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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emanuela Del Re: “Per emergenza Coronavirus rimpatriati già più di 30mila italiani da oltre 30 diversi Paesi”

ITALIANI ALL’ESTERO

La vice ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale in una intervista rilasciata a Fanpage.it

ROMA – Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus più di 30mila connazionali sono già rientrati in Italia da oltre 30 diversi Paesi e le operazioni di rimpatrio proseguono, con voli che riporteranno molti connazionali in Italia dall’Asia, dall’America Latina e dagli Stati Uniti. La Vice Ministra degli Esteri, Emanuela Del Re, fa il punto della situazione sul lavoro della Farnesina per fronteggiare l’epidemia in un’intervista rilasciata  ieri a Stefano Rizzuti di Fanpage.it.

La Vice Ministra fornisce tutte le istruzioni utili per gli italiani che vogliono rientrare nel Paese: “Sono già previsti altri voli per il rientro dei connazionali dal sud-est asiatico, dall’America Latina, dagli Stati Uniti e giornalmente continuano ad atterrare aerei dalle principali capitali europee che oltre a rimpatriare i nostri connazionali che si trovavano a Londra, a Parigi, a Francoforte, Monaco, Bruxelles, fungono da hub e aeroporti di scalo per chi proviene dagli altri continenti da cui è possibile rientrare, se le condizioni lo consentono, con combinazioni di voli operati da compagnie straniere”. Si sofferma anche sull’attività dei cooperanti in tutto il mondo in relazione all’emergenza in corso: “Laddove necessario il MAECI fornirà assistenza agli operatori del settore umanitario e della cooperazione come a tutti gli altri connazionali. A tal riguardo vorrei segnalare che è stata avviata una intensa opera di sensibilizzazione sia con i Paesi che hanno già chiuso le frontiere e gli spazi aerei sia con le compagnie aeree italiane per organizzare voli speciali su base commerciale per il rientro dei nostri connazionali”.

Emanuela Del Re, inoltre, esprime preoccupazione per l’impatto del Coronavirus in “contesti di conflitto come la Siria, lo Yemen e la Libia”. Infine, altro timore è quello legato alla diffusione nel continente africano: “Sappiamo già che la maggior parte dei Paesi colpiti non dispone di strutture sanitarie adeguate e di solidi sistemi di pianificazione nazionale per affrontare tale sfida”. (Inform)

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