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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Educa”, a Trento il Festival dell’educazione

EVENTI

 

L’undicesima edizione, interamente on line dal 19 al 22 novembre, indagherà “L’impatto dell’esperienza Covid-19 sulle relazioni educative”

 

TRENTO – “Futuri Anteriori. Riemergere dall’esperienza Covid”, questo il titolo della speciale edizione del Festival dell’educazione che si terrà dal 19 al 22 novembre. Tra gli ospiti: il maestro Franco Lorenzoni, la sociologa Chiara Saraceno, l’epistemologa Luigina Mortari, Andrea Gavosto presidente della Fondazione Agnelli, Don Giovanni Fasoli, docente di psicologia dell’adolescenza, all’Università IUSVE, la psicanalista Laura Pigozzi e i filosofi Paolo Costa e Ilaria Gaspari. Sarà un’edizione speciale quella di EDUCA, non solo per la forma on line, ma anche e soprattutto per il tema: l’impatto dell’esperienza Covid-19 sulle relazioni educative.

L’emergenza sanitaria – afferma la professoressa Paola Venuti, coordinatrice scientifica del festival – ha richiesto a bambini e ragazzi e ai loro genitori di rivedere spazi e tempi delle loro relazioni. Allo stesso modo insegnanti ed educatori sono stati chiamati a riconsiderare, senza avere il tempo di prepararsi, il loro compito formativo ed educativo. Per lunghi mesi scuole, servizi educativi basati sulla presenza fisica e la socializzazione, sono diventati per i bambini e i ragazzi spazi inaccessibili nella forma tradizionale, e questo ha reso inservibili molti metodi di insegnamento consolidati. Durante il lockdown e oltre, molti insegnanti, educatori e istituzioni territoriali si sono adoperati per fronteggiare l’emergenza e creare nuove forme di vicinanza educativa, un’inedita prossimità nella cura e nella didattica, sperimentando nuovi strumenti. Nel contempo centri di formazione e ricerca hanno dato impulso a nuove attività di studio e divulgazione, mentre la rete internet si è popolata di di occasioni formative create da molte agenzie educative con generosità. Non possiamo però dimenticare che queste fonti, nonostante l’apparente democraticità della rete, sono rimaste inaccessibili per una parte di bambini e ragazzi e le loro famiglie, acuendo, se non generando ex novo, nuove distanze sociali che rischiano di pesare sul futuro delle comunità.” (Inform)

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