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Emergenza Coronavirus. musei toscani lanciano un appello al ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini

CULTURA

 

Un’istanza condivisa anche dalla Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana e Sistema Museale della provincia di Lucca

 

FIRENZE – Musei toscani lanciano un  appello al ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini. In vista della Fase 2 per l’uscita dall’emergenza Coronavirus e la prossima riapertura dei musei il 18 maggio , Alessandro Ricceri ,presidente della Fondazione Musei Senesi, e Irene Lauretti, presidente del Sistema Musei di Maremma, si sono fatti portavoce di un’istanza condivisa da altri 15 musei e sistemi museali toscani ,tra cui la Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana e Sistema Museale della provincia di Lucca (Lucca).

Nell’appello, rilanciato da InToscana.it (portale della Fondazione Sistema Toscana della Regione) ,si chiede al ministro di valorizzare e promuovere queste realtà museali come “patrimonio del paese” al pari dei musei statali in vista della ripartenza delle attività museali e delle mostre. In particolare , di coinvolgere nelle misure statali di sostegno alla cultura anche i musei locali e di salvaguardare le professionalità mantenendo gli attuali livelli occupazionali.

Un’altra richiesta riguarda la possibilità, da parte del Ministero, di provvedere ad estendere l’esenzione dell’Iva per tutti i servizi legati al funzionamento dei musei locali e non solo per le sole visite guidate e le attività didattiche come è attualmente.

“I nostri musei sono spesso etichettati come minori, rispetto ai grandi musei nazionali – si legge nell’appello – invece queste realtà museali in tutto il Paese, ma tanto più in Toscana rappresentano un tessuto straordinario per la diffusione e la difesa della cultura nei territori”. “I nostri due sistemi raccolgono oltre 100 musei ma in Toscana ci sono 20 reti museali, che, grazie agli sforzi degli enti locali e ai contributi regionali, hanno potuto mantenere un ruolo attivo di presidio e diffusione della cultura, concentrandosi sulla relazione con il pubblico piuttosto che non sul numero di biglietti venduti, lavorando a fianco di archivi e biblioteche in logica interdisciplinare, portando avanti percorsi di ricerca con le Università e le Soprintendenze. Una rete che, tanto più nel caso toscano, sono una leva economica anche per quel turismo lento che potrà, seppure in misura ridotta, riattivarsi almeno su base nazionale nei prossimi mesi. Per questo siamo convinti – concludono  Ricceri e Lauretti – che i musei grandi e piccoli rappresentano una risorsa determinante per il nostro Paese e avranno un ruolo importante dopo la fine dell’emergenza per il rilancio del settore culturale”.(Inform)

 

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