connazionali rimasti bloccati in altri Paesi soprattutto per via del blocco del trasporto aereo. Su questo fronte l’Unità di Crisi della Farnesina ha lavorato in stretto contatto con la nostra rete diplomatico-consolare. “Tra i primi interventi si ricordano i tre voli militari per riportare a casa 70 connazionali bloccati a Wuhan e poi anche gli altri italiani bloccati sulla nave da crociera Diamond Princess”, ha attenzionato Di Maio riferendo di una media di cinquemila telefonate al giorno ricevute dalla Farnesina e dalla task force consolare. Quanto è stato realizzato finora in fatto di rimpatri? “Sono 60 mila gli italiani rientrati in sicurezza con voli commerciali speciali organizzati in deroga alla sospensione del traffico aereo: un’operazione inedita consentita dalla preziosa collaborazione di alcune compagnie aeree, compresa la compagnia di bandiera Alitalia. Altrettanto è accaduto con le navi ed i pullman”, ha spiegato Di Maio ricordando come ad oggi abbiamo numerose operazioni con oltre 90 Paesi coinvolti.

Si va dai 30 mila connazionali rientrati dal Regno Unito e dall’Irlanda a quelli provenienti dalla Spagna e dalle Canarie; passando per gli oltre 3 mila italiani rientrati da Malta e Albania, in questo caso con traghetti speciali. Ve ne sono stati migliaia anche da Argentina, Perù, Cuba, Repubblica Dominicana, Messico, Romania, Portogallo, Tunisia, Algeria e India. “Ulteriori voli commerciali dall’Argentina sono in fase di valutazione – ha aggiunto il Ministro – ma tengo a ricordare anche l’importanza del meccanismo di protezione civile dell’Ue per poter usufruire dei voli dei partner europei. Questo è stato molto utile per esempio per il rimpatrio dei connazionali da diversi Paesi del Sudamerica e del Sudafrica. In Australia un consistente intervento combinato ha consentito di ottenere da Qatar Airways di mantenere aperte le tratte e con uno sconto per chi rientra nel proprio Paese. Restano operativi anche i voli da San Paolo in Brasile”. Resta invece tuttora complicata la gestione delle navi da crociera battente bandiera italiana, dove andrebbe facilitato lo sbarco delle persone ammalate e il conseguente rimpatrio. Dopo settimane difficili è invece giunta a conclusione l’odissea dei ragazzi e studenti del progetto intercultura: quasi tutti i 1105 studenti minorenni sono di fatto tornati. Di Maio ha ricordato i gruppi di studenti rientrati da Chicago e dalle Honduras, mentre ci sono ancora 120 ragazzi bloccati ad Orlando che lavoravano nel parco di Walt Disney: anche per loro è tuttavia è stata trovata una soluzione.

Di Maio ha ricordato anche gli aiuti dall’estero degli altri Paesi “che non andranno comunque a modificare gli assetti delle alleanze storiche del nostro Paese”, il faticoso reperimento di materiale medico sanitario da parte della rete diplomatico-consolare; ma anche i tentativi di ostacolare l’arrivo di questo materiale in Italia da chi lo aveva bloccato alle proprie dogane, con la necessaria operazione di sblocco che ha visto mobilitarsi nuovamente il Maeci. Quindi il Ministro ha inoltre evidenziato il tentativo di richiedere il bollino Covid-Free alle nostre merci a fronte dello sforzo dell’Italia di attuare addirittura un Piano straordinario per il rilancio del Made in Italy in tempi di Coronavirus. Da qui la sottolineatura, più ampia e generale, di Di Maio di un’auspicabile maggiore cooperazione internazionale già a partire da casa nostra, ossia dall’Europa. “L’Ue si gioca la partita della vita”, ha ammonito il Ministro. Per quanto riguarda la questione già accennata del reperimento e sblocco di materiale medico sanitario, l’intera rete diplomatico-consolare è stata impegnata a trovare i fornitori: dispositivi di protezione personale, ventilatori ad alta intensità e bombole di ossigeno. “Ci sono pervenute almeno 650 segnalazioni di potenziali fornitori da più di 60 Paesi: Brasile, Cina, Egitto, Filippine, Francia, Germania, Giappone, Usa e Sudafrica sono risultati come principali fornitori. Sono poi stati sbloccati due carichi di mascherine dal Brasile, un carico dall’Egitto, quindi da Marocco, Giappone, Romania, Slovenia, Tunisia, Turchia e Ucraina. Ci sono stati anche Paesi che hanno effettuato trasferimenti di pazienti italiani: la Germania su tutti ha messo a disposizione 85 posti di terapia intensiva. Gli Usa invieranno attrezzature per 100 milioni di dollari, ma nel frattempo già sono giunti aiuti da enti privati americani per un valore di circa 18 milioni di euro: ricordo la realizzazione dell’ospedale da campo a Cremona”, ha sottolineato Di Maio volendo ringraziare in modo particolare Cina, Russia ed Emirati Arabi per gli aiuti umanitari e infine la stessa Nato. “Gli aiuti riguardano non solo materiale sanitario ma anche personale medico esperto: 52 sanitari sono giunti da Cuba, 39 dalla Cina, 32 dalla Russia, 29 dall’Albania, 20 dall’Ucraina, 19 dalla Norvegia, 15 dalla Polonia, 15 dalla Romania, 12 dal Canada. E’ una dimostrazione di generosità che non dimenticheremo; è però impensabile che questi aiuti possano modificare il quadro delle alleanze a cui l’Italia storicamente appartiene”, ha tenuto a precisare Di Maio.

Infine il discorso del Ministro si è spostato alle iniziative del Governo per il sostegno all’economia nazionale, senza troppa burocrazia. “Uno dei primi interventi ha riguardato l’operazione di contrasto al tentativo di discriminazione attuato verso le merci italiane: ricordo per esempio le richieste di certificati Covid-Free per consentire le esportazioni, tentativi inaccettabili. Allo stesso tempo ci siamo attivati per far fronte alle restrizioni alla circolazione del trasporto aereo, marittimo e terrestre delle nostre merci”, ha ammonito Di Maio segnalando quindi gli interventi del Governo, in accordo con le parti sociali, per contrastare gli effetti economici del virus. “Dal Decreto Cura Italia provengono finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione ed è stato istituito un fondo per la promozione integrata: una dotazione di 150 milioni di euro quale rafforzamento delle attività già condotte da Farnesina e Agenzia Ice, più una campagna straordinaria di comunicazione con particolare riferimento al comparto agroalimentare. Il nuovo fondo si affianca a strumenti già esistenti come il Piano straordinario per la promozione del Made in Italy. Di fronte alle sfide globali servono risposte che lo siano altrettanto, ma la cooperazione deve iniziare da casa nostra. L’Ue ha fatto passi in avanti ma non ancora sufficienti né in qualità né in quantità”, ha concluso Di Maio sottolineando come lo stesso vaccino, quando ci sarà, dovrà essere per tutti e non per pochi.

Sono quindi intervenuti diversi esponenti del Parlamento che hanno posto delle questioni al Ministro. Gianluca Ferrara (M5S) ha ricordato che “senza le aperture politiche votate al multilateralismo, precedenti l’emergenza Coronavirus, l’Italia sarebbe stata isolata”. Per Giancarlo Giorgetti della Lega, l’Italia dovrebbe chiedere delucidazioni alla Cina in merito alla condotta avuta nella gestione del fenomeno Coronavirus. Critiche alla Cina sono state rivolte anche da Andrea Delle Vedove (FdI) per quanto riguarda la trasparenza dei dati. Lucio Malan di FI ha criticato l’operato di alcuni paesi europei in questo contesto di emergenza “refrattari a dare il loro assenso alle politiche utili all’Italia”. Per Piero Fassino del Pd il grande sforzo è “rimettere in piedi l’economia con strumenti finanziari europei come il recovery found”. Gennaro Migliore (IV) è intervenuto sulla promozione dell’export chiedendo se ci siano state azioni ad ampio raggio nei confronti di politiche protezionistiche come i dazi. Pierferdinando Casini del Gruppo per le Autonomie ha criticato la decisione di Trump di non voler pagare il contributo all’OMS; “tuttavia – ha aggiunto – almeno il multilateralismo sanitario cerchiamo di tenerlo in piedi”, ha evidenziato Casini. Maurizio Lupi del Gruppo Misto, sulla questione della difesa del Made in Italy, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di “riprendere gradualmente la produzione anche per non restare indietro rispetto ai concorrenti”. Si è anche parlato degli italiani temporaneamente all’estero, specialmente al di fuori dell’Europa, come Argentina, Kenya e Nord America.

La riposta del Ministro Di Maio è stata in difesa del multilateralismo e nella consapevolezza di un’unità d’intenti europea necessaria a contrastare questa pandemia; sulla questione della trasparenza della Cina, “la posizione dell’Italia è stata sempre quella di offrire trasparenza ma al contempo esigerla da tutti”. Sulla ripresa delle attività, Di Maio ha precisato che “sarà fatta solo in sicurezza e con il parere della comunità scientifica; inoltre Sace, Simest, Ice e Farnesina con il Fondo per la promozione hanno delle dotazioni straordinarie di risorse ma sarà importante capire dove orientarle”, ha aggiunto Di Maio parlando delle alleanze internazionali. “Abbiamo sollecitato i nostri alleati storici come gli Usa, che hanno addirittura realizzato un memorandum per aiutarci, ma abbiamo anche utilizzato relazioni di amicizia storiche dell’Italia nel suo essere da sempre ponte tra occidente ed oriente. Per quanto riguarda l’acquisto del materiale, abbiamo sempre considerato la qualità degli stessi: per me sono aiuti tanto i doni quanto gli acquisti. Mi auguro che si possa arrivare a un regime di produzione interna”, ha sottolineato il Ministro andando al discorso sugli italiani rimasti bloccati all’estero. Sugli italiani all’estero – ha affermato  il Ministro – ricordo che finora sono rientrati oltre 60 mila italiani e lavoriamo per permettere a chi ha reali bisogni di tornare. Abbiamo però anche 6 milioni di iscritti all’Aire che vivono da anni all’estero e contribuiscono con le loro tasse alla sanità locale del Paese di residenza”.

Pino Cabras del M5S ha ricordato come non sia stata solo la Cina a essere stata colta di sorpresa dal virus e forse ad aver capito tardi di cosa si trattasse ma anche tutti gli altri Paesi, “se pensiamo che fino a cinque settimane fa soltanto undici comuni italiani erano in isolamento e oggi più di tre miliardi di persone nel mondo sono chiuse in casa”, ha dichiarato sottolineando infine come l’architettura istituzionale europea non sia adatta a fronteggiare economicamente un’emergenza di questa portata se raffrontata alla velocità di risposta della Fed negli Usa. Tony Iwobi della Lega ha lamentato come ormai da oltre quarantacinque giorni la Commissione Esteri del Senato non si riunisca nonostante i numerosi connazionali bloccati in altri Paesi. “Solo a Cuba erano segnalati 300 connazionali bloccati fino a poco tempo fa, senza parlare di Argentina, Thailandia, Nigeria, Ghana e Kenya”, ha precisato Iwobi. Lia Quartapelle del Pd ha segnalato la bontà della politica estera italiana testimoniata proprio dalla solidarietà ricevuta. La deputata ha quindi ricordato la recente iniziativa dei Paesi del G7 circa “il condono del debito per i Paesi più poveri” e ha auspicato “la sospensione delle sanzioni sanitarie all’Iran e una moratoria per la sospensione dei conflitti”. Adolfo Urso di FdI ha espresso preoccupazione per alcune previsioni economiche che dopo la pandemia porterebbero in Italia ad un aumento di tre milioni del numero dei disoccupati. Anche Maurizio Gasparri FI ha criticato l’operato della Cina sia per quanto riguarda la gestione del Covid ma anche del problema dei diritti umani. Luigi Zanda del Pd ha auspicato infine l’aumento del grado d’integrazione europea in una visione federale. Il Ministro Di Maio ha risposto sui casi degli italiani a Cuba, poi rientrati con dei voli speciali, così come avvenuto in altre parti del mondo. Il ministro è poi tornato  sul problema dell’OMS e della trasparenza dei dati diffusi. “Come Italia abbiamo offerto la massima trasparenza e abbiamo sempre chiesto altrettanto agli altri, promuovendo tutti gli accertamenti del caso in ogni sede internazionale. Crediamo nel multilateralismo anche in funzione del vaccino ed è una contraddizione non dare fondi all’OMS”, ha aggiunto Di Maio riferendosi evidentemente a quanto affermato recentemente da Trump. Il Ministro ha ammesso di sostenere la proposta del ‘cessate il fuoco’ delle Nazioni Unite e si è detto d’accordo anche sulla sospensione dell’embargo sanitario. “Sulla Libia in particolare è auspicabile una tregua umanitaria così come una politica condivisa per fermare l’esportazione di armi in quel Paese. Per quanto riguarda l’Italia, preoccupano le previsioni economiche e questo ci deve portare a fare sempre di più”, ha concluso Di Maio parlando di settimane decisive. (Simone Sperduto/ Inform)

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